Renzo Piano, completato il 'palazzo della luce' per la Columbia University | Architetto.info

Renzo Piano, completato il ‘palazzo della luce’ per la Columbia University

È il primo tassello di un imponente piano di sviluppo che nei prossimi anni creerà un nuovo campus nel quartiere di Manhattanville, ad Harlem, il cui masterplan è firmato Renzo Piano Building Workshop e SOM

© Columbia University - Frank Oudeman
© Columbia University - Frank Oudeman
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La Columbia University ha appena completato a New York il Jerome L. Greene Science Center, “palazzo della luce” firmato da Renzo Piano, l’architetto italiano più conosciuto e apprezzato negli Stati Uniti, dove si collocano alcuni dei progetti più importanti che lo studio ha realizzato negli ultimi anni, tra cui, solo nella Grande Mela, la nuova sede del New York Times e il Whitney Museum.

È il primo edificio completato di un più ampio e prestigioso incarico che l’università nordamericana ha affidato nel 2002 a Rpbw e SOM, il progetto del masterplan del Manhattanville Campus con cui la Columbia ha voluto porre solide basi per lo sviluppo di una nuova sede che, in affiancamento alle storiche strutture di Morningside Heights e alle nuove di Diller e Scofidio + Renfro, si costruirà nei prossimi decenni impegnando anche consistenti investimenti, quantificati complessivamente sugli oltre 6 miliardi e mezzo di dollari.

Permeabile al traffico pedonale e veicolare e aperto alla città, sovvertendo il concetto di campus come un elemento chiuso inserito nel tessuto urbano, il Manhattanville Campus è prefigurato come uno spazio ibrido e multifunzionale che sta intervenendo su un lotto di oltre 630.000 mq localizzato nella parte settentrionale di Manhattan, a Harlem, a recupero di un’ex area industriale abbandonata lungo il fiume Hudson. Entrato a pieno titolo nel processo di gentrification che non troppo positivamente sta portando ciò che il New York Times ha definito solo a maggio “The End of Black Harlem”, prevede la progressiva realizzazione di spazi per l’insegnamento e la ricerca e residenze per gli studenti affiancate da aree destinate al commercio, alla ristorazione e all’arte aperte alla comunità e collocate ai piani terra dei nuovi edifici previsti, tutti affidati alla regia di Renzo Piano: il Jerome L. Greene Science Center, il Lenfest Center for the Arts, il nuovo Centro Congressi e la School of International and Public Affairs.

mappa manhattanville

All’interno di questo impegnativo programma, l’appena concluso Jerome L. Greene Science Center ospiterà, pienamente operativo dalla primavera prossima e finanziato da una generosa donazione della Fondazione omonima e da Dawn M. Greene, le attività di alto livello del Mortimer B. Zuckerman Mind Brain Behavior Institute, in cui si studiano il funzionamento del cervello e le malattie neurodegenerative.
Progettato da Rpbw con la collaborazione de local architects Davis Brody Bond, si sviluppa all’interno di una superficie complessiva di 41.800 mq. Lo schema su cui è impostato l’edificio è organizzato attorno a due assi di distribuzione che dividono la sua pianta e il suo volume in quattro quadranti di differenti altezze: al di sopra di un comune basamento di comunicazione e interazione con la città, i laboratori e gli uffici si elevano per piani compresi tra i cinque e i sette. A livello del tetto aree flessibili ospiteranno presto conferenze ed eventi e già danno accesso a un’ampia terrazza, mentre al piano strada spazi multifunzionali comprendono aree per illustrare le attività di ricerca dell’istituto e ospitano un centro dedicato al benessere e alla salute. A servizio del campus e della popolazione del quartiere, darà la possibilità di effettuare misurazioni della pressione arteriosa e del colesterolo, facendo anche formazione e informazione su come ridurre il rischio proveniente da ictus e problemi legati al sistema nervoso, in pieno accordo con la specifica area di ricerca e di interesse del Jerome L. Greene Science Center.

Guarda la gallery per vedere l’edificio della Columbia University ultimato da Renzo Piano Building Workshop

Certificato LEED Platinum, posa materiali ed elementi di provenienza controllata e vicina, e ha un involucro altamente performante, i cui forme e materiali mostrano apertamente i segni distintivi del loro progettista e sono stati ingegnerizzati da Enclos, società specializzata nella progettazione di sistemi di facciata. La pelle che racchiude il centro, “intagliata” anche da nicchie e rientranze, è un curtain wall di 16.400 mq composto da sei tipologie diverse di elementi di facciata, che variano dai più semplici pannelli sandwich rivestiti di lamiera metallica, a pannelli di vetro stratificato, a una doppia pelle vetrata ad alte prestazioni sorretta da una struttura metallica a vista in cui due distinti livelli, separati da uno strato di aria, isolano passivamente gli interni, aiutando a renderli più freschi d’estate e più caldi in inverno.

In sommità, un tetto freddo altamente riflettente aiuta a controllare la gestione del calore e ridurre l’emissione di gas serra e l’effetto isola di calore tipico delle aree urbane. Brise soleil perimetrali sono comandati da sensori in grado di comandare l’aumento o la diminuzione delle zone d’ombra in base all’irraggiamento, mentre all’interno sistemi automatizzati gestiscono gli elementi oscuranti delle finestre continue e a tutt’altezza, controllando l’ingresso della luce solare in funzione della sua intensità.

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