Schermature solari come mashrabiya arabe per Vertical Itaim di studiomk27 | Architetto.info

Schermature solari come mashrabiya arabe per Vertical Itaim di studiomk27

Schermature solari che richiamano le mashrabiya arabe e facciate dinamiche per la torre residenziale firmata studiomk27 a San Paolo del Brasile

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Vertical Itaim, torre residenziale realizzata a San Paolo, è un progetto di studiomk27 con Carolina Castroviejo, fondato all’inizio degli anni ottanta dall’architetto-cineasta Marcio Kogan.

Laureato nel 1976 all’Università Mackenzie di San Paolo, Kogan è oggi uno dei nomi più significativi dell’architettura contemporanea brasiliana e porta avanti un’attività multidisciplinare che spesso sconfina nel cinema, sua passione fin dagli inizi della sua attività professionale. Con il suo studio, che attualmente occupa circa una ventina di presone, è progettista di architetture che si pongono in continuità con la forte tradizione della scuola brutalista paulista di architetti come Vilanova Artigas, Lina Bo Bardi e Paulo Mendes da Rocha, fatte di edifici frutto di composizioni di volumi puri in cui il largo uso, strutturale ed estetico, del cemento armato lasciato a vista è spesso affiancato da legno, vetro, metallo e materiali di origine industriale.

Presente anche nel 2014, l’importanza del suo lavoro è stata al centro della partecipazione brasiliana alla Biennale di Architettura di Venezia del 2012, quando il curatore Lauro Cavalcanti ha dedicato a Kogan e a Lúcio Costa, che nel 1956 firmò il piano urbanistico di Brasilia, il tema del padiglione nazionale. E all’interno di “ConVivência. Lúcio Costa e Marcio Kogan”, un Kogan architetto-regista ha realizzato “Peep”, ironica installazione in cui il visitatore veniva materialmente invitato a spiare dal buco della serratura uno spaccato del Brasile contemporaneo raccontato attraverso i modi di vivere di proprietari e personale di servizio all’interno della sua Villa V4.

 

 

 

E anche Vertical Itaim, edificio destinato al mercato immobiliare di alto livello della città, si colloca in pieno nel tracciato di questo cammino.

 

 

 

Completato nel 2014 nel quartiere Itaim Bibi, è una torre residenziale che si sviluppa per 14 piani fuori terra e 3 sotterranei. Un volume puro è ispiratore del contenitore, un parallelepipedo a base quadrata ritmato verticalmente dallo sporto dei solai che scandiscono la successione dei piani. Strutturalmente è sorretto da una gabbia in cemento armato e metallo con nucleo centrale all’interno del quale sono posizionate le strutture di connessione verticale, una scala e due ascensori con accessi e sbarchi separati.

Gli appartamenti, a tutti i piani di 140 mq eccetto l’attico multilivello che occupa l’ultimo piano, sviluppano una successione circolare degli ambienti attorno al nucleo centrale. Sono serviti da due accessi, uno di servizio che si apre sulla cucina e l’altro, a cui si arriva solo e direttamente da uno dei due ascensori, che introduce al soggiorno. Dalla zona giorno si accede a quella notte che a seconda dell’organizzazione interna ha una o più camere da letto servite da un bagno con accesso diretto.

 

© studiomk27

 

 

Elemento caratterizzante dell’edificio, e non nuovo nei progetti di Kogan che vi ricorre ad esempio nel 2012 nel progetto per lo studio fotografico Studio R, sono le particolari finiture di facciata. Sui versanti meno esposti alla luce del sole, dove sono collocate le aree di servizio, enormi e grezze superfici di cemento a vista, su cui le casseforme hanno lasciato in forte evidenza le trame del legno, contornano le aperture finestrate.

Dove invece il sole ha una presenza importante, in particolare sulle facciate a nord, est e ovest, la soluzione individuata trae spunto dalle tradizionali mashrabiya arabe, che, prendendo il nome dal particolare tipo di intagli di legno, sono da sempre un ottimo sistema di raffrescamento passivo portato in Brasile dai portoghesi. Delimitate dagli sporti dei solai, le chiusure verticali sono così costituite da elementi doppi che nella parte interna alternano aperture finestrate, opache e i vuoti di balconi e terrazzi, mentre all’esterno posizionano schermature parzialmente mobili e apribili a tutt’altezza.

© Pedro Vannucchi

 
 
© Pedro Vannucchi 

 

Queste sono costituite da pannelli di legno forato che, oltre a controllare il passaggio di luce e calore, hanno un’importante valenza estetica e differenziano le facciate in funzione della percentuale di copertura: quando chiuse, creano superfici continue e all’apparenza compatte, quando sono aperte movimentano invece facciate che sono anche in grado di mutare il loro aspetto tra il giorno e la notte, quando la luce interna filtra attraverso i fori della trama.

 

 
 
 

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