Polo scolastico a Cernusco sul Naviglio: quando il progetto è una best practice | Architetto.info

Polo scolastico a Cernusco sul Naviglio: quando il progetto è una best practice

Completato dopo sei anni su progetto di Consalez Rossi Architetti Associati con ES-arch Enrico Scaramellini, è il frutto di un concorso internazionale di progettazione bandito dal Comune che ha interamente finanziato i 9,5 milioni di costo

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Inaugurato alla presenza del presidente del Consiglio Paolo Gentiloni alla delle autorità cittadine, il polo scolastico di Cernusco sul Naviglio (Milano) è una delle ultime strutture formative pubbliche completate e inaugurate in Italia, realizzata su progetto dello studio milanese Consalez Rossi Architetti Associati con ES-arch Enrico Scaramellini.

Il polo è impostato per essere un campus cittadino che, chiuso per la posizione dei due accessi, conformazione e giacitura di un lotto di 15.000 mq di non facile approccio collocato nella parte nordorientale del territorio comunale, si apre verso l’esterno e nasce per ospitare 600 bambini di differenti età. I livelli scolastici vanno dal nido alla scuola primaria e sono inseriti all’interno di edifici separati: un nido per 45 bambini e una scuola per l’infanzia per 180, entrambe contenute in un volume a un livello fuori terra collocato nella parte settentrionale del terreno, e una scuola primaria per 375 alunni con annesse mensa e palestra distribuita su due livelli per un totale di 6.000 mq.

Il progetto è particolarmente attento all’impostazione delle aree esterne, legante tra le parti del complesso ma anche al loro diretto servizio e connessione con il quartiere. Tutti i livelli scolastici hanno infatti direttamente a disposizione aree esterne da utilizzare a fini didattici e in cui coltivare orti e giardini che sono inserite, separate da recinzioni permeabili, all’interno di un’area più grande a disposizione del quartiere.

Le recinzioni, che chiudono in modo permeabile, sono tra gli elementi caratteristici del polo, costituite dalla successione di listelli colorati e inclinati di fibrocemento.

Il progetto ha disegnato edifici dai volumi organici che, tutti orientati nord-sud, organizzano gli ambenti e la loro successione in modo da affacciare a nord le aule della scuola primaria, che necessitano di illuminazione ma senza luce diretta, mentre quelle di nido e scuola dell’infanzia, collegate da uno spazio che perde la sola funzione di connessione, si aprono tutte a sud sul giardino esterno, rendendolo estensione dello spazio didattico. Le aule di nido e scuola dell’infanzia, a un piano fuori terra, traggono ulteriori benefici, sia in termini di luce naturale che di condizioni climatiche interne, dalla presenza di una serie di camini che si elevano dalla copertura piana.

Il complesso è progettato e realizzato per essere performante dal punto di vista energetico. Mentre la struttura che regge tutto il complesso è mista, in tradizionale calcestruzzo armato per la scuola primaria e in legno per nido e scuola per l’infanzia, l’involucro, multistrato, è finito esternamente con pareti ventilate la cui colorata scansione riprende quella delle recinzioni. L’approvvigionamento energetico avviene attraverso fonti rinnovabili: pannelli fotovoltaici su parte delle coperture piane e un impianto geotermico.

Le dispersioni e la gestione dell’energia sono controllate attraverso l’orientamento degli ambenti, l’involucro, la posa di vetrate basso emissive e l’utilizzo di sistemi domotici che permettono di tenere sotto controllo i parametri legati al comfort degli ambienti e al consumo energetico.

Il polo scolastico di Cernusco sul Naviglio è operativo dall’inizio di quest’anno scolastico ed è il felice risultato di un concorso internazionale di progettazione bandito nel 2011 dal Comune, precursore dei 51 bandi per le scuole innovative promossi dal Miur di cui da troppo tempo si attende, fra interruzioni inspiegate e giuste polemiche, la conclusione con la selezione dei progetti prevista per fine novembre in concomitanza con la giornata nazionale della sicurezza nelle scuole.

Nonostante un processo lungo sei anni, gli edifici sono stati infatti completati in due (il cantiere è stato avviato nel 2015), partendo da una procedura concorsuale e hanno impegnato la spesa di 9,5 milioni di euro messi interamente a disposizione dalla committenza, pubblica, che per il suo esborso non è ricorsa a prestiti né finanziamenti grazie alla sospensione del patto di stabilità permesso proprio dal lancio del piano scuole innovative.

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