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Rivestimenti metallici per facciate con immersione a caldo: la zincatura

La zincatura a caldo, uno tra i più diffusi processi di rivestimento per le superfici metalliche

Tipica superficie in acciaio zincato a caldo (Foto © Alessandro Premier)
Tipica superficie in acciaio zincato a caldo (Foto © Alessandro Premier)
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Tra i più noti processi di rivestimento metallico vi è sicuramente la zincatura a caldo. La zincatura a caldo è il rivestimento galvanico che si forma quando l’acciaio lavorato viene immerso nello zinco fuso. Questo processo è chiamato anche galvanizzazione per immersione a caldo.

Il rivestimento di zinco ricopre totalmente il manufatto in acciaio, incluse le superfici interne dei manufatti cavi, e si salda alla superficie del materiale sottostante creando una lega tra zinco e acciaio. Si forma in tal modo una protezione tenace, resistente e durevole che preserva l’acciaio dalla corrosione.

Prima di zincare è necessario pulire l’acciaio sgrassandolo e decapandolo in modo da ottenere una superficie chimicamente pulita; spesso, infatti, la superficie dell’acciaio lavorato è contaminata da ruggine o olio.

La reazione galvanica tra zinco e acciaio avviene nello zinco fuso, a una temperatura tra i 440 °C e i 460 °C. I due metalli reagiscono rapidamente, e di norma è sufficiente che l’acciaio rimanga immerso nello zinco per qualche minuto affinché avvenga la reazione. Il manufatto viene tolto dallo zinco a reazione ultimata.

Sebbene a quel punto il rivestimento di zinco si è già formato, la reazione nella struttura interna continua fino a quando l’oggetto raggiunge temperature intorno ai 200 °C.

Appena usciti dal processo produttivo i manufatti zincati hanno un aspetto lucente. Dopo un certo periodo il loro colore cambia, trasformandosi in un grigio metallico spento: quindi si forma una patina di ossido autoprotettiva come risultato della reazione tra lo zinco e l’aria umida.
Lo strato di zinco viene chiamato anche protezione di sacrificio perché si “sacrifica” per proteggere l’acciaio a cui è legato.

Grazie al rivestimento galvanico, un manufatto in acciaio anche dopo molti anni senza manutenzione conserva ancora la sua integrità strutturale.

La zincatura a caldo sui rotoli di lamiera per rivestimenti architettonici avviene per lo più con il metodo in continuo. È un processo molto simile a quello a caldo ma viene effettuato su nastri di acciaio o su fili, permettendo di trattare in maniera continua e rapida grosse quantità di materiale.

Il materiale viene srotolato, fatto passare in vasche che effettuano i cicli di preparazione, introdotto in un forno che lo porta a una temperatura uniforme e infine fatto passare per una vasca contenente zinco fuso. Dei “coltelli ad aria” rimuovono l’eccesso di zinco depositato sul materiale e permettono di creare uno strato protettivo uniforme. Il materiale viene successivamente raffreddato e riavvolto in bobine (per il filo) o coil (per la lamiera). La continuità del processo si ottiene saldando la coda di un nastro alla testa di quello successivo.

La zincatura a caldo può essere applicata anche all’alluminio, mentre l’acciaio può essere rivestito anche con leghe di alluminio-zinco (GalFan® e Galvalume®) e con altri metalli come piombo e stagno.
Questi trattamenti non precludono la possibilità di una successiva verniciatura.

I rivestimenti per immersione a caldo consentono di ottenere un film superficiale più resistente e duraturo rispetto a quelli elettrolitici. L’uso dell’una o dell’altra tecnologia dipende dall’impiego finale del manufatto.

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