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Requisiti acustici passivi degli edifici: norme e responsabilità

In attesa della nuova normativa sui requisiti acustici passivi degli edifici, una sintesi del quadro di riferimento per i professionisti

Cement acoustic wall
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I requisiti acustici passivi rientrano tra le condizioni di sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico degli edifici e degli impianti in essi installati, necessari per il rilascio del certificato di agibilità (art. 25 Tu Edilizia). La carenza di requisiti acustici passivi negli edifici costituisce grave difetto e comporta responsabilità contrattuali (art. 1490 c.c.) o extracontrattuali (art. 1669 c.c.) degli appaltatori e dei venditori nei confronti degli acquirenti.

Nel settore delle civili abitazioni, l’impresa esecutrice, il progettista e il direttore dei lavori rischiano di pagare le conseguenze di contenziosi tra acquirente e venditore, se il primo può dimostrare, in sede di procedimento civile, l’inadeguata protezione dell’edificio dal rumore proveniente dall’esterno o dalle unità immobiliari contigue. Il risarcimento del danno da parte del venditore può essere stabilito in una misura che varia dal 10% al 30% del valore contrattuale dell’immobile, anche a transazione già avvenuta.

In questo contesto, è importante applicare correttamente la normativa in vigore: il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (D.P.C.M.) del 5 dicembre 1997 “Determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici” e le norme tecniche Uni pertinenti, in attesa dei decreti attuativi della Legge n. 161/2014.

La normativa che verrà
Stanno infatti per scadere i 18 mesi dall’entrata in vigore della Legge 30 ottobre 2014, n. 161 (25 novembre 2014), che all’art. 19 delega il governo ad adottare entro il suddetto termine disposizioni in linea con le Direttive 2002/49/CE, 2000/14/CE e 2006/123/CE e con il regolamento e n. 765/2008 a tutela dell’ambiente esterno e di quello abitativo dall’inquinamento acustico prodotto dalle sorgenti sonore fisse e mobili, e prevede un decreto legislativo sulla “semplificazione delle procedure autorizzative in materia di requisiti acustici passivi degli edifici” (comma 2 lettera g).

In sintesi, la nuova normativa dovrà intervenire su:
• piani d’azione, mappature acustiche e strategiche per il contenimento e l’abbattimento del rumore (D.M. 29 novembre 2000);
• descrittori acustici e metodi di determinazione;
• aggiornamento della disciplina sulle sorgenti rumorose di infrastrutture trasporti e impianti industriali, attività sportive e impianti eolici;
• formazione e disciplina professionale del tecnico competente in materia di acustica;
• semplificazione delle procedure autorizzative in materia di requisiti acustici passivi degli edifici;
• sostenibilità economica per le opere di contenimento e abbattimento del rumore;
• revisione della disciplina sulle autorizzazioni e certificazioni in materia di acustica;
• competenze dei soggetti che introducono sul mercato macchine e attrezzature destinate a funzionare all’aperto;
• revisione del regime sanzionatorio per il mancato rispetto dei limiti di potenza sonora.

Il D.P.C.M. 5 dicembre 1997
Il provvedimento di attuazione della legge n. 447/1995 per quanto riguarda i requisiti acustici passivi degli edifici, ha avuto vita travagliata: “disapplicato” nei rapporti tra privati e, in particolare, nei rapporti tra costruttori-venditori e acquirenti di alloggi dalla legge n. 96/2010, è stato in seguito dichiarato pienamente in vigore dalla Corte Costituzionale, ma è spesso disatteso per incongruenze nel testo, metodi complicati per la determinazione previsionale delle prestazioni acustiche delle componenti degli edifici, mancanza di controllo da parte dei comuni e assenza di un apparato sanzionatorio adeguato.

Il decreto riguarda tutti gli edifici per cui il rilascio della concessione edilizia è avvenuto dopo il 20 febbraio 1998 (non rileva la data dell’ultimazione dei lavori) e le ristrutturazioni parziali di: impianti tecnologici, delle partizioni orizzontali e verticali degli edifici e del rifacimento della facciata esterna (verniciatura esclusa).

Gli ambienti abitativi sono classificati in sette categorie, per ciascuna delle quali sono indicati i valori da soddisfare per cinque parametri:
Isolamento di partizioni verticali (pareti di separazione fra unità immobiliari adiacenti) e/o orizzontali (solai di separazione fra unità immobiliari), che si misura producendo un “rumore rosa” nell’ambiente emittente e rilevando strumentalmente il livello di rumore nell’ambiente ricevente. L’indice di valutazione della capacità fonoisolante apparente di muri e solette di separazione si riferisce alle partizioni tra due distinte unità immobiliari (R’w).
Isolamento acustico standardizzato di facciata (D2m,nT,w).
Livello di rumore di calpestio dei solai normalizzato, cioè prodotto dalla tapping machine (macchina del calpestio) sul pavimento del locale sovrastante (L’n,w).
Livello massimo di pressione sonora per impianti a funzionamento “discontinuo”: ascensori, scarichi idraulici, bagni, servizi igienici, rubinetteria, che si misura con fonometri posizionati in ambienti di prova durante il funzionamento degli impianti stessi (LASmax).
Livello di pressione sonora equivalente per impianti a funzionamento “continuo”: impianti di riscaldamento, impianti di aerazione, impianti di condizionamento. Un chiarimento ministeriale su indicazioni contraddittorie presenti nel testo del decreto, fissa il limite massimo di tale livello a 25 dBA (LAeq).

A. Classificazione degli ambienti abitativi B. Requisiti acustici passivi degli edifici e degli impianti tecnologici
Parametri
Categorie edifici adibiti a: R’w D2m,nT,w L’n,w LASmax LAeq
A residenza o assimilabili 50 40 63 35 35
B uffici e assimilabili 50 42 55 35 35
C alberghi. pensioni e attività ricettive 50 40 63 35 35
D ospedali, cliniche, case di cura 50 45 58 35 25
E attività scolastiche a tutti i livelli 50 48 58 35 25
F attività ricreative o di culto 50 42 55 35 35
G attività commerciali o assimilabili 50 42 55 35 35

Le norme Uni
Per i requisiti acustici degli edifici, è applicabile la norma Uni En 12354 “Acustica in edilizia – Valutazioni delle prestazioni acustiche di edifici a partire dalle prestazioni di prodotti“:
Parte 1: Isolamento dal rumore per via aerea tra ambienti
Parte 2: Isolamento acustico al calpestio tra ambienti
Parte 3: Isolamento acustico contro il rumore proveniente dall’esterno per via aerea.
Parte 5: Impianti tecnologici

Con il supporto del Rapporto tecnico Uni Tr 11175:2005 “Acustica in edilizia. Guida alle norme serie Uni En 12354 per la previsione delle prestazioni acustiche degli edifici. Applicazione alla tipologia costruttiva nazionale”.

L’isolamento acustico di facciata
La facciata deve possedere un adeguato isolamento acustico normalizzato in funzione della destinazione d’uso dell’immobile ma il valore dell’isolamento acustico, come stabilito dal D.P.C.M. 5 dicembre 1997, non tiene conto della classe di destinazione d’uso del territorio in cui ricade l’edificio. L’isolamento acustico di facciata esprime, in decibel, la differenza di livello sonoro tra l’esterno e l’interno dell’edificio; per le civili abitazioni, esso è pari a 40 decibel.

Il collaudo strumentale prevede il posizionamento dei microfoni di un fonometro integratore a due metri di distanza della facciata e all’interno dell’ambiente di prova (ad es. stanza da letto), in un numero adeguato di punti di misura e controllo. All’interno dell’ambiente di prova si misurano, tra gli altri, il tempo di riverbero (T60) e il rumore di fondo.

Le norme tecniche Uni En Iso 16283 parti 1, 2 e 3 per la misura in opera dei requisiti acustici passivi degli edifici, classificano gli edifici in base a classi di isolamento acustico passivo e la loro conformità non è determinata da un unico valore.

In particolare, la norma Uni En Iso 16283-3 (che sostituisce la Uni 11572) per la misura in opera dell’isolamento acustico di facciata specifica le procedure per determinare l’isolamento acustico per via aerea di elementi di facciata (metodi di elementi) e facciate intere (metodi globali) utilizzando misurazioni della pressione sonora. I risultati di prova possono essere utilizzati per quantificare, valutare e confrontare l’isolamento acustico per via aerea in ambienti ammobiliati o dove il campo sonoro può o non approssimarsi ad un campo diffuso. L’isolamento acustico per via aerea misurata è dipendente dalla frequenza e può essere convertito in un indice di valutazione per caratterizzare la prestazione acustica utilizzando la Uni En Iso 717-1.

Il collaudo acustico
Ad opera finita, il direttore dei lavori deve dichiarare che la costruzione rispetta tutti gli obblighi di legge, compresi i requisiti acustici, per poter ottenere dal comune il certificato di agibilità.
Per essere sicuri del rispetto della normativa, è necessario (anche se non obbligatorio), il collaudo acustico dei requisiti acustici.

Le prove di collaudo vanno effettuate secondo le norme:
Uni En Iso 140 “Acustica – Misura dell’isolamento acustico in edifici e di elementi di edificio“:
– Parte 4: Misurazioni in opera dell’isolamento acustico per via aerea tra ambienti;
– Parte 5: Misurazioni in opera dell’isolamento acustico per via aerea degli elementi di facciata e delle facciate;
– Parte 7: Misurazioni in opera dell’isolamento dal rumore di calpestio di solai;
– Parte 14: Linee guida per situazioni particolari in opera.
Uni 717 “Acustica – Valutazione dell’isolamento acustico in edifici e di elementi di edificio“:
– Parte 1: Isolamento di rumori aerei; (Calcolo Indici di valutazione)
– Parte 2: Isolamento di rumore di calpestio. (Calcolo Indici di valutazione).
Per essere valide legalmente, le misurazioni devono essere eseguite da un tecnico competente in acustica ambientale, con fonometro in classe 1 tarato da un laboratorio certificato da meno di due anni.

La responsabilità dei professionisti

Progettista
• Risponde in sede civile nei confronti del committente e degli acquirenti degli immobili (art. 1669 c.c.) quando il danno è grave, se il progetto non è conforme al D.P.C.M. 5 dicembre 1997 e ai regolamenti locali edilizi e d’igiene, nel caso siano più restrittivi della norma nazionale.
• Se non ha le conoscenze tecniche per la progettazione dei requisiti acustici, deve avvalersi di un progettista acustico.
La responsabilità del progettista può essere estesa anche ai produttori di materiali quando la certificazione del materiale utilizzato risulta non veritiera.

Direttore dei lavori
• Se non è competente in materia dei requisiti acustici, deve darne comunicazione al committente e richiedere l’assistenza o avvalersi di un tecnico qualificato in materia.
• Dichiara la conformità anche delle unità abitative o delle parti restanti dell’edificio non sottoposte a collaudo acustico, estendendone la validità a tutto l’edificio.

Progettista degli impianti e direttore dei lavori degli impianti
• Rispondono degli impianti (centrale termica, ascensore, ecc.) che risultano rumorosi oltre i limiti di legge.

Collaudatore acustico
• Deve effettuare correttamente le misurazioni per la verifica in opera dei cinque requisiti acustici stabiliti dal D.P.C.M. 5 dicembre 1997. Nel caso di un edificio composto da più unità immobiliari, il collaudo è valido soltanto per le parti sottoposte a verifica, che il tecnico deve indicare in modo preciso nel certificato di collaudo e di cui si assume la responsabilità.

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