One World Trade Center a New York: progetto, facciate, sicurezza | Architetto.info

One World Trade Center a New York: progetto, facciate, sicurezza

Alcuni aspetti tecnici del progetto del One World Trade Center a New York: dalle sfide per la sicurezza ai materiali adottati per le facciate

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L’inaugurazione a New York, su Ground Zero, del One World Trade Center offre un notevole spunto per analizzare nel dettaglio le caratteristiche tecniche di un progetto di grattacielo di grande complessità, dalle fondazioni alle facciate, dalla sicurezza ai costi esorbitanti. Dopo aver descritto la storia del travagliato cantiere, ecco un focus su alcuni aspetti tecnici che rendono unico il progetto del One World Trade Center, firmato da David Childs dello studio Som, Skidmore Owings & Merrill.

L’impronta dell’edificio è un quadrato di 61 m per lato, con una superficie coperta a piano di 3.721 m2, quasi identica a quella delle originali Twin Towers. La torre poggia su un basamento di cemento armato alto 56 m, senza finestre, ideato per proteggerla da attacchi terroristici perpetrati a livello del suolo, quali possibili veicoli-bomba. L’attuale disegno del rivestimento di base è costituito da alette inclinate di vetro, che sporgono rispetto ai pannelli in acciaio inox e simili a quelli del 7 World Trade Center. Le facciate vetrate in tensostruttura, disposte sui 4 lati dell’edificio per i piani più alti e progettate da Schlaich Bergermann & Partner, sono coerenti con le altre costruzioni del complesso. Esse misurano 18 m di altezza, con un range di larghezza che va dai 9,1 m sui lati est e ovest, per l’accesso al punto di osservazione, ai 15 m sul lato nord e ai 21 m a sud, sull’accesso principale. Il curtain wall è stato assemblato a Portland, in Oregon, da Benson Industries, con vetro fabbricato in Minnesota da Viracon.

Dal 20° piano, i bordi quadrati del basamento della torre si smussano progressivamente, trasformandone la forma tridimensionale in 8 triangoli isosceli in elevazione, che compongono un antiprisma di forma quadrata e allungata. L’antiprisma presenta basi ruotate, l’una rispetto all’altra, di un angolo equivalente alla metà di quello formato dai raggi che congiungono il baricentro del poligono ai 2 vertici adiacenti, e connesse da triangoli anziché da rettangoli. In pianta, la torre forma un ottagono, che si rastrema salendo: basti pensare che, al 47° livello, nel punto minimo, la distanza fra il core in cls e le pareti vetrate è di circa 12 m, mentre al 90° piano è di circa 5,25 m. Tali smussi contribuiscono a creare una forma aerodinamica volta a sopperire il carico prodotto dal vento sulle facciate perimetrali. Il 104° livello culmina con un parapetto di vetro di coronamento, creando un quadrato ruotato di 45 gradi rispetto alla base di partenza posta a quota +0.00.  

One World Trade Center: Una stima dei costi e dei finanziamenti

Una stima, condotta nel 2007, ha indicato un costo di costruzione niziale previsto in circa 3 miliardi di dollari, pari a 12.380 $ al m2. Tale cifra, tuttavia, nell’aprile del 2012 ha subito un’ulteriore crescita, arrivando all’iperbolica stima di 3,9 miliardi, al punto da fargli guadagnare il primato di edificio più costoso al mondo. La costruzione della torre è stata in parte finanziata, con circa 1 miliardo di dollari, dal rimborso versato dall’assicurazione in connessione agli attentati dell’11 settembre 2001. Lo Stato di New York ha altresì fornito 250 milioni per coprire i costi di costruzione, e l’Autorità Portuale ha accettato di finanziare 1 ulteriore miliardo attraverso la vendita di obbligazioni.

One World Trade Center: Sicurezza e protezione

Oltre alla protezione offerta dal basamento in cemento armato, una serie di altre disposizioni di sicurezza sono state adottate nella progettazione dell’edificio, al fine di prepararlo al meglio in caso d’incidente o di attacco terroristico. In linea con la nuova filosofia fissata dal 7 World Trade Center, sono state accolte anche per il One W.T.C. le medesime caratteristiche costruttive, quali lo spessore di 91 cm dei setti in cemento armato di tutti i vani scala/ascensori/elevatori, oltre a rampe ad uso esclusivo dei vigili del fuoco. Tutte le rampe sono state progettate più larghe del 50% rispetto ai minimi di legge, al fine di favorire il deflusso degli occupanti. A titolo di confronto, le precedenti Torri Gemelle predisponevano solamente di un nucleo centrale in acciaio per assolvere le funzioni portanti, protetto da un irrisorio sistema di pannelli in cartongesso.

Sono inoltre stati predisposti 16 filtri chimico/biologici su tutto il sistema di captazione dell’aria esterna, anche di tipo anti-particolato. Le finestre sul prospetto dell’edificio verso West Street sono dotate di una speciale plastica temperata resistente alle esplosioni, che somiglia molto al vetro adottato nelle altre facciate del grattacielo.

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L’autore


Fabrizio Aimar

Architetto libero professionista, si laurea a pieni voti presso la Facoltà di architettura del Politecnico di Torino. Ha collaborato in un noto studio di ingegneria civile ed infrastrutturale di Torino, redigendo progetti esecutivi e costruttivi in supporto a note firme di architettura internazionali (Jean Nouvel, Renzo Piano, Mario Cucinella, Aymeric Zublena). Ha inoltre collaborato al progetto costruttivo architettonico del Grattacielo Intesa Sanpaolo di RPBW, sempre per uno studio torinese. Dal 2009 è firma della rivista “Il Giornale dell’Architettura”. Dal 2010 è membro della commissione cultura dell’Ordine degli architetti P.P.C. della Provincia di Asti. Nel 2014 è firma della rivista coreana di architettura “C3”.

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