Rigenerazione urbana a Londra: i gasometri di King’s Cross si convertono in quartiere di lusso | Architetto.info

Rigenerazione urbana a Londra: i gasometri di King’s Cross si convertono in quartiere di lusso

145 appartamenti di lusso, una spa con area fitness, business longe, bar e sala ricevimenti troveranno spazio in questo grande progetto di rigenerazione urbana

© Wilkinson Eyre
© Wilkinson Eyre
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La riconversione residenziale dei gasometri di King’s Cross, a Londra, è stata completata su progetto dello studio Wilkinson Eyre.

Vincitori di un concorso bandito nel 2002, con questo incarico confermano un rapporto con il costruito storico, spesso tutelato, che li sta vedendo protagonisti anche della trasformazione dell’ex centrale elettrica di Battersea, uno dei progetti più importanti oggi in corso nella capitale britannica che riconvertirà l’iconico edificio in mattoni sulle rive del Tamigi realizzando un nuovo quartiere residenziale di lusso con servizi e terziario in cui entro il 2021 s’installerà anche la nuova sede di Apple. Gli ex gasometri si trovano infatti in una delle aree più storicamente connotate di Londra e sono parte di un vasto piano di riconversione che nel 2012 ha rinnovato con un progetto di John McAslan la stazione omonima, resa famosa dai romanzi di Harry Potter, e sta aspettando il completamento della nuova sede di Google su progetto di due delle firme più ambiziose nel panorama dell’architettura internazionale, Bjarke Ingels e Thomas Heatherwick.

Wilkinson Eyre intervengono per conto di un investitore britannico, il gruppo Argent, su tre strutture metalliche erette nel 1867 per contenere i serbatoi telescopici per il gas (popolarmente chiamate “Siamese Triplets” perché unite da una spina centrale) e realizzano nuovi spazi e volumi integrati nelle carpenterie vittoriane originali che, spostate dalla loro posizione originaria, sono state smantellate, restaurate e rimontate nell’attuale sito, rimangono ben visibili all’esterno del nuovo complesso.

All’interno, il progetto imposta tre torri residenziali dal perimetro circolare e di differenti altezze che realizzano 145 appartamenti di lusso di differenti dimensioni, dai bilocali agli attici. Mentre tutte e tre sono chiuse da tetti verdi che in parte sono a servizio esclusivo degli attici agli ultimi piani e in parte aree comuni, gli spazi centrali, circolari, sono trasformati in corti interne che diventano i principali punti di accesso alle residenze. L’intervento è completato da una palestra con spa, una business lounge e una suite dotata di sala proiezioni, bar e sala ricevimenti.

Gli appartamenti sono progettati per realizzare le disposizioni interne più efficaci, con le camere da letto e i locali di soggiorno che sfruttano il perimetro esterno, da cui ricevono luce e guadagnano viste sulla città, e gli spazi di servizio distribuiti all’interno insieme agli ingressi, accessibili dai ballatoi su cui si distribuiscono. Anche la spina centrale che collega le tre strutture viene riutilizzata e trasformata, diventando un patio con uno specchio d’acqua su cui si protendono passerelle di collegamento.

Mentre all’interno le piante libere permettono differenti distribuzioni di spazi non facili dovuti ai fronti rotondi e al taglio di appartamenti che s’inseriscono nelle planimetrie a spicchio, all’esterno il progetto si definisce grazie alle lamiere forate che, in parte fisse e in parte mobili e realizzate su disegno dei progettisti, chiudono tutti i fronti riaffermando il carattere di architetture iconiche nate a servizio dello sviluppo industriale.

Il recupero a fini abitativi dei vecchi gasometri è una pratica suggestiva ma non nuova nel panorama dell’architettura contemporanea che rigenera e rifunzionalizza il costruito.

Preceduto dalla riconversione del gasometro di Duisburg Nord, il più famoso fra i primi esempi di intervento è quello sviluppato da Heinrich Boll e Hans Krabel, che a Oberhausen nel 1994 trasformano il più grande gasometro d’altoforno d’Europa, dismesso dal 1988, farcendolo diventare un centro culturale con spazio per mostre e manifestazioni. L’intervento che, forse finora più riuscito e giustamente celebrato, ha fatto scuola si trova a Vienna. È un progetto completato tra la fine degli anni novanta e l’inizio del nuovo millennio nel distretto di Simmering, dove le mani di Jean Nouvel, Coop Himmelb(l)au, Manfred Wedhorn e Wilhelm Holzbauer, vincitori di concorsi banditi ad hoc, riconvertono quattro ex gasometri in abitazioni e aree di servizio, tra cui un centro commerciale e uno spazio congressi.

Anche l’Italia, sebbene indietro, ha visto qualche timido passo in questo campo, anche se sono ancora molte le strutture presenti nelle nostre città all’oggi senza funzione né ipotesi di riutilizzo. Mentre aspettano ancora una realizzazione i concorsi banditi negli anni novanta per il riutilizzo di diverse strutture (tra cui quelle di Bovisa, la cui bonifica sembra essesre finalmente stata sbloccata), il primo, nonché unico, progetto è la trasformazione dell’ex gasometro di San Frediano di Firenze che, al centro del concorso Europan 4 vinto da Iñigo de Viar, è diventato parte di un’area pubblica.

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