Rigenerazione urbana: Amanda Levete e Arup lanciano Pitch/Pitch | Architetto.info

Rigenerazione urbana: Amanda Levete e Arup lanciano Pitch/Pitch

Temporaneo, modulare e in fibra di carbonio, Pitch/Pitch si propone come soluzione del recupero di vuoti urbani attraverso la realizzazione di campi da calcetto impilabili

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Un numero sempre più alto di esempi recenti dimostra come la rigenerazione urbana possa passare anche attraverso azioni alla scala micro e interventi che realizzano spazi per l’attività sportiva e per l’aggregazione. Su questa falsariga, Amanda Levete e Arup hanno sviluppato pitch/pitch, un progetto che, oggi alla ricerca di sponsor e finanziatori, si propone per il recupero di aree residuali e vuoti urbani attraverso la creazione di campi da calcetto, ma adatti anche per altri utilizzi, ospitati all’interno di strutture leggere, modulari e temporanee.

Diffuso per adesso attraverso rendering, il sistema pitch/pitch troverebbe buone collocazioni all’interno di intervento come EstoNonEsUnSolar a Saragozza, progetto esposto nel padiglione Italia alla Biennale di architettura diretta da Alejandro Aravena. Già impostato da un punto di vista strutturale da Arup, propone una delle possibili versioni del nuovo millennio, altamente tecnologica, dei campetti urbani improvvisati e delle aree gioco pubbliche, anche solo minimamente attrezzate con porte e recinzioni.

Nelle intenzioni di Amanda Levete, l’idea si rivolge al contesto londinese e nasce da una doppia necessità: da una parte, il sopperire alla mancanza cronica di spazi per la pratica dello sport, e in particolare per lo sport più giocato al mondo; dall’altra, cercare di sfruttare il progetto come occasione per l’avvio di micro interventi di rigenerazione urbana, permanenti o temporanei, che possono essere sparsi per la città.

La struttura di pitch/pitch, modulare e impilabile, è piuttosto semplice. Si imposta su un elemento di base a pianta rettangolare che comprende lo spazio per un campetto regolamentare per il calcio a 5 (le cui dimensioni minime sono 25×15 m) a cui non sono affiancate strutture di supporto o servizio, come spogliatoi e bagni. Lungo uno dei lati corti è possibile posizionare una scala che permette di salire i diversi piani che si ritiene necessario realizzare uno sull’altro. Le ridotte dimensioni consentono il flessibile posizionamento del sistema anche negli spazi urbani più piccoli o dai perimetri difficili, mentre la sua possibilità di crescere in altezza è legata alla portanza massima delle strutture, che devono reggere se stesse e il peso di tutti i possibili occupanti dei diversi livelli. Il sistema vuole essere di facile montaggio e veloce smontaggio per utilizzi temporanei ma anche più prolungati nel tempo.

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Mentre nessun dettaglio è stato per adesso diffuso circa le caratteristiche della piastra di supporto del campetto (si intravede una superficie alveolare a maglia esagonale) o delle sue possibilità massime di crescere in altezza con i piani, la leggerezza della filiforme struttura e la sua portanza sono garantite dalla fibra di carbonio, materiale tecnologico non nuovo negli impieghi architettonici. Kengo Kuma, ad esempio, ne aveva sfruttato le caratteristiche per un sistema sperimentale, e decisamente originale, di protezione degli edifici dai terremoti, utilizzandolo nella ristrutturazione della Komatsu Seiren. La stessa Amanda Levete sta da tempo sperimentando usi che lo scorso anno l’hanno portata a realizzare l’MPavilion di Melbourne, il cui spazio eventi è protetto da una copertura fitomorfa la cui superficie è composta da 13 sottili fogli di vetroresina a forma di petalo sorretti e irrobustiti da steli ed elementi in fibra di carbonio.

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La struttura portante di pitch/pitch è composta dalla ripetizione di elementi-portale uniti tra loro da controventi orizzontali composti da una base di coppie di pilastrini inclinati e convergenti alla cui estremità sostengono quattro sottili braccia che reggono due travetti armati con contraffisso centrale.

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In attesa dello sviluppo concreto del sistema e di finanziatori, i potenziali utilizzi potrebbero essere molteplici, pubblici e privati, con vantaggi sia per la città che per i cittadini. Essendo collocabile in ogni superficie di dimensioni sufficientemente ampie, può riempire vuoti urbani per il tempo necessario, ospitando attività limitate solo dallo spazio a disposizione.

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