Porta Nuova: Silver Leed per i milanesi Piuarch | Architetto.info

Porta Nuova: Silver Leed per i milanesi Piuarch

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Vincitore della prima edizione del premio “Architetto Italiano 2013”, indetto dal Cnappc e assegnato a dicembre, lostudio milanese Piuarch è stato ritenuto dalla giuria come “esempio emblematico di come si possa perseguire una grande qualità architettonica e urbana a partire dalla complessità delle forze che oggi agiscono sulla trasformazione dell’ambiente, esprimendo una significativa capacità di dialogo con realtà diverse per cultura, aspettative, risorse economiche e tecniche. Alcuni dei progetti realizzati da Piuarch, quali il Centro Congressi a Riva del Garda [non ancora costruito], il Bentini Headquarters a Faenza, l’edificio Le Quattro Corti a San Pietroburgo, le residenze sovvenzionate a Sesto San Giovanni, gli Uffici Porta Nuova a Milano dimostrano, infatti, come si possano perseguire nuove forme di urbanità e nuovi ambienti di vita e lavoro all’interno di condizioni professionali in profondo e continuo mutamento”.

Su quest’ultimo progetto, parte del sistema urbano centrato su piazza Gae Aulenti, all’interno dell’area di Porta Nuova (che comprende le zone Varesine, Garibaldi e Isola), abbiamo posto alcune domande allo studio.

All’interno di un’area estesa su circa 300.000 mq, nel corso degli ultimi dieci anni, come noto, sono stati attivati una serie di interventi che hanno coinvolto alcuni dei nomi più in vista del panorama professionale sia nazionale che internazionale. L’edificio progettato da Piuarch si situa sul margine meridionale dell’area, a ridosso di un isolato preesistente. Di forma compatta, basso rispetto alle torri di Cesar Pelli, l’edificio progettato da Piuarch vive di contrasti: tra le indicazioni del masterplan e la proposta progettuale, che ha unificato i due volumi previsti; tra la nuova edificazione e il tessuto urbano storico milanese; tra un fronte secco e nitido, caratterizzato dalla cornice aggettante bianca, e un fronte sincopato, ritmato dalla fitta successione delle schermature verticali.

© Andrea Martiradonna

L’edificio, lungo circa 140 m e alto 30, siestende su 22.500 mq complessivi, ed ospita negozi al livello della piazza e uffici ai quattro piani superiori, concepiti con estrema flessibilità per poter rispondere alle esigenze future della clientela. Quattro corti interne attraversano l’edificio e portano luce agli ambienti interni.

© Andrea Martiradonna

La nostra idea è stata quella di rompere l’omogeneità stilistica prevista dal masterplan – che appartiene poco alla città europea e ancor meno a Milano – per affermare un carattere architettonico capace di dialogare sia con gli edifici alti di Cesar Pelli che con la città storica alle spalle. Il concorso indetto dalla proprietà suggeriva infatti un progetto composto da due edifici alti; la nostra risposta è stata quella di pensare ad un corpo basso, della stessa altezza degli edifici storici adiacenti, che si allunga seguendo la linea curva della strada”.

Con questi riferimenti sono nate due facciate diverse, entrambe con un carattere di forte omogeneità e rigore: verso piazza Gae Aulenti il fronte è luminoso e aperto, mentre verso la strada la scansione di brise soleil in vetro disegnato, nasconde le quattro corti colorate, che scavano a vari livelli l’edificio e portano la luce all’interno dei piani.

© Andrea Martiradonna

Per il progetto di Porta Nuova, e al fine del rispetto della normativa Silver Leed, sono stati adottati una serie di accorgimenti dal punto di vista non solo dei materiali ma portando attenzione alla creazione di spazi dotati di servizi comuni, parcheggio per biciclette per citarne alcuni. Dal punto di vista dell’utilizzo dei materiali, le soluzioni proposte, come il rivestimento a cappotto, l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili – grazie all’impiego di impianti fotovoltaici a copertura – e dell’acqua della falda per il risparmio idrico, sono stati determinanti per forgiare il carattere dell’edificio e le sue prestazioni energetiche.

Oggi è fondamentale considerare la sostenibilità come concetto determinante per ogni progetto. Partendo da questo punto di vista, l’argomento è sempre presente nei nostri progetti ma più come elemento tecnico funzionale che come elemento enfatizzato nel nostro linguaggio”.

Il profilo bianco della cornice inquadra il fronte completamente trasparente degli uffici, e li pone come su di un palcoscenico, mentre in copertura e sui fianchi si trasforma in una superficie piatta, definita, a spigolo vivo, e alleggerita da grandi forature.

La realizzazione del progetto architettonico si è combinata con alcuni dei prodotti realizzati da Sto. In particolare la struttura, in cemento armato, tamponata in muratura in blocchi gasbeton dello spessore di 20 cm rasati su entrambi i lati (quella interna a gesso con idropittura bianca), sostiene il sistema delle pareti ventilate Sto Ventec R (che, in occasione di Klimahouse 2014, ha ricevuto il 1° Premio Klimahouse Trend), sulla quale sono montati i pannelli per l’isolamento a cappotto Sto Therm Mineral (per uno spessore di 10 cm), rifinita con la pittura autopulente Lotusan.

© Andrea Martiradonna

Il sistema risponde a una precisa richiesta dei progettisti: l’obiettivo era arrivare a superfici di grandi dimensioni (attorno ai 500 mq) senza giunti o linee di separazione visibili, obiettivo che si è raggiunto grazie alla tecnologia della parete ventilata, che permette il supporto delle reti porta intonaco, e quindi dell’intonaco, in continuo.

L’autore


Julian Adda

Architetto, editore, Julian Adda collabora dal 2003 con il Giornale dell’Architettura e altre testate on-line. Ha svolto attività didattica presso lo Iuav di Venezia.

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