Per lo Stadio di Tokyo 2020 è Kengo Kuma vs Toyo Ito | Architetto.info

Per lo Stadio di Tokyo 2020 è Kengo Kuma vs Toyo Ito

In vista delle Olimpiadi del 2020, Kengo Kuma e Toyo Ito si contendono la progettazione dello Stadio Nazionale di Tokyo. Definitivamente abbandonato il progetto di Zaha Hadid

Le due nuove proposte per lo Stadio Olimpico di Tokyo 2020 © japan sport council
Le due nuove proposte per lo Stadio Olimpico di Tokyo 2020 © japan sport council
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Due architetti giapponesi di fama internazionale si contendono la progettazione dello Stadio Olimpico di Tokyo 2020. Anche se i loro nomi non sono ancora stati rivelati, si presume che Kengo Kuma e Toyo Ito siano i progettisti dei due nuovi disegni svelati dal Japan Sport Council, etichettati come progetto A e progetto B. Il vincitore sarà probabilmente annunciato entro la fine del 2015 da una commissione competente e lo stadio prescelto sostituirà il modello visionario di Zaha Hadid, definitivamente abbandonato.

Le nuove proposte appaiono sicuramente più contenute rispetto a quella dell’Hadid, selezionata nel 2012 come vincitrice del concorso per la realizzazione dello Stadio Olimpico, ma successivamente tagliata fuori a causa di un eccessivo aumento dei costi e una crescente insoddisfazione pubblica. Gli stessi architetti giapponesi che oggi sono in lizza per la vittoria, hanno lanciato una vera e propria petizione contro il progetto troppo grande e poco appropriato dell’architetta irachena. Non volendo rinunciare all’incarico, Hadid ha tentato comunque una seconda fase progettuale in settembre 2015, assieme allo studio giapponese di architettura e ingegneria Nikken Sekkei, ma dopo poco è stata costretta a tirarsi indietro poiché non ha trovato un’impresa costruttiva affidabile disposta a portare a termine la realizzazione.

Il nuovo budget a disposizione dei team di progettazione è stato riveduto, stabilendo la quota di 155 miliardi di yen (circa 1 miliardo e 170 milioni di euro). Entrambi i progetti presentati utilizzano il legno come materiale da costruzione e adottano un approccio più ecologico e sostenibile, nel rispetto dell’area naturale protetta di Yoyogi, situata nei pressi dello stadio. La forma dei due modelli non è molto differente poiché presentano entrambi una pianta ovale e un disegno ad anello. La copertura è invece un segno distintivo, realizzata nel caso dello stadio A con un reticolo in legno e nel progetto B con una pensilina ondulata costruita in acciaio e vetro. Una struttura di esili colonne sostiene le terrazze panoramiche che definiscono il profilo dello stadio A, arricchite con da una rigogliosa vegetazione per stabilire un contatto con la natura circostante. Anche lo stadio B è circondato da un serie di colonne, precisamente 72 pilastri in legno che regalano un senso di apertura e di leggerezza.

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Una suggestione della proposta B, caratterizzata da una copertura sinuosa e trasparente © japan sport council

Alcune fonti riferiscono che dietro allo schema A ci sia Kengo Kuma in collaborazione con Taisei Construction, e che lo schema B sia invece un progetto di Toyo Ito pensato insieme alle imprese di costruzione Takanaka, Obayashi e Shimizu. È stato infatti fondamentale in questa fase, dopo l’insuccesso di Zaha Hadid, formare consorzi che siano in grado di portare a termine la costruzione e supervisionare il progetto. I lavori del futuro stadio dovrebbero iniziare nel 2017, per concludersi entro novembre 2019 in occasione del Rugby Football Cup. È stato nel frattempo demolito lo stadio esistente, un impianto sportivo realizzato da Mitsuo Katayama e inaugurato nel 1958 in vista dei Giochi Olimpici del 1964.

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