Premio P.A.A.L.M.A. 2009 a The Game, di Philippe Parreno e François Roche | Architetto.info

Premio P.A.A.L.M.A. 2009 a The Game, di Philippe Parreno e François Roche

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Presso La Triennale di Milano martedì 17 marzo è stato assegnato il premio P.A.A.L.M.A Premio Artista + Architetto promosso da La Marrana Arteambientale a cura di Giacinto Di Pietrantonio, Direttore della Galleria di Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo e Docente presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, Milano.
Giunto alla sua seconda edizione – l’edizione 2008 vide premiati Ettore Sottsass ed Enzo Cucchi per il Chiostro della pace realizzato all’Università di Salerno – il premio, che ha come obiettivola valorizzazione di progetti che nascono dalla stretta interazione tra artisti ed architetti, ha mostrato la sua vocazione internazionale nell’insieme dei progetti sottoposti alla valutazione della giuria, grazie alla qualificati scelta degli advisor per la loro segnalazione e dei componenti della giuria.

I progetti finalisti

  • Deep Fountain di Cristina Iglesias – Robbrecht en Daem, Leopold Waelplaats, Anversa (1997-2006); Folkestone Library di Chris Ofili -David Adjaye, Folkestone (1999-2002);
  • The Game (Hybrid Muscle + Boy from Mars) di Philippe Parreno  e R&Sie(n), Francois Roche, Stephanie Lavaux,  Chan Mai, Thailand, (2003);
  • Laban Contemporary Dance Center di Michael Craig – Martin – Herzog & de Meuron, Londra (2000-2003);
  • Bejing National Stadium di Ai Weiwei – Herzog & de Meuron, Pechino (2003-2008);
  • Stephen Lawrence Center di Chris Ofili – David Adjaye, Londra ( 2008).

Tra queste realizzazioni – da sottolineare che il premio viene assegnato ad opera conclusa e non al semplice progetto – è prevalsa The Game (Hybrid Muscle + Boy from Mars) ideata dall’artista Philippe Parreno e dallo Studio di architettura R&Sie(n), Francois Roche, Stephanie Lavaux.
Il committente dell’opera è The Land, Rirkrit Tiravanija.
{GALLERY}Così la Giuria ha motivato la scelta fatta:
Perché sembra una “macchina celibe” questo misterioso padiglione, ma in realtà è un meccanismo tecnico, si tratta di una dinamo molto arcaica. L’aspetto è quello di una zattera, oppure di un veliero affondato, oppure di una macchina di Leonardo. Forse è anche un Museo di Antropologia. Protagonista è la forza di un bufalo. Il movimento di un animale che genera elettricità per degli strumenti elettronici. Natura e cultura fanno con l’arte e l’architettura. Per la concezione critica, narrativa, artistica e architettonica totale. Per l’invenzione progettuale e performativa che intreccia situazioni di spazio, di tempo, di scienza, di ecologia e di estetica. Il padiglione ottenuto è la rappresentazione estrema di un sistema d’intenzioni, di relazioni e di utopie qui parzialmente fissate, ma in continua mutazione. Dove diviene protagonista dell’immagine l’artisticità comportamentale dei frequentatori del padiglione.

The Game (Hybrid Muscle + Boy from Marscollocato all’interno di The Land, un vero e proprio villaggio costruito a Chan Mai vicino Sanpatong nel nord della Thailandia, dove, in collaborazione con l’università locale, l’artista Rirkrit Tiravanija ha invitato altri colleghi, architetti, studiosi e studenti, a partecipare alla costruzione di un luogo in cui vivere e creare – è un generatore e contenitore di elettricità completamente sostenibile perché attivato dalla forza di animali. Il suo compito è l’approvvigionamento elettrico di The Land al fine di rendere possibili attività di lavoro o ricreative.
Dopo essere stato invitato dall’amico e collega Tiravanija nel 2001 a costruire uno spazio comune in the Land in Chang Mai – Thailand, Philippe Parreno coinvolse François Roche e il suo studio R&Sie(n) a progettare insieme la scena. Essi svilupparono insieme una storia intitolata “The Game – La partita”, una produzione simile a due fratelli siamesi, “Hybrid Muscle” come un riparo che produsse un film, e “Boy from Mars” come un film che produsse un riparo. Il film di Philippe Parreno e la costruzione di R&Sie(n) sono possibili e simultanei e debbono essere considerati come i due aspetti de “La partita”. Esteticamente, Hybrid Muscle si caratterizza come una piattaforma di cemento, coperta di fogli di plastica inerte e collocata al centro di un grande campo di riso. Questa strana struttura immagazzina elettricità attraverso la forza muscolare di un bufalo albino che, legato a cavi e pascolando libero nel campo per ore, solleva un contrappeso di due tonnellate che, con un processo del tutto identico a quello della dinamo, trasforma forza motrice in elettricità utile ad alimentare una decina di lampadine, alcuni computer portatili e dei telefoni cellulari.
In una sorta di “Gioco” tra le figure dell’artista e dell’architetto, il progetto, costruito e finanziato per un totale di 65,000 dollari, si è sviluppato con la consapevolezza che sarebbe stato inizialmente il set scenografico del film di Parreno Boy from Mars (2003-2005) e che in seguito il film avrebbe lasciato in eredità una struttura permanente e utilizzabile a scopi sociali e di vita comune, contrariamente alla quasi totalità delle scenografie di film che vengono distrutte.

Gli autori:

Philippe Parreno è nato a Oran in Algeria nel 1964. Da anni esponente di punta del panorama artistico francese, più che all’oggetto in se stesso, rivolge la sua attenzione ai sistemi e ai metodi di raffigurazione potenziali e possibili. Modelli “aperti” e non convenzionali di presentazione di un lavoro e di interpretazione dello stesso permettono di ridiscutere il concetto di mostra e opera d’arte ed i meccanismi di produzione e comunicazione delle stesse. Ha esposto in importanti musei d’arte contemporanea come il Centre Pompidou di Parigi, il Kunstverein di Monaco, la Kunsthalle di Zurigo, il Center of Contemporary Art a Kitakyushu, Portikus a Francoforte, il Kunstverein di Amburgo, il Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris, Le Consortium a Dijon ed ha partecipato a numerose edizioni della Biennale di Venezia, Biennale di Lione, Biennale di Dakar e Biennale di Sydney.

François Roche è nato a Parigi nel 1961. Si laurea in architettura a Versailles nel 1987. Nel 1989 fonda lo studio di architettura e progettazione R&Sie(n) architecture. In tutti questi anni lo studio si è distinto nella ricerca di nuovi approcci all’architettura e attualmente è concentrato su sviluppi tecnologici che possano trasformare la natura in un elemento dinamico di design. Quest’approccio organico serve come elemento di contatto e collegamento tra i contesti, le costruzioni abitative e le relazioni umane. R&Sie(n) e Roche hanno partecipato a diverse mostre in istituzioni come Tate Modern di Londra, Centre Pompidou di Parigi e MIT di Boston. Nel 1990, 1996 e 2000 R&Sie(n) è stato selezionato per la Biennale di Architettura di  Venezia sia nel padiglione francese che nel padiglione internazionale. François Roche è professore all’Advanced Research Studio della Columbia University di New York dal 2006.

LA MARRANA ARTEAMBIENTALE –  IL PARCO
Il  Parco di Arte Ambientale  situato in località La Marrana di Montemarcello, Ameglia (SP) – nell’ambito del Parco Naturale Regionale Montemarcello-Magra – è fra i luoghi più interessanti in cui ammirare opere di arte ambientale realizzate da artisti internazionali. L’inizio della sua storia risale al 1997 quando Grazia e Gianni Bolongaro decisero di trasformare la loro casa di Montemarcello e l’ampio terreno che la circonda in un punto di ritrovo per gli artisti e gli appassionati d’arte contemporanea. Il programma di attività, avviato con la mostra del persiano Hossein Golba, ha un elemento caratterizzante: la creazione di opere appositamente studiate per le singole collocazioni scelte dagli artisti.
La particolare attenzione al rapporto che si crea tra opera d’arte e ambiente è stato lo stimolo per la creazione del Parco e il continuo arricchimento del territorio de La Marrana, testimonianza della validità dell’idea iniziale: l’arte agisce sul paesaggio ma in modo armonico con il paesaggio stesso, fornendogli nuovi motivi di visita e fruizione.
Il Parco, oggi, è un museo a cielo aperto in cui i visitatori possono ammirare opere di Hossein Golba, Kengiro Azuma, Luigi Mainolfi, Philip Rantzer, Mario Airò, vedovamazzei, Magdalena Campos-Pons, Joseph Kosuth, Jannis Kounellis, Lorenzo Mangili, Lucia Pescador, Cecilia Guastaroba, Quinto Ghermandi, Jan Fabre, Ottonella Mocellin e Nicola Pellegrini, Ettore Spalletti,Gabriella Benedini, Hamish Fulton, Claudia Losi. Con maestri ormai storicizzati dalla lunga attività e consuetudine espositiva, figurano anche artisti giovani e meno noti che frequentano l’arte ambientale con grande vivacità e qualità di proposta.

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