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Edilizia scolastica: progettare gli spazi per l’apprendimento

La progettazione degli spazi per l’apprendimento rappresenta un punto cruciale dell'intero intervento sull'edificio scolastico. E richiede particolari attenzioni specifiche della tipologia edilizia

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di Elena Calone

La riuscita del progetto educativo parte prima di tutto dalla creazione di spazi adeguati al modello di apprendimento. Nell’attuale edilizia scolastica, gli spazi per l’apprendimento richiedono particolari attenzioni inerenti alla loro progettazione e realizzazione. La scuola è il risultato dell’interazione tra diversi fattori, non solo informazioni trasmesse, relazioni e disponibilità di strumenti di apprendimento, ma anche con spazi e componenti architettonici, materiali, suoni e luci che contribuiscono a creare contesti di volta in volta diversi.

 

Caratteristiche degli spazi per l’apprendimento

La necessità odierna è quella di disporre di una scuola intesa come uno spazio unico integrato in cui i microambienti dedicati alle attività diversificate hanno tutti la stessa dignità e presentano caratteri di abitabilità e flessibilità, funzionalità, comfort e benessere.

La nuova logica progettuale deve essere di tipo prestazionale, e i criteri di progettazione non più prettamente tecnici e dimensionali bensì adattabili alle esigenze didattiche e organizzative di una scuola in continuo mutamento.

Le “Linee Guida per le architetture interne delle scuole” pubblicate dal Miur l’11 Aprile 2013 promuovono una concezione dello spazio differente rispetto a quanto fatto precedentemente, spazi modulari, facilmente configurabili e in grado di rispondere a contesti educativi sempre diversi, ambienti plastici e flessibili, funzionali ai sistemi di insegnamento e apprendimento più avanzati.

 

La sezione/aula (home base)

Oggi l’aula non è più intesa come luogo esclusivo dove svolgere le lezioni, ora la sezione/aula è una home base, un luogo caratterizzato da una grande flessibilità e variabilità d’uso, un luogo di appartenenza importante ma non autosufficiente. Le lezioni si svolgono muovendosi tra i vari ambienti della scuola così come nella propria abitazione ognuno si muove tra i diversi locali.

Nell’aula l’insegnante introduce i temi nuovi, fornisce indicazioni per le attività da svolgere o gestisce momenti di sintesi e valutazione. Avviata l’attività didattica, lo step successivo ha luogo in uno spazio di gruppo organizzato per attività collaborative tra gli studenti in cui ciascuno può avere un compito individuale che però ha un senso anche all’interno di un gruppo. In questo ambiente il docente non ha un posto “fisso” ma si muove tra i vari tavoli offrendo il suo ruolo di facilitatore e organizzatore delle attività.

L’ambiente deve quindi permettere la suddivisione in gruppi di piccola o media dimensione e l’arredo deve essere flessibile per consentire diverse configurazioni coerenti con lo svilupparsi e l’alternarsi delle diverse fasi dell’attività didattica.

In Italia non esiste una precisa normativa sulla sistemazione dei banchi in classe, la decisione viene lasciata ai responsabili d’Istituto o ancora più frequentemente agli stessi studenti in accordo con i docenti. Spesso, i banchi vengono spostati a formare “figure” diverse.

Pareti scorrevoli consentono di coinvolgere spazi interclasse o di allargarsi negli spazi comuni rendendo i confini della sezione sfumati e flessibili.

Una parte dello spazio deve essere pensata per interventi frontali dei docenti nel momento in è richiesto un ruolo più esplicito e diretto.

Lo spazio laboratoriale

Si configura come “spazio del fare” e richiede un ambiente nel quale lo studente possa muoversi in autonomia attivando processi di artefatti. L’ambiente deve permettere la ricreazione di contesti di esperienza e analisi.

Questi spazi devono offrire la possibilità di essere attrezzati in modo adeguato, raccogliere strumenti, materiali e apparecchiature digitali e non, per l’analisi dei fenomeni osservati.

Poiché i compiti di svolgere così come i prodotti e le modalità organizzative possono variare significativamente in funzione delle discipline e degli obiettivi curricolari, con essi variano anche le risorse necessarie a operare nei contesti laboratoriali.

Questo spazio può essere pensato come “atelier” (luoghi attrezzati ma non dedicati a un’unica disciplina, molto duttili per i differenti usi possibili, dalle attività artistiche, a quelle musicali, a quelle che fanno riferimento alla danza) o come laboratori (con attrezzature specifiche, non sempre facilmente spostabili) anche specialistici, come quelli degli istituti tecnici (meccanica, tecnologia meccanica, laboratori di sistemi, laboratori Cad, torni a controllo numerico ecc. che richiedono attrezzature molto specialistiche, magazzini per macchine, strumenti e ricambi).

Lo spazio informale e di relax

Occorrono spazi dove lo scambio di informazioni avvenga in modo non strutturato, le relazioni siano informali, gli studenti possano studiare da soli o in piccoli gruppi, approfondire alcuni argomenti con un insegnante, ripassare, rilassarsi. In questi spazi gli insegnanti possono svolgere attività di recupero o approfondimento con uno o alcuni studenti, possono lavorare e analizzare contenuti utilizzandoli come alternativa alla sala insegnanti. I genitori e gli esterni, nelle occasioni previste, li usano come luoghi di seduta o conversazione.

Sono luoghi di approfondimento, lavoro informale, relax, punti di accesso alla documentazione e gioco ma sono anche la naturale estensione delle aule e degli atelier. Generalmente gli spazi connettivi offrono la possibilità di essere arrangiati a spazio relazionale. In questo contesto atri, corridoi e vie di transito in generale assumono la connotazione di luoghi comuni disponibili.

Macro-arredi e sistemi ambientali adeguatamente studiati offrono la possibilità di ricavare ambienti specializzati e non separati in quegli spazi che tradizionalmente sono sempre stati mero spazio di passaggio vuoto e senza vita.

Lo spazio individuale

È auspicabile creare nuovi spazi separati dall’aula e dai contesti di incontro sociale in cui lo studente possa organizzare i propri contenuti e pianificare le proprie attività in autonomia al di fuori delle attività didattiche supportate dal docente. Anche in questo caso, lo spazio connettivo si presta altrettanto bene ad assolvere la funzione, adottando il particolare accorgimento di garantire una maggior privacy del singolo rispetto agli spazi relazionali.

 

 

L’autore

Elena Calone

 

Ingegnere edile, laureata presso il Politecnico di Milano, lavora nel settore pubblico come progettista di interventi di recupero, ristrutturazione e manutenzioni straordinarie di immobili di proprietà comunale e segue i procedimenti amministrativi legati alla progettazione e all’esecuzione dei pubblici appalti in generale. Svolge anche libera professione come progettista edile principalmente nella ristrutturazione, con particolare attenzione all’interior design.
 

 

 

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