Premi LafargeHolcim 2018: l'autosufficienza energetica nel progetto The Seebaldt Pilot di Detroit | Architetto.info

Premi LafargeHolcim 2018: l’autosufficienza energetica nel progetto The Seebaldt Pilot di Detroit

Il vincitore della Medaglia di Bronzo ai premi LafargeHolcim 2018 è un progetto che creerà una microgrid per la produzione di energia a servizio di un quartiere in difficoltà nell’Old Westside

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Il progetto The Seebaldt Pilot (TSP) si è aggiudicato la medaglia di Bronzo della quinta edizione del Premio LafargeHolcim for Sustainable Construction che, con una giuria presieduta da Alejandro Aravena, ha visto imporsi il messicano “Hydropuncture” seguito dal nigerino “Legacy Restored”. Vincitore della sezione nordamericana del Premio, è un progetto pilota avviato a Detroit nel 2014 e guidato da Constance C. Bodurow di studioCi insieme alla committenza dell’associazione It Starts @ Home ([email protected]), nata l’anno precedente da un gruppo di cittadini del quartiere.

Pensato su misura per l’Old Westside di Detroit, e oggi riconosciuto e supportato anche finanziariamente dallo US Department of Energy, è un progetto che affronta gli aspetti sociale, economico, civico e di condivisione di un intervento che viene proposto come nuovo modello per raggiungere l’autosufficienza energetica e la crescita sostenibile dei territori urbani.

Utilizza le aree vuote o abbandonate sparse nel quartiere corrispondente al codice di avviamento postale 48204, scelto per le potenzialità di crescita possedute da una comunità di 28.000 abitanti a reddito medio-basso ma per la maggior parte proprietari della casa in cui vivono, e le trasforma nei punti nodali di microgrid che produrranno energia da fonti rinnovabili, raccoglieranno le acque, avranno un ruolo nella gestione dei rifiuti organici e si offriranno per la coltivazione di orti urbani.

Elementi chiave per la realizzazione del progetto sono le Hybridized Net Zero Energy Canopy (HNZE Canopy), oltre alla presenza di una comunità collaborante e di procedure condivise di coinvolgimento, negoziazione e concertazione. Anche se il materiale presentato al premio non dettaglia i loro meccanismi di funzionamento (e la giuria sottolinea questa mancanza), le HNZE Canopy sono pensiline modulari e leggere, veloci da trasportare, montare e installare. Sono impostate su una struttura metallica di 22×8 m chiusa da una poliedrica copertura rivestita di pannelli fotovoltaici le cui inclinazioni permettono la raccolta delle acque piovane che il sistema utilizza come acque grigie insieme a quelle raccolte dai tetti degli edifici.

La prima fase di The Seebaldt Pilot è in avvio in forma sperimentale lungo Seebaldt Street: il tratto compreso tra Firwood e Beechwood Street, che include 25 case e oltre 50 abitanti, vedrà infatti la costruzione di una microgrid da 100 kW impostata su una rete di quattro HNZE Canopy posizionate all’interno di altrettanti lotti di proprietà della Detroit Land Bank Auhtority, ente pubblico gestore di molte delle aree abbandonate che la crisi ha lasciato vuote coinvolto dall’attività di sensibilizzazione e diffusione dell’associazione [email protected]

I progettisti stimano che un simile impianto diffuso di produzione energetica, che sarà anche integrato dagli impianti fotovoltaici presenti sui tetti di alcuni degli edifici coinvolti in questa fase del progetto, sarà in grado di raggiungere una potenza di 147,7 kW e i 215.000 kWH all’anno. Estendendo il sistema ai poco più di 9 ettari di superficie di questa parte di città, The Seebaldt Pilot sarà in grado di fornire fino a 6MW di energia elettrica, la raccolta delle acque potrà soddisfare il 50% della richiesta di acque grigie mentre gli orti urbani potrebbero produrre fino a 1,3 tonnellate di frutta e verdura all’anno, sufficiente a soddisfare i bisogni di tutti gli abitanti dell’area.

TSP può portare vantaggi sociali e in termini di salute dei cittadini, che vivranno maggiormente all’aria aperta e potranno nutrirsi di frutta e verdura a chilometro zero, di sostenibilità ambientale, derivante da sistemi di produzione energetica in grado di abbassare il carbon footprint e le emissioni di gas nocivi, ed economici diretti e indiretti, portati dalla progressiva riduzione delle spese energetiche.

L’area campione sarà analizzata per due anni prima di allargare la microgrid a tutto il quartiere. Il progetto, se i dati confermeranno fattibilità e successo, ha grandi potenzialità: la sua modularità e incrementabilità lo rendono infatti adattabile a ogni latitudine e una possibile soluzione per la crescita e l’autonomia di contesti difficili e sottosviluppati, soprattutto nelle parti del mondo economicamente meno favorite ma naturalmente ricche di fonti energetiche rinnovabili.

 

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