Renzo Piano Building Workshop con Luis Vidal: il Centro Botín di Santander | Architetto.info

Renzo Piano Building Workshop con Luis Vidal: il Centro Botín di Santander

Aperto il 23 giugno il primo progetto di Renzo Piano in Spagna, un centro culturale che ha avviato un processo di riqualificazione urbana alla piccola scala

© Belén de Benito
© Belén de Benito
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Il nuovo Centro Botín di Santander, prominente sul lungomare del centro del capoluogo della Cantabria non lontano da Bilbao, è ufficialmente aperto dal 23 giugno. È l’ultimo progetto di edificio per la cultura progettato da Rpbw, che si è appoggiato ai madrileni Luis Vidal + Architects, e il primo realizzato in Spagna dallo studio dell’architetto genovese.

La commessa, diretta, arriva dalla Fundación Botín nel 2010, anno in cui l’ente fondato nel 1964 da Marcelino Botín Sanz de Sautuola e la moglie Carmen Yllera per dare supporto allo sviluppo sociale a scala locale prima e nazionale poi, ha incaricato Renzo Piano del progetto primariamente in virtù di una riconosciuta abilità nell’ideazione e realizzazione di edifici in grado di integrarsi con il contesto che li circonda. La scelta è stata però anche guidata, oltre che dal nome di livello planetario, dall’esperienza e dal successo pluridecennale maturati nella progettazione di edifici per la cultura, a partire dal Centro Pompidou di Parigi, firmato con Richard Rogers, arrivando, tra gli altri, ai più recenti Morgan Library e Art Institute di Chicago.

Il Centro Botín, prima ancora di essere un contenitore per l’esposizione di opere d’arte e un luogo di produzione e diffusione culturale e scientifica, è stato promotore di un processo di riqualificazione che è intervienuto sulla piccola scala urbana. Occupando un’area di elevati valore e qualità precedentemente dequalificata da un consolidato uso come parcheggio, ha infatti dato avvio a una trasformazione che si è estesa ai retrostanti Jardines de Pereda e a Calle Muelle del Calderón che corre parallelamente al mare, dando attraverso una nuova continuità di spazi liberati dalle auto e più sicuri una delle possibili risposte alla domanda di un rinnovato contatto tra il centro storico cittadino e il mare.

Un traffico veicolare annuale di 13 milioni di auto, e i conseguenti e connessi inquinamento acustico e ambientale, è stato infatti incanalato all’interno di un nuovo tunnel sotterraneo lungo 200 m, realizzato sotto la superficie di uno storico parco pubblico ampliato e ridisegnato da Rpbw con il paesaggista madrileno Fernando Caruncho. L’area verde, che a ovest lambisce anche la cattedrale, è stata estesa fino al mare, resa continua e raddoppiata nelle dimensioni, portate a 38.000 mq. Aiuole e alberi ne ricoprono la metà, arrivando agli attuali 20.000 mq dagli originari poco più di 7.000 mq.

Il Centro Botín, con le sue studiate volumetrie, i chiari ed iridescenti materiali contemporanei e le strutture a sbalzo sull’Oceano, nasce per essere un nuovo landmark cittadino integrato con il parco, di cui diventa estensione e con diventa tutt’uno anche attraverso un nuovo anfiteatro all’aperto realizzato sul lato ovest del complesso e in grado di ospitare fino a 2.000 persone.

Il complesso nasce in modo funzionale alle attività che la Fondazione promuove da cinquant’anni, che procedono sui due binari della proposta di programmi nell’ambito dell’arte e della cultura e della promozione di ricerche in svariati ambiti dal sociale all’ambientale. Si sviluppa quindi all’interno di due volumi dalle dimensioni differenti aggettanti sul mare, accoppiati ma distinti. L’edificio occidentale, più grande, ospita 2.500 mq di spazi espostivi disposti su due livelli alti 5 m, illuminati il più possibile in modo naturale proveniente dalla copertura. L’ala orientale, più piccola, si mette invece a disposizione delle attività di ricerca, formazione e diffusione culturale e scientifica con spazi estremamente flessibili: un auditorium convertibile con 300 posti removibili di altezza interna pari a 7,5 m, spazi di lavoro, ricerca e servizio, aule per la formazione e un’area multifunzione di 255 mq.

I due volumi sono uniti centralmente dal “pachinko”, una struttura metallica multilivello che li collega tramite scale, ascensori e passerelle e apre vedute sulla baia e sull’Oceano.

Il Centro Botín nasce come una presenza completamente sollevata rispetto al terreno, impostata su un sistema di pilotis che, insieme allo sbalzo sull’acqua, contribuisce a conferirgli un voluto carattere di landmark accentuato dall’involucro, costituito da una pelle curva di pannelli di metallo costellata di 270.000 elementi circolari di ceramica cangiante color madreperla realizzati in quattro differenti formati.

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