Philippe Starck firma Path, la 'casa a catalogo' | Architetto.info

Philippe Starck firma Path, la ‘casa a catalogo’

Sviluppato insieme all'azienda slovena Riko, Path e' un sistema prefabbricato modulare progettato da Philippe Starck. Primo prototipo a Montfort-L'Amaury

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Path, acronimo di Prefabricated Accessible Technological Homes, è il nuovo progetto di casa a catalogo firmata dall’architetto e designer francese Philippe Starck e sviluppata insieme all’azienda slovena Riko, specializzata nella produzione di case prefabbricate e unità abitative modulari.

A uno o due piani fuori terra, con tetto piano o a una o due falde, facciate completamente vetrate o parzialmente chiuse, con dimensioni variabili, tipologia di impianti per la produzione e il controllo dell’energia e finiture interne a scelta della committenza, sono almeno 34 le configurazioni di casa offerte dal catalogo online del sistema modulare sviluppato da Starck.

Il procedimento da seguire per comporre la propria abitazione e concludere l’ordine è semplice, completamente online e richiede quattro semplici passi: partendo dalla tipologia di edificio (a uno o due piani fuori terra, con patio o senza), si procede con l’individuazione della metratura attraverso il numero di camere da letto (da un minimo di una a un massimo di otto), la presenza o meno di posto auto e il numero di bagni, per poi decidere sull’involucro (prevalentemente in legno per una soluzione molto chiusa, prevalentemente in vetro per un risultato molto aperto oppure misto in legno e vetro per un risultato intermedio) e chiudere con la copertura (con un’alta cornice convessa, il tetto piano, a doppia falda o doppia falda con sbalzo).

La generazione delle planimetrie standard, tutte con un’ampia area diurna, completa il processo, per la cui finalizzazione è necessario procedere poi con l’azienda per la scelta delle finiture interne, delle apparecchiature e dei sistemi per la gestione dell’energia. I prezzi finali da listino variano tra i 2.300 e i 4.700 €/mq per un’abitazione che verrà completata dopo 3 mesi di cantiere.

Il prototipo realizzato a Montfort-L’Amaury

Realizzato nella cittadina francese di Montfort-L’Amaury, il primo prototipo di casa a catalogo è un’abitazione a due piani fuori terra che mette in mostra le caratteristiche principali del sistema e dovrebbe dimostrare i vantaggi e le possibilità di scelta consentite dal sistema.

Introdotta da un’area esterna pavimentata in legno, l’abitazione è chiusa da un involucro interamente vetrato realizzato da Schüco con profili in alluminio da 130 mm, tripli vetri e veneziane integrate (operabili manualmente, elettronicamente o attraverso un sistema domotico) per aumentare l’isolamento e migliorare il controllo dell’ingresso della luce naturale. All’interno della parete si aprono finestre e porte che al primo piano, privo di balconi, sono protette da balaustre di vetro.

Luce e irraggiamento sono ulteriormente controllabili attraverso un sistema di tende di lino automatizzato integrato nella facciata che al bisogno può essere retratto, sparendo completamente all’interno della superficie esterna, o dispiegato.

Courtesy of Philippe Starck

Realizzata in fiberglass, la cornice convessa che corona l’edificio è alta 1 metro e ha la doppia funzione di nascondere gli impianti posizionati sul tetto (nel prototipo principalmente pannelli fotovoltaici e pluviali e grondaie per lo smaltimento delle acque piovane) e migliorare il controllo dell’irraggiamento dei locali al secondo piano, oltre che diventare elemento portante per il verde. Sul tetto è anche posizionata la turbina eolica Revolutionair, che, disegnata da Starck, è in grado di generare dal 20% al 60% del fabbisogno energetico di Path, producendo dai 400 ai 1000W di potenza.

Courtesy of Philippe Starck

A livello strutturale, l’abitazione è retta da un sistema a telaio di travi e pilasti metallici di dimensioni standard che, internamente a vista, emerge dalla finitura in legno del soffitto, al di sotto della quale sono nascosti gli impianti, e si stacca completamente dall’involucro esterno. Le partizioni interne sono infine realizzate in pannelli di legno massiccio.

L’autore


Laura Milan

Architetto e dottore di ricerca in Storia dell’architettura e dell’urbanistica, si laurea e si abilita all’esercizio della professione a Torino nel 2001. Iscritta all’Ordine degli architetti di Torino dal 2006, lavora per diversi studi professionali e per il Politecnico di Torino, come borsista e assegnista di ricerca. Ha seguito mostre internazionali e progetti su Carlo Mollino (mostre a Torino nel 2006 e Monaco di Baviera nel 2011 e ricerche per la Camera di Commercio di Torino nel 2008) e dal 2002 collabora con “Il Giornale dell’Architettura”, dove segue il settore dedicato alla formazione e all’esercizio della professione. Dal 2010 partecipa attivamente alle iniziative dell’Ordine degli architetti di Torino, come membro di due focus group (Professione creativa e qualità e promozione del progetto) e giurata nella nona e decima edizione del Premio architetture rivelate. Nel 2014 costituisce lo studio associato Comunicarch con Cristiana Chiorino e Giulietta Fassino.

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