Rinnovamenti edilizi: l'asilo nido di rue Jules Guesde | Architetto.info

Rinnovamenti edilizi: l’asilo nido di rue Jules Guesde

Lo studio francese B+C, di Giovanni Bellaviti e Dino Constantin Coursaris, firma insieme a Enrico D'Agostino l'ammodernamento di una creche parigina di fine Ottocento

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Il progetto realizzato a Parigi in rue Jules Guesde da B+C architectes insieme all’architecte du patrimoine Enrico D’Agostino, specializzato in interventi sui complessi storici, è l’adattamento e riammodernamento di una struttura di proprietà della Città di Parigi da sempre adibita ad asilo nido risalente alla fine dell’Ottocento.

Il rinnovamento è stato sviluppato da uno studio che, con sede a Parigi, parla molto italiano: l’agence B+C è stata infatti costituita nel 2004 dall’italiano Giovanni Bellaviti, nato a Castellammare di Stabia e laureato alla Facoltà di Architettura di Napoli, e dal britannico-cipriota Dino Constantin Coursaris, laureato all’Università di Nottingham. Insieme dal 1999, prima della costituzione di B+C hanno alle spalle esperienze che li hanno portati a lavorare lungamente all’interno degli studi di Dominique Perrault (Coursaris) e Massimiliano Fuksas (Bellaviti).

L’edificio originario, collocato nel XIV arrondissement, venne eretto nel 1898, epoca di cui le ampie vetrate e i mattoni policromi abbelliti da decorazioni floreali della facciata principale conservano i caratteri, e fu modificato una prima volta nel 1921, quando venne realizzato l’avancorpo in stile ancora ben visibile. Ed era bisognoso di un nuovo intervento di ammodernamento che ne modificasse la capienza, e quindi gli spazi a disposizione, e adeguasse gli interni alle richieste poste dall’uso e dalla normativa.

Il progetto ha così sviluppato una nuova organizzazione interna in un edificio distribuito su tre livelli di cui uno, visibile e da sempre utilizzato come area di servizio, parzialmente al di sotto del piano stradale. E ha recuperato una superficie interna di 620 mq. Le ulteriori aree per i bambini sono state ricavate recuperando l’ultimo piano, precedentemente adibito ad alloggio per la direttrice, e liberando il piano terreno da un ingresso principale spostato nel seminterrato, dove sono stati realizzati una nuova chiusura completamente vetrata in sostituzione delle vecchie murature e uno spazio esterno di accesso, pavimentato con assi di legno, introdotto da una nuova scala con rampa.

 

 

Il nuovo accesso (© Sébastien Morel)

 

Il cantiere dei lavori di modifica della facciata (© B+C)

 

 

Internamente, spazi fortemente illuminati da luce naturale (già abbondante nel progetto originario, impostato seguendo i dettati dei manuali e delle riviste di ingegneria sanitaria dell’epoca) sono stati rivisti nelle partizioni e nei colori, che sugli elementi verticali prediligono le trasparenze dei divisori vetrati, il bianco e i toni chiari mentre spostano colori più accesi sulle pavimentazioni. I locali di servizio sono stati addossati ai muri laterali per destinare il più possibile le ampie finestre di facciata all’illuminazione e aerazione naturale dei locali.

© Sébastien Morel

 

Le strutture originarie sono state mantenute il più possibile, come nel grande spazio rivolto verso il piccolo giardino posteriore: coperto da un tetto a doppia falda sorretto da travi in ghisa, realizzato secondo i numerosi esempi che l’ingegneria e l’architettura coeve stavano elaborando e sperimentando, apre nel suo centro un lucernario e viene mantenuto nel recente rinnovamento, che posiziona al suo interno un “igloo” destinato al riposo dei bambini collegato con l’esterno.

 

© Sébastien Morel

 

 

L’elemento più caratteristico introdotto dal progetto di rinnovamento dell’edificio si realizza nella parte posteriore del lotto, profondamente e completamente modificata. In sostituzione di una facciata originaria pressoché cieca e prospicente la piccola corte interna circondata da alti edifici, è stata infatti realizzata una nuova parete traslucida in policarbonato sorretto da una struttura metallica. La nuova facciata ha molteplici funzioni: la sua superficie continua trasparente consente infatti un ingresso costante della luce naturale nella parte posteriore dell’edificio, che in questo modo può sfruttare al meglio anche questi spazi prima sacrificati, e acquista una valenza estetica attraverso i disegni di alberi e animali stilizzati dalle trame del metallo esterno, che riprendono in chiave contemporanea le decorazioni floreali e zoomorfe tipiche dell’epoca liberty.

© Sébastien Morel

 

 

 

 

 

 

 

 

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