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Un progetto danese per il primo Alzheimer Village di Francia

È stata posata la prima pietra di un nuovo modello di gestione dei malati di demenza, una comunità con residenze, negozi e servizi in cui gli ospiti sono discretamente seguiti 24 ore su 24 e liberi di muoversi in modo autonomo

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La città di Dax, centro di poco più di 20.000 abitanti nella parte sudoccidentale della Francia, ha posato la prima pietra del cantiere che entro la fine del 2019 realizzerà il primo villaggio nazionale destinato alla cura dei malati di Alzheimer. Il progetto è stato sviluppato dallo studio danese NORD Architects vincitore, con i locali Champagnat & Gregoire, di un concorso bandito dal Département des Landes nel 2016. Per la prima volta in Francia si applica un modello relativamente nuovo di gestione di malattie dal fortissimo impatto sanitario e sociale in tutto il mondo: le diverse forme di demenza, di cui il morbo di Alzheimer è la più importante delle manifestazioni, secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità colpisce nel mondo 35,6 milioni di persone, soprattutto fra gli ultra sessantacinquenni.

Alzheimer Village: ecco come sarà

Progetto pilota a scala nazionale in un paese in cui si contano oggi circa 1 milione di malati con previsioni di raddoppio del numero entro il 2040, l’Alzheimer Village sarà dimensionato per ospitare 120 residenti gestiti da uno staff specializzato di 120 tra medici, infermieri, psicologi, fisioterapisti e assistenti che saranno affiancati da gruppi di volontari.

Mettendo l’architettura al lavoro insieme alle nuove strade di cura e gestione della malattia, il villaggio nascerà su 10.700 nuovi metri quadri immersi in un’area verde di oltre 5 ettari, messa a disposizione dall’amministrazione comunale. Riprodurrà gli elementi di un piccolo pezzo di città, internamente libero per gli ospiti ma chiuso e protetto verso l’esterno, in cui i residenti potranno ritrovare luoghi e funzioni della vita quotidiana. Mentre il personale sanitario e gli assistenti saranno presenti abbandonando camici bianchi e divise da lavoro, i malati vivranno in residenze distribuite all’interno di piccoli edifici (in tutto 4 quartieri con 16 appartamenti ognuno serviti da spazi comuni come cucina, sala da pranzo, terrazzi e porticati).

Edificio centrale e cuore dell’intervento, la Bastide è organizzata attorno a una piazza porticata e ospiterà gli uffici e gli studi medici ma anche alloggi temporanei per le famiglie degli ospiti, la farmacia, un ristorante, un auditorium, la mediateca, una palestra, un parrucchiere e un supermercato. Un grande parco circonda gli edifici ospitando anche un orto condiviso e una mini fattoria con animali, la cui cura ha dimostrati effetti positivi sui malati.

A Dax, sia l’architettura che l’urbanistica vogliono ispirarsi, nell’impostazione del complesso e nella scelta di materiali e colori, al contesto locale perseguendo l’obiettivo di rendere il luogo più familiare e il trasferimento delle persone meno traumatico.

Costi e accordi per la cura condivisa dell’Alzheimer

Accordi, già stipulati, con la Facoltà di Medicina della non lontana Università di Bordeaux lo renderanno un progetto pilota doppio in cui si studieranno e dimostrerà la maggiore efficacia di percorsi di assistenza e cura, che, secondo il professor Jean-François Dartigues, stanno già portando sui pazienti importanti risultati in termini di mantenimento delle relazioni sociali e di una vita maggiormente attiva rispetto alle tradizionali case di cura. Per cercare di ridurre il più possibile la distanza tra i luoghi della vita quotidiana e quelli dell’assistenza in una fase delicata della vita, la realizzazione del progetto è molto attenta anche all’integrazione con la rete delle realtà associative presenti sul territorio di Dax e con i loro volontari, che con la loro presenza supporteranno le attività del villaggio e cercheranno di mantenere vivi i legami sociali.

Secondo le stime del Département des Landes, a fronte di un costo complessivo di realizzazione di 28 milioni di euro, la gestione della struttura costerà 7 milioni, con la richiesta di una retta relativamente contenuta di circa 60 euro al giorno ai residenti.

Modello che sembra ancora lontano dall’arrivare in Italia (dove la gestione della malattia ricade tutta sulle spalle delle famiglie per poi spostarsi in residenze assistite per lungodegenti mai sufficienti e spesso scarsamente specializzate), l’esempio di Dax non è il primo in realizzazione in Europa, nel cui nord simili realtà si stanno gradualmente diffondendo nonostante le accuse di creare finzioni alla ‘The Truman show’ in cui immergere i malati.

Il centro francese si ispira dichiaratamente a uno dei primi progetti completati del continente, la pioniera struttura di Hogeweyk in funzione dal 2009 a Weesp, nel nord dell’Olanda. Gli stessi NORD Achitects, già progettisti di strutture sanitarie all’avanguardia, ad aprile si sono aggiudicati insieme a 3RW Arkitekter e Christian Mong la progettazione di un villaggio per malati di demenza e Alzheimer a Oslo per conto di Omsorgsbygg Osloper.

Solo il tempo e i dati scientifici potranno dire se la strada imboccata sia quella giusta, ma un passo avanti nella gestione di una malattia incurabile è sicuramente stato fatto.

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