Premi LafargeHolcim: con "Hydropuncture" la resilienza messicana vince la 5° edizione | Architetto.info

Premi LafargeHolcim: con “Hydropuncture” la resilienza messicana vince la 5° edizione

Il progetto di microinterventi di “Hydropuncture” per un parco pubblico in grado di filtrare e accumulare le acque meteoriche vince il concorso LafargeHolcim. Fra i giurati Alejandro Aravena e Diébédo Francis Kéré

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Il messicano “Hydropuncture” è il vincitore della Medaglia d’Oro della quinta edizione globale dei premi LafargeHolcim for Suistanable Construction, che, promossi dall’omonima Fondazione, ogni due anni celebrano i migliori esempi di costruito sostenibile e attento al contesto, alla scala edilizia o urbana.

La scelta finale è stata individuata da una giuria internazionale e interdisciplinare guidata dal cileno Alejandro Aravena (e comprendente fra i suoi membri anche il burkinabè Diébédo Francis Kéré), che ha valutato le proposte inserite in una shortlist composta dai 15 progetti che nel corso del 2017 avevano vinto le 5 sezioni regionali in cui è organizzato un premio nato nel 2005 (Europa, Nord America, America Latina, Medio Oriente e Asia e Oceania).

Hydropuncture” è stato il progetto che a fine 2017 si è imposto nella sezione latino americana e propone la rigenerazione di un’area collocata in un settore particolarmente difficile di Città del Messico, uno dei più grandi ed estesi agglomerati urbani di tutto il continente americano: un terreno di quasi 5 ettari all’interno del denso Iztapalapa, delegazione adagiata sui pendii della Sierra Santa Catarina su cui si è concentrato un gruppo multidisciplinare di lavoro guidato da Manuel Perló Cohen e Loreta Castro Reguera, esperto in pianificazione territoriale e architetto dell’Universidad Nacional Autónoma de México (UNAM).

Il progetto, attualmente in costruzione, parte dal bisogno di riqualificazione di un’area debilitata, abitata da 28.000 persone ma priva di spazi pubblici di qualità e bisognosa di una gestione delle acque che nel corso del tempo è stata sempre meno curata.

Similmente a quanto proposto da SLA Architects e Ramboll Group a Copenaghen, dove le stesse parti di Nørrebro diventano gli elementi su cui si costruiscono resilienza e resistenza all’invasione delle acque grazie alla realizzazione di diffusi micro interventi, “Hydropuncture” agisce sul territorio in modo innovativo creando una riqualificazione alla scala urbana che parte dal piccolo: recupera, tratta e riutilizza acqua in un’area in cui è particolarmente scarsa e crea un nuovo parco urbano, il parque idríco La Quebradora, che, dotato di aree pubbliche a servizio dei cittadini e verde diffuso, diventa anche legante per due parti di città oggi separate.

Mentre la viabilità attorno all’area viene rallentata favorendo forme di mobilità ciclabile, il progetto crea due permeabili bacini verdi e variabilmente umidi accanto a un’area più “costruita” e pavimentata, in cui posiziona gli spazi più attrezzati utilizzabili dalle attività della popolazione locale. Sfrutta l’orografia e le naturali pendenze del terreno e delle strade per creare un sistema di incanalamento delle acque piovane verso i bacini, che ne diventano i principali punti di drenaggio, filtraggio e riutilizzo.

Il nuovo parco è inverdito da piante di provenienza locale che, oltre a essere completamente compatibili con le condizioni climatiche di Città del Messico, aumenteranno la resistenza del terreno, contribuiranno a creare un maggiore senso di identità e caratterizzeranno ognuna delle piazze e dei punti di incontro previsti. I nuovi spazi civici diventano luoghi pienamente urbani grazie alle dotazioni che vi verranno realizzate: aree per attività sportive (3.253 mq comprendenti anche uno skatepark e due campi da gioco polifunzionali), un forum con un palco per eventi e concerti all’aperto (860 mq), un’ampia area gioco attrezzata per bambini (1.900 mq) e una piazza centrale. È anche previsto uno spazio comunitario dedicato alla cultura con caffetteria che, organizzato su due livelli chiusi da una terrazza per una superficie di 285 mq, potrebbe diventare una biblioteca o un luogo in cui è possibile organizzare piccole mostre e offrire spazi affittabili.

La sostenibilità di “Hydropuncture” non risiede tuttavia solo nello sviluppo di un’idea e nell’approccio progettuale, ma anche nelle modalità di realizzazione, che prevedono un grande utilizzo di materiali locali come la pietra vulcanica di cui il territorio è particolarmente ricco. Mentre le necessità energetiche saranno soddisfatte da un impianto fotovoltaico da 54 kW/h, il parque idríco La Quebradora secondo i calcoli a regime sarà in grado di trattare 68.000 mc di acqua all’anno, trattandone 86,4 al giorno e stoccandole in appositi depositi per poi essere destinate all’irrigazione e all’alimentazione dei vari servizi comuni del parco.

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