Nuovo stadio Sant’Elia di Cagliari: i progetti finalisti sono tre | Architetto.info

Nuovo stadio Sant’Elia di Cagliari: i progetti finalisti sono tre

Il nuovo impianto sarà il terzo privato italiano di nuova generazione, dopo le strutture di Torino e Udine. A sviluppare i progetti i gruppi guidati da J+S e One Works, il consorzio Sportium e Tractebel-Engie con GAU Arena

La proposta per il nuovo stadio di Cagliari elaborata da Sportium
La proposta per il nuovo stadio di Cagliari elaborata da Sportium
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La realizzazione del nuovo stadio del Cagliari Calcio, che sorgerà al posto del Sant’Elia nell’omonimo quartiere del capoluogo sardo, è sempre più vicina: la competizione avviata dalla società calcistica selezionare il gruppo di professionisti che progetterà il nuovo impianto cittadino ha infatti portato all’individuazione di tre proposte progettuali elaborate da J+S e One Works con Gonçalo Byrne, João Nunes, Deerns Consulting Engineers e Studio Majowiecki, dalla società consortile Sportium con Progetto CMR, Ideas, B&L e David Manica e dalla società di ingegneria Tractebel-Engie e studio GAU Arena.

La procedura è stata avviata il 31 ottobre 2017, quando la richiesta di candidature da parte della società porta alla valutazione di 25 gruppi tra cui il 15 dicembre è stata selezionata la terna a cui è stata richiesta l’elaborazione di altrettanti concept per il nuovo stadio che, una volta completato, sarà il terzo impianto privato italiano di nuova generazione, seguendo la realizzazione delle strutture di Torino e Udine.

Sulla scia di molte strutture europee e internazionali, proporrà un modello aggiornato di arena in cui l’attività sportiva sarà affiancata da servizi e dotazioni che la renderanno un luogo aperto e visitabile tutti i giorni della settimana, connesso a un pregiato contesto ambientale sul lungomare di Cagliari e in grado di essere occasione di riqualificazione urbana. L’obiettivo è reso più ambizioso dalle tempistiche che la società si è prefissata e dai traguardi verso cui ha rivolto lo sguardo: avere un impianto pienamente operativo per il 2021, anno che seguirà i festeggiamenti per il centenario di nascita della società, e strutturalmente pronto per potere ospitare incontri di livello internazionale.

Per questo motivo le richieste erano molteplici: la realizzazione di un complesso polifunzionale, adeguato ai più moderni standard di sicurezza e aggiornato nelle dotazioni e nell’architettura, con una capienza di 24.000 posti incrementabile a 30.000, efficiente dal punto di vista energetico e da inserirsi in contesto ambientale di estremo pregio come elemento di connessione e riqualificazione.

Il gruppo Tractebel-Engie e GAU Arena immagina uno stadio organizzato su 5 livelli: il museo della squadra, un poliambulatorio, bar, l’area stampa e spazi per vedere le trasferte al primo; 26 sky box, una sala congressi e una suite con vista sul campo al secondo; gli uffici della società al terzo; aree commerciali aperte al pubblico al quarto e un ristorante con vista sul campo e sul mare al quinto. La struttura si integra nel quartiere attraverso la risistemazione delle aree esterne, che comprendono una piazza pubblica sopraelevata, e il posizionamento di schermi rivolti all’esterno. È rivestita da un involucro fatto di vetro e metallo caratterizzato dalla sporgenza di una serie di lame orizzontali, che cambia faccia a seconda delle direzioni verso cui si rivolge: più chiuso a ovest e vetrato a est, dove si rivolge verso il mare.

Il gruppo guidato da J+S e One Works disegna uno stadio che prende spunto dai quattro mori della bandiera sarda: come le quattro bende che cingono le teste dei quattro mori, la facciata esterna è adattiva e flessibile e avvolge la struttura interna con le sue membrane tessili di nuova generazione, che possono cambiare colore in funzione degli eventi sportivi ospitati dallo stadio. Il catino con il campo, le tribune e gli spazi di servizio all’attività sportiva sono appoggiate su un podium che ospita il museo della società con una rivendita di gadget a marchio, ristoranti e bar, un hotel con spa, un business centre, una discoteca, una palestra e un centro medico polispecialistico.

Il gruppo guidato dalla società Sportium, infine, imposta una struttura che non si appoggia su un podio, ma parte a livello del terreno, impostandosi su una planimetria che abbandona l’ellisse per creare una sporgenza verso il mare, pensata per ospitare l’albergo e le sue 72 stanze affacciate sia sul panorama che sul campo da gioco. L’involucro è rivestito da un materiale che vuole ricordare le pietre calcaree locali interrotte dalle aperture vetrate.

La necessità di costruire un nuovo stadio si rende più che manifesta nel 2012, quando il vecchio Sant’Elia, costruito nel 1970 e rinnovato per i mondiali del 1990, viene dichiarato parzialmente inagibile. Il Cagliari Calcio si sposta a Quartu Sant’Elena, dove la struttura locale, lo stadio Is Arenas nato per ospitare partite di serie minori, viene rinnovata per diventare il campo da gioco provvisorio della squadra cittadina che lo utilizza per una stagione sola. Nel 2013 ritorna in città, di nuovo al Sant’Elia che, ulteriormente riqualificato ma troppo obsoleto, all’inizio della stagione 2017-18 viene definitivamente sostituito dalla provvisoria Sardegna Arena, che, eretta con strutture prefabbricate nell’area esterna del Sant’Elia in demolizione, dovrebbe essere l’ultima tappa prima del nuovo stadio.

La selezione della proposta più convincente da parte della società, che a inizio marzo ha messo in mostra per dieci giorni le tre soluzioni dentro la Sardegna Arena per coinvolgere la cittadinanza e i tifosi a cui è stato chiesto di votare la soluzione preferita, avverrà entro i primi di aprile. Da quel momento, si prevedono nove mesi per sviluppare il progetto e mentre due anni sono previsti per la conclusione del cantiere.

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