Premio di Architettura della Toscana 2017: i vincitori | Architetto.info

Premio di Architettura della Toscana 2017: i vincitori

Dalla Cantina a Podernuovo di Alvisi & Kirimoto alla “Piazza dell’immaginario” di ECOL + Alberto Gramigni: ecco chi ha vinto il nuovo premio dedicato all’architettura in Toscana

Primo Premio: Chiara Fanigliulo
Riqualificazione Urbana PIazza dei Tre Re
Primo Premio: Chiara Fanigliulo Riqualificazione Urbana PIazza dei Tre Re
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Il nuovo Museo degli Innocenti e la riqualificazione di piazza dei Tre Re a Firenze, piazza dell’Immaginario a Prato, il nuovo Museo delle Statue Stele Lunigianesi a Pontremoli (Ms) e la Cantina Bulgari a Podernuovo a San Casciano dei Bagni (Si): sono questi i cinque progetti vincitori della prima edizione del Premio di Architettura della Toscana (PAT), organizzato da Consiglio Regionale della Toscana, Ordine degli Architetti di Firenze, Federazione degli Architetti della Toscana, Ordine degli Architetti di Pisa, Fondazione Architetti Firenze e Ance Toscana.

Una prima edizione che si è chiusa con numeri importanti: sono stati 150 i partecipanti, venti le opere selezionate. Fino al 23 luglio, nella cornice della Palazzina Reale, resteranno esposte le opere premiate, menzionate e selezionate.

Il concorso è nato con l’obiettivo di stimolare la riflessione intorno all’architettura contemporanea e diffondere la cultura del progetto come garanzia di qualità ambientale e civile. A essere premiati sono stati progetti che sono il risultato di una filiera composta da tanti elementi, dal progettista alle imprese.

La prima edizione del Pat era rivolta alle opere ultimate in Toscana negli ultimi cinque anni, tra il 2012 e il 2017. Cinque le categorie in cui era articolato il premio: opera prima; opera di nuova costruzione; opera di restauro o recupero; opera di allestimento o di interni; opera su spazi pubblici, paesaggio e rigenerazione. Le opere sono state valutate da una Giuria internazionale composta dal prof. Marco De Michelis, arch. Sandy Attia, arch. João Luís Carrilho da Graça, arch. Simone Sfriso, prof. Guido Borelli.

Questi i progetti premiati e menzionati:

Categoria opera prima
Primo premio: ECÒL + Alberto Gramigni

Il progetto converte un vuoto urbano, precedentemente destinato a parcheggi, in piazza pubblica aperta ai cittadini. L’intervento ha un profondo impatto sulla vivibilità del quartiere, creando un’area di integrazione aperta alle iniziative comuni, nella zona densamente edificata del Macrolotto Zero, in cui l’assenza di spazi pubblici è un problema evidente. Il nuovo perimetro è definito orizzontalmente dalla pavimentazione ispirata a un mosaico che impreziosisce lo spazio e verticalmente dalle installazioni fotografiche che raccontano il valore simbolico del progetto, poste sulle facciate dei tre palazzi tangenti alla piazza.

Piazza dell’Immaginario – Il progetto converte un vuoto urbano, precedentemente destinato a parcheggi, in piazza pubblica aperta ai cittadini. L’intervento ha un profondo impatto sulla vivibilità del quartiere, creando un’area di integrazione aperta alle iniziative comuni, nella zona densamente edificata del Macrolotto Zero, in cui l’assenza di spazi pubblici è un problema evidente. Il nuovo perimetro è definito orizzontalmente dalla pavimentazione ispirata a un mosaico che impreziosisce lo spazio e verticalmente dalle installazioni fotografiche che raccontano il valore simbolico del progetto, poste sulle facciate dei tre palazzi tangenti alla piazza.

Progetto menzionato: Fabio Candido/sundaymorning + MFA Casa in una pineta

Categoria opera di allestimento o di interni
Primo premio: Canali Associati

Il progetto recupera spazi di notevole suggestione in perfetta sintonia con le opere esposte. L’allestimento offre al visitatore un incontro non mediato e un godimento diretto delle opere, sollecitandone costantemente l’interesse attraverso un racconto dal ritmo narrativo stringente. L’obiettivo di realizzare un allestimento attraente e suggestivo, nonostante l’austerità degli spazi, è ottenuto attraverso la accurata progettazione di tutti gli elementi e sull’attento studio dell’illuminazione perfettamente calibrata su ogni opera in modo da esaltarne le caratteristiche compositive. Grazie al rigore e alla semplicità formale degli elementi del progetto, le pietre della Lunigiana “parlano” al visitatore, che può così coglierne tutto il fascino e l’ipnotico mistero.

Museo delle Statue Stele Lunigianesi – Il progetto recupera spazi di notevole suggestione in perfetta sintonia con le opere esposte. L’allestimento offre al visitatore un incontro non mediato e un godimento diretto delle opere, sollecitandone costantemente l’interesse attraverso un racconto dal ritmo narrativo stringente. L’obiettivo di realizzare un allestimento attraente e suggestivo, nonostante l’austerità degli spazi, è ottenuto attraverso la accurata progettazione di tutti gli elementi e sull’attento studio dell’illuminazione perfettamente calibrata su ogni opera in modo da esaltarne le caratteristiche compositive. Grazie al rigore e alla semplicità formale degli elementi del progetto, le pietre della Lunigiana “parlano” al visitatore, che può così coglierne tutto il fascino e l’ipnotico mistero.

Progetti menzionati:
Menzione d’Onore: MICROSCAPERestauro Chiesa di San Pellegrino e allestimento del Deposito dei Gessi
Menzione: Natalini Architetti/Guicciardini&Magni Museo dell’Opera del Duomo
LDA.iMdAiTEK Showroom

Categoria opera di nuova costruzione
Primo premio: Alvisi Kirimoto + Partners Scopri il progetto

Cantina Podernuovo Una sequenza di quattro setti paralleli di cemento color dell’argilla fendono il terreno secondo una giacitura che segue la massima pendenza della collina. Il territorio continua nell’architettura. Un principio di purezza funzionale attraversa tutti gli spazi della cantina, concepita come estensione del lavoro contadino e della cultura del territorio che entrano vigorosamente, attraverso i setti, nel cuore dell’architettura. L’edificio definisce i suoi ambienti in funzione delle strette esigenze di produzione e trova la propria origine nel paesaggio circostante. Nell’edificio tutto è in vista. La cantina è attraversata da un asse principale che, configurandosi come un cannocchiale visivo, corre tra i due setti centrali per tutta la lunghezza dell’edificio e si apre sui vigneti. L’interno appare come una “sezione aperta” che, grazie alle ampie pareti vetrate, permette di traguardare, da qualunque punto del percorso, tutti gli ambienti della produzione del vino avendo sempre come sfondo il paesaggio toscano.

Cantina Podernuovo
Una sequenza di quattro setti paralleli di cemento color dell’argilla fendono il terreno secondo una giacitura che segue la massima pendenza della collina. Il territorio continua nell’architettura. Un principio di purezza funzionale attraversa tutti gli spazi della cantina, concepita come estensione del lavoro contadino e della cultura del territorio che entrano vigorosamente, attraverso i setti, nel cuore dell’architettura. L’edificio definisce i suoi ambienti in funzione delle strette esigenze di produzione e trova la propria origine nel paesaggio circostante. Nell’edificio tutto è in vista. La cantina è attraversata da un asse principale che, configurandosi come un cannocchiale visivo, corre tra i due setti centrali per tutta la lunghezza dell’edificio e si apre sui vigneti. L’interno appare come una “sezione aperta” che, grazie alle ampie pareti vetrate, permette di traguardare, da qualunque punto del percorso, tutti gli ambienti della produzione del vino avendo sempre come sfondo il paesaggio toscano.

Progetti menzionati:
Canali AssociatiCentro ricerche e produzione calzature Prada
Studio di Architettura Andrea MilaniScuola per l’infanzia “La Balena”

Categoria opera di restauro e recupero
Primo premio: Carlo Terpolilli/Ipostudio architetti

Museo degli Innocenti Partendo dalla concezione del bene museale come struttura viva, il progetto potenzia le caratteristiche delle aree espositive esistenti integrandole al sistema più ampio che comprende tutto il complesso brunelleschiano. Lo spazio espositivo, che si articola su tre livelli, culmina nella loggia panoramica del Verone, che ritrova la sua originaria apertura panoramica sulla città, fruibile non solo dai visitatori del museo, ma da tutta la cittadinanza. La realizzazione delle due nuove porte di bronzo richiama il principio brunelleschiano di continuità fra interno ed esterno e rievoca la disponibilità dell’edificio ad accogliere.

Museo degli Innocenti
Partendo dalla concezione del bene museale come struttura viva, il progetto potenzia le caratteristiche delle aree espositive esistenti integrandole al sistema più ampio che comprende tutto il complesso brunelleschiano. Lo spazio espositivo, che si articola su tre livelli, culmina nella loggia panoramica del Verone, che ritrova la sua originaria apertura panoramica sulla città, fruibile non solo dai visitatori del museo, ma da tutta la cittadinanza. La realizzazione delle due nuove porte di bronzo richiama il principio brunelleschiano di continuità fra interno ed esterno e rievoca la disponibilità dell’edificio ad accogliere.

Categoria opera su spazi pubblici, paesaggio e rigenerazione
Primo premio: Chiara Fanigliulo

Riqualificazione Urbana Piazza dei Tre Re Il progetto di riqualificazione urbana con un budget limitato, ma con una progettazione accurata e intelligente, restituisce alla città una delle sue piazze medioevali più antiche, a lungo abbandonata, trasformandola nel primo garden street food cittadino. Con il semplice uso del verde e installazioni temporanee, questo angolo nascosto nel cuore di Firenze, rinasce come “giardino dei desideri”. Alberi e fioriere– lanterne sospese introducono alla piazza dove, il green wall dall’effetto di dirompente rigogliosità e fascino e le decorazioni colorate del chiosco nell’area ristoro, creano un ambiente dalla connotazione singolare.

Riqualificazione Urbana Piazza dei Tre Re
Il progetto di riqualificazione urbana con un budget limitato, ma con una progettazione accurata e intelligente, restituisce alla città una delle sue piazze medioevali più antiche, a lungo abbandonata, trasformandola nel primo garden street food cittadino. Con il semplice uso del verde e installazioni temporanee, questo angolo nascosto nel cuore di Firenze, rinasce come “giardino dei desideri”. Alberi e fioriere– lanterne sospese introducono alla piazza dove, il green wall dall’effetto di dirompente rigogliosità e fascino e le decorazioni colorate del chiosco nell’area ristoro, creano un ambiente dalla connotazione singolare.

Progetti menzionati: Gonçalo Byrne Arquitectos/MICROSCAPE/Proap/BMZArena spettacoli e area mercatale
LDA.iMdA/Marco TozziBiolago balneabile

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