Il Riba Stirling Prize 2018 va alla sede di Bloomberg di Foster+Partners | Architetto.info

Il Riba Stirling Prize 2018 va alla sede di Bloomberg di Foster+Partners

La nomina della nuova sede Bloomberg assume toni patriottici e diventa simbolo delle capacità attrattive di una Londra minacciata da Brexit, oltre che della qualità dell’architettura britannica

© James Newton
© James Newton
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La nuova sede di Bloomberg a Londra progettata dallo studio Foster + Partners si è aggiudicata il prestigioso Stirling Prize 2018. Estremamente lusinghiere le motivazioni di un premio annunciato che quest’anno assume toni particolarmente patriottici, esaltando le qualità dell’architettura britannica e la capacità attrattiva della capitale sullo sfondo di una Brexit dai molti timori e incertezze: “questo progetto innovativo dimostra ciò che la stretta collaborazione tra architetti brillanti e altamente specializzati e un cliente sofisticato e pieno di senso civico rende possibile. La nuova sede di Bloomberg è un impegno sbalorditivo per l’architettura di qualità”.

Divenuto famoso anche come uno degli edifici più sostenibili al mondo (è certificato Breeam Outstanding, primo al mondo a raggiungere questo risultato) nonché il più grande edificio rivestito in pietra, impiega quasi 10.000 tonnellate di arenaria del Derbyshire, materiale utilizzato nella capitale dai tempi dell’imponente cattedrale di St. Paul (Christopher Wren, 1710), il nuovo quartier generale del gruppo Bloomberg in Europa è stato completato a fine 2017 su commessa della committenza illuminata di Mike Bloomberg e nei suoi primi dieci mesi di vita sembra avere messo tutti d’accordo, critica e utilizzatori.

Lavorando a tutte le scale, dall’urbana all’architettonica, il nuovo quartier generale londinese di Bloomberg si compone di due volumi e occupa un intero isolato nello Square Mile della capitale britannica aprendosi all’intorno nel suo piano terra, dove è attraversato dalla ricostruzione pedonale di un antico percorso romano accessibile dall’esterno. L’antichità romana è presente anche nell’esposizione, aperta, che sceglie di riportare i resti del Tempio di Mithras nell’area in cui vennero rinvenuti, oltre 60 anni fa. Mentre gli uffici si distribuiscono in modo innovativo e trasparente nei suoi molteplici livelli uniti da collegamenti verticali distribuiti nelle sue planimetrie, l’arte punteggia i suoi interni attraverso la presenza delle opere di Michael Craig-Martin, Langlands & Bell, Olafur Eliasson e Cristina Iglesias.

Della nuova sede europea di Bloomberg a Londra abbiamo parlato in questo articolo di approfondimento. 

Il progetto di Foster+Partners si è imposto all’interno di una shortlist valutata da una giuria presieduta da David Adjaye, secondo criteri che hanno compreso l’originalità e l’innovazione, la visione progettuale, la capacità di stimolare e coinvolgere i loro utilizzatori e visitatori, l’accessibilità e la sostenibilità in senso ampio, le risposte che è in grado di dare alle richieste iniziali e anche il livello di soddisfazione della committenza. In tutto erano sei edifici di differenti tipologie e scale di intervento: il cimitero ebraico di Bushey (Hertfordshire), di Waugh Thistleton Architects; la Chadwick Hall della University of Roehampton (Londra), di Henley Halebrown; il Sultan Nazrin Shah Centre del Worcester College (Oxford), di Niall McLaughlin Architects; lo Storey’s Field Centre e l’Eddington Nursery dell’università di Cambridge, di Muma LLP; la nuova Tate di St Ives, di Jamie Fobert Architects con Evans & Shalev.

La cerimonia di premiazione è avvenuta, come ormai di consueto, circa un mese dopo la molto meno meritoria proclamazione del vincitore della Carbuncle Cup da parte della rivista “Building Design”, che, nata come sempre più serio contraltare del prestigioso riconoscimento del Riba, indica il peggior edificio realizzato nel Regno Unito.

Criticato per i toni canzonatori e anche la mancanza di scientificità, ma supportato dalla reputazione di una delle riviste più lette del panorama anglosassone fondata nel 1950 e oggi pubblicata sia in versione cartacea che digitale, ha quest’anno premiato il Redrock di Stockport, centro commerciale da 45 milioni di sterline progettato nei dintorni di Manchester da BDP Architects, vincitori del non facile incarico di restauro di uno degli edifici più importanti del Regno Unito, il Parlamento di Londra.

Valutato da un giuria composta da Ike Ijeh, critico d’architettura della rivista, Jonathan Glancey, critico di architettura del “The Guardian”, e Rosemarie McQueen, commissaria di Historic England, è arrivato dopo il complesso Nova Victoria di Londra, che in modo non troppo velato attaccava lo sviluppo edilizio spesso incontrollato della capitale britannica, rivolgendosi al mondo dei centri commerciali che continuano a popolare i dintorni delle città (non solo britanniche) con presenze spesso decontestualizzate, disordinate di segni e finiture e la loro bassa qualità architettonica.

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