Piuarch per M89 Hotel, l’albergo ‘a ispirazione industriale’ | Architetto.info

Piuarch per M89 Hotel, l’albergo ‘a ispirazione industriale’

Continuità con il nuovo hub di Gucci a Milano e con l’immaginario di archeologia industriale dell’intera area nel nuovo intervento di Piuarch, tra coperture a shed e design lineare

© Andrea Martiradonna
© Andrea Martiradonna
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Piuarch, lo studio di architettura milanese eletto “Architetto dell’anno 2013”, ha ultimato un importante e ulteriore intervento nella periferia est del capoluogo lombardo, dove da poche settimane è attiva la nuova sede di Gucci, altro intervento di recupero e ampliamento firmato da Fresa, Fuenmayor, Garbellini e Tricario.

Proprio l’hub di Gucci è determinante per comprendere M89 Hotel, l’edificio ricettivo a quattro stelle ultimato da Piuarch in questi giorni e posizionato proprio di fronte allo “skyline di archeologia industriale” definito dalle coperture a shed dell’ex fabbrica Caproni.
“Il dialogo con il tessuto urbano circostante”, spiega lo studio in una nota, “fulcro del concept per gli oltre 35.000 mq del comparto occupato dall’azienda di moda, delinea anche il progetto per la struttura ricettiva, il cui impianto volumetrico si pone in sostanziale continuità con le preesistenze e rafforza l’identità architettonica del distretto.”

Esternamente il M89 Hotel rievoca la sagoma dei capannoni: il piano terra, caratterizzato da un’ampia vetrata schermata da una griglia metallica, è impostato alla loro medesima quota e ne prosegue idealmente il fronte permeabile sulla strada. Il tetto, invece, riprende il sistema a shed di matrice industriale in chiave contemporanea. La copertura assume un profilo articolato e arretra per lasciare spazio a una terrazza delimitata da vetrate a tutta altezza. È posizionato proprio qui il ristorante panoramico, che consente la visuale dello skyline di Milano ed è a disposizione sia degli ospiti dell’albergo sia dei fruitori esterni.

All’interno, l’hotel riproduce il carattere essenziale dell’involucro: la vocazione business ispira infatti un design lineare, impostato su un raffinato contrasto cromatico tra il grigio antracite, il bianco e il verde e sulla scelta di elementi di arredo contemporanei mescolati a icone anni ’50.
In corrispondenza dell’ingresso, un ampio spazio fluido accoglie il bancone della reception, la lobby con comodi divani disposti su tappeti dal pattern geometrico e un bar: il soffitto bianco, costellato da corpi illuminanti di forma cilindrica, si contrappone alla pavimentazione di piastrelle esagonali, creando un suggestivo effetto decorativo; le pareti antracite, invece, sono arricchite da stampe che riproducono il patrimonio architettonico della fabbrica ex Caproni, impiegate anche per l’area ristorante all’ultimo livello.

Dal primo al quinto piano, sono distribuite le 50 stanze e le 5 suite, al cui interno viene invertita la disposizione dei colori scelta per le aree pubbliche: le pareti sono ora intonacate di bianco e il soffitto è invece antracite, garantendo così una maggiore luminosità agli ambienti privati. Dotate rispettivamente di una superficie di 24 mq e 42 mq, le camere si differenziano nelle finiture, maggiormente curate nelle suite che risultano impreziosite da un pavimento in parquet di rovere e da eleganti boiserie in essenza di noce.

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