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Rinnovamento edilizio: lo studio legale Tosetto, Weigmann e associati a Torino

Progettato da Marc, la sede dello studio legale Tosetto Weigmann riesce a rinnovare un organismo edilizio di pregio attraverso un utilizzo intelligente di un vincolo

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Lo scalone storico

© Beppe Giardino

 

 

La sede dello studio Tosetto, Weigmann e associati è un progetto di rinnovamento e rifunzionalizzazione edilizia realizzato a Torino dallo Studio Marc.

La storia dell’edificio scelto dallo studio legale come nuova sede torinese, insieme al suo indubbio pregio, lo accomuna a molti esempi di architetture rintracciabili nelle città italiane. Eretto nel 1906 come residenza di Ernesto Balbo Bertone di Sambuy, sindaco di Torino dal 1883 al 1886 e poi deputato e senatore, cambiò negli anni funzioni e utilizzi per diventare una scuola, nella parte della sua vita immediatamente precedente all’attuale trasformazione.

 

Lo stato di fatto

© Beppe Giardino
 

 

 

Sorge in un’area che, ai margini del centro cittadino, ha sviluppato una vocazione alla residenza e al terziario e servizi di livello medio e alto, dove trovano sede le vicine Galleria d’Arte Moderna, l’Unione Industriale e gli uffici centrali e di rappresentanza di molte banche, assicurazioni e fondazioni. La palazzina, che si eleva simmetrica per quattro piani fuori terra, conserva i caratteri stilistici dell’epoca di realizzazione, che i regolamenti cittadini e della locale Soprintendenza impongono di rispettare vietando interventi a modifica dell’esterno e limitando le possibilità di trasformazione interne, rese tuttavia più ampie dalla non originalità dei piani superiori al terreno perché ricostruiti in seguito ai bombardamenti della seconda guerra mondiale.

 

 

 

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L’intervento sull’esterno si è così limitato a un restauro conservativo di intonaci e balaustre metalliche, elementi di lattoneria e ripristino del colore. All’interno l’azione progettuale ha invece distribuito gli ambienti a servizio di 50 tra avvocati, praticanti e personale di segreteria, in modo chiaro: ha collocato l’archivio nell’interrato, destinando il piano terreno, conservato pressoché integro nelle decorazioni di pareti e soffitti e nelle pavimentazioni come imposto dalla Soprintendenza, alle funzioni più “pubbliche” e i restanti piani agli uffici.

Nel piano rialzato si trovano così la reception, in posizione centrale, e sale riunioni di diverse dimensioni partite dai muri originari e da nuovi pannelli traslucidi che riescono contemporaneamente a garantire un essenziale isolamento visivo e acustico e il passaggio della luce.

 

 

 

 

Planimetrie piano rialzato e primo
© Marc

 

Nel piano rialzato si trovano così la reception, in posizione centrale, e sale riunioni di diverse dimensioni partite dai muri originari e da nuovi pannelli traslucidi che riescono contemporaneamente a garantire un essenziale isolamento visivo acustico e il passaggio della luce.

 

Piano rialzato: l’ingresso e una sala riunioni

© Beppe Giardino
 

 

Gli uffici e tutti gli spazi ad essi connessi sono distribuiti ai piani superiori, dove è di nuovo una soluzione centrale a dettare l’organizzare degli spazi: accorpando le aree di segreteria e di servizio nel centro, gli uffici, tutti di dimensioni piuttosto ridotte, si distribuiscono lungo il perimetro esterno dell’edificio.

Nel sottotetto infine trovano infine posto aree di servizio e locali mensa per il personale.

 

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L’insieme degli stretti vincoli gravanti sull’edificio non ha tuttavia impedito l’inserimento nel complesso edilizio di due elementi nuovi. Il primo è il blocco scala con ascensore centrale che collega tutti i livelli, dall’interrato all’attico: collocato accanto alle tre rampe dello scalone storico, prende luce dall’alto, dal nuovo lucernario realizzato sul tetto, e la trasmette ai livelli inferiori grazie alla leggerezza del materiale che utilizza, la lamiera forata con cui realizza pianerottoli e alzate e pedate delle scale.

 

 

La nuova scala

© Beppe Giardino
 

 

 

Il secondo è il fulcro dell’intervento, idea guida che definisce il progetto volumetricamente, funzionalmente e distributivamente: è la nuova biblioteca, la cui realizzazione rappresenta una risposta intelligente all’ostacolo posto dal vincolo che vietava l’incremento di slp impedendo di avere nuovi spazi.

La proposta progettuale imposta nella quasi doppia altezza del piano nobile un nuovo soppalco che, adibito a un uso per il prg non crea nuova superficie, deposito per i libri, s’inserisce nel cuore dell’edificio con un volume che si compenetra con l’esistente. La struttura portante è costituita da una scatola metallica appesa a una trave reticolare che si appoggia alla muratura portante esistente, con pilastri nascosti inseriti nello spessore dei muri e una piastra di appoggio per i piani di calpestio costituita da un’orditura di travi metalliche a doppio T che in parte appoggiati ai muri e in parte ancorati.I soppalchi a livello planimetrico sono volutamente discontinui e non si appoggiano alla muratura, espediente che ha consentito di aggiungere superfici che non incrementassero la slp senza inficiare la fruibilità di uno spazio essenziale per uno studio legale, facendo diventare i muri, dotati di apposite mensole, scaffali fissi per la conservazione dei libri.

 


 

 

 

 

Planimetria e sezione del soppalco

© Marc
 

 

Il piano di calpestio è un pacchetto di lamiera grecata riempita con un getto di cemento che ingloba una rete elettrosaldata e si appoggia alla base della gabbia strutturale, costituita da un’orditura di travi metalliche a doppio T.

 

 

 

© Beppe Giardino
 

 

 

I crediti del progetto

 

Progetto: Marc (Subhash Mukerjee, Michele Bonino), Lucia Baima, Cristina Cordeschi, Cinthya Luglio, Francesco Strocchio, Tommaso Rocca (collaboratori)

Consulenti: FRED – Materia ed energia

Superficie: 1500 mq

Cronologia: 2011
 

 
 
 

 

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