Rinnovamenti edilizi: l’iD Town Youth Hotel di O-office Architects | Architetto.info

Rinnovamenti edilizi: l’iD Town Youth Hotel di O-office Architects

In posizione strategica tra Shenzhen e la lussureggiante penisola di Dapeng, recupera il dormitorio di un’ex fabbrica di stampa e tintura lasciandone a completa vista la struttura e i segni del tempo

© Chaos.Z
© Chaos.Z
image_pdf

L’iD-Town Youth Hotel, progettato dallo studio cinese O-office Architects, fa parte del recupero dell’Honghua printing and dyeing factory, testimonianza ex industriale eretta nella lussureggiante costa ad est di Shenzhen, in posizione strategica tra la metropoli che fronteggia Hong Kong e un’importante area turistica. Immerso nel verde paesaggio di una collina affacciata sul mare, l’ostello è infatti vicinissimo alla penisola di Dapeng e alle sue riserve naturali e alle spiagge sabbiose di Mirs Bay.

Eretto nel 1989 per la stampa e la colorazione di tessuti e abbandonato nel 2001 in seguito al fallimento dell’azienda, il complesso industriale si sviluppava all’interno di un’area di circa 12 ettari componendosi di 18 edifici diversi: capannoni per la produzione, palazzine per gli uffici e i servizi e un blocco a più livelli, e di maggiori dimensioni, che ospitava il dormitorio per i dipendenti della fabbrica. Dal punto di vista formale e costruttivo, una funzionalità che non ha lasciato spazio a vezzi né decorazioni ha guidato la realizzazione di strutture in cemento armato prefabbricato che hanno definito capannoni a pianta rettangolare e tetto a doppia falda sorretti da portali e semplici edifici con i tetti piani.

La realizzazione di una struttura ricettiva aggiunge un tassello al progetto pluriennale di creazione di un nuovo distretto dedicato all’arte che ha dato una nuova identità alla vecchia fabbrica, trasformandola nell’iD Town. Cifra tipica dell’approccio all’esistente di O-office Architects, l’intervento ha seguito canoni tipicamente “occidentali”, agendo su strutture di scarso valore, non vecchie ma già attaccate dall’acqua e dalla corrosione in seguito all’abbandono. Il recupero dell’esistente che rispetta l’edificio e dà importanza alla sua storia e al mantenimento delle strutture originarie è infatti uno dei temi che affascina lo studio basato a Guangzhou fondato da He Jianxiang e Jiang Ying (entrambi formatisi in Cina ma anche in Europa), che dal 2012 recupera e occupa l’ultimo piano dei silos di un’ex fabbrica di birra da loro rinnovati nel quartiere di Liwan.

Materiali grezzi, vetro, metallo e un uso misurato del colore sono alla base di un intervento che è sorto accanto alla galleria d’arte inaugurata nel 2014 e realizzata, sempre su progetto di O-office Architects, come primo pezzo di un distretto che nei prossimi anni dovrebbe comprendere anche un ristorante e un museo. L’iD Town Youth Hotel ha trasformato i quattro piani fuori terra del vecchio dormitorio senza cambiarne la funzione originaria, ammodernandone un esterno in cui sono mantenuti i materiali e tutti i segni lasciati dal tempo e aggiungendo nuove parti, in cemento armato a vista o metallo, ridotte all’indispensabile per la rifunzionalizzazione dell’edificio.

14_Youth_Hotel

Sviluppato su commissione di MJH Group, l’hotel è organizzato planimetricamente in modo estremamente semplice. Mentre il piano terreno è destinato agli spazi comuni (ingresso con reception, piccola cucina a disposizione degli ospiti collegata a due sale da pranzo) e a quelli a disposizione dei dipendenti (con tre camere da letto con servizi), i piani primo, secondo e terzo ospitano le stanze. Tutte di uguali dimensioni, si aprono in successione sui lati di un corridoio centrale di distribuzione occupando un rettangolo di base che alle estremità si sporge in due blocchi contenenti spazi di servizio e camere: due blocchi scala e bagni comuni con le docce al primo piano, dove le 14 camere ne sono prive, scale e camere a quelli superiori, dove invece le stanze diventano più private.

Approfondisci: 

Scegliere gli arredi per hotel e alberghi: cinque consigli

Progettare hotel e alberghi: i fattori essenziali

Il progetto aggiunge il minimo indispensabile alla struttura sia dal punto di vista distributivo che formale. I vani scala e i corridoi rimangono infatti elementi aperti verso l’esterno e non sono stati aggiunti ascensori. Le aperture originarie non si modificano nelle dimensioni, anche se nuovi volumi metallici neri e sporgenti si giustappongono in modo regolare alle facciate, contenenti le finestre e piccoli volumi tecnici per la climatizzazione interna in corrispondenza delle camere e ampie finestrature dal vetro colorato al piano terra.

Sia all’interno che all’esterno, tutte le strutture aggiunte sono visibili e metalliche, a partire dalle putrelle che al piano terra hanno aperto la pianta attraverso la demolizione di parte dei setti di base. Le camere e gli spazi comuni sono semplici ma contemporanei negli arredi e nelle finiture, virate su varie tonalità di grigio nelle pavimentazioni, sul bianco (nei controsoffitti delle stanze, degli spazi comuni e dei corridoi) e sul colore (nelle pareti e nelle finestre che circondano le porte di accesso).

Leggi anche: L’ostello libreria a Kyoto

Copyright © - Riproduzione riservata
L'autore
Rinnovamenti edilizi: l’iD Town Youth Hotel di O-office Architects Architetto.info