Edilizia scolastica: la Scuola materna a Pozzuolo Martesana (Mi) | Architetto.info

Edilizia scolastica: la Scuola materna a Pozzuolo Martesana (Mi)

L’architetto Marco Dezzi Bardeschi ha individuato nelle sette sezioni della scuola materna di Pozzuolo Martesana il riferimento alle sette arti liberali

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di Igor Maglica

Un eccellente esempio di edilizia scolastica è il progetto realizzato a Pozzuolo Martesana (Milano) dall’Arch. M. Dezzi Bardeschi, notoriamente capace di connotare le sue opere con una visione fantastica armonizzando le geometrie. L’edificio scolastico che segue è estremamente funzionale e attivo nell’ambiente che lo ospita. Rappresenta uno strumento vitale, utile allo svolgimento della quotidianità relazionale e didattica.

 

Auspichiamo che i bambini (…), a contatto con gli spazi, i materiali e i colori primari di cui è costituita la loro propria scuola, sviluppino una pratica fisiologica consapevole delle sensazioni e delle emozioni”.

La scuola rappresenta “la loro prima possibilità di sperimentare forme di relazione diverse da quelle della famiglia”. È per questo che, nella progettazione di una scuola materna, “l’architettura ha la responsabilità di creare spazi che favoriscano la libertà delle esperienze e la sperimentazione dei sensi che sono alla base della conoscenza”.

A partire da queste premesse progettuali di carattere generale, Marco Dezzi Bardeschi individua nelle sette sezioni della scuola materna di Pozzuolo Martesana (Milano) il riferimento alle sette arti liberali secondo il modello della scuola umanistica del Trivio (Grammatica, Retorica, Dialettica) e del Quadrivio (Musica, Astronomia, Geometria e Aritmetica). Ma le possibili associazioni simbolico-concettuali non si fermano qui: il “vero” riferimento è il Trattato delle stelle fisse e dei pianeti di Antonio di Tuccio Manetti; da una sua tavola nasce il collegamento tra i quattro elementi naturali (terra, acqua, aria e fuoco), i sette pianeti (come anche i colori della tradizione cosmologica), i dodici segni dello zodiaco e i trentasei decani, che fornisce lo spunto per la composizione finale.

L’organizzazione distributiva e funzionale dell’edificio, alto solo un piano, assume questo complesso sistema di plausibili rimandi concettuali presentando una pianta semicircolare di cerchi concentrici che si aprono a raggiera verso il giardino esterno posizionato a sud. L’ingresso principale è situato sul fronte opposto – in corrispondenza di un percorso centrale che attraversa la prima parte dell’edificio contenente una sala polivalente e il blocco degli uffici e servizi – e si raccorda al secondo anello di distribuzione alle aule scolastiche. Ogni aula occupa una porzione a pianta trapezoidale di circa 70 mq, ha accesso diretto dal corridoio di distribuzione semicircolare ed è organizzata in parti autonome caratterizzate dai relativi elementi mobili d’arredo.

Gli spazi così suddivisi sono dedicati sia allo svolgimento di attività libere o di movimento (nella parte interna), sia allo svolgimento di quelle ordinate (situate vicino alle pareti perimetrali). Tutto il sistema di spazi per le attività e i servizi è stato impostato, comunque, su una “grande flessibilità d’utilizzo in relazione ai diversi orientamenti educativi”.

Due a due, le sezioni – a parte, naturalmente, la settima, quella dispari – hanno in comune una sala mensa, un locale che può ospitare 56 bambini e che funge anche da spazio per attività specialistiche interclasse. Per quanto riguarda altre attività “secondarie”, l’edificio ospita un’aula polivalente, un’infermeria, gli uffici, l’archivio-ripostiglio, un piccolo deposito e i servizi igienici; inoltre, sul fronte est (con accesso diretto dall’esterno) si trovano i locali cucina, dispensa, lavanderia e i servizi per il personale.

La volumetria complessiva della scuola è caratterizzata da un’alternanza di volumi di diversa altezza con coperture piane e inclinate, a una o due falde, che articolano l’intera  composizione.

 

L’accesso sul lato nord è contraddistinto da una leggera pensilina a tre punte in macrolon e struttura in acciaio. Il fronte sud mette invece in mostra ampie portefinestre che, oltre a garantire un’illuminazione adeguata, permettono l’accesso diretto dalle sezioni al giardino

Un pergolato di travi lamellari con la funzione di parasole, posizionato di fronte ad ogni singola aula, costituisce un ulteriore elemento architettonico che contribuisce alla conformazione dell’intero prospetto.

L’involucro esterno dell’edificio è caratterizzato dall’impiego di mattoni facci a vista, materiale ben presente nella tradizione costruttiva lombarda. Alcuni corsi dei mattoni, posati a fasce alternate “rosse” e “gialle”, sono lievemente aggettanti rispetto al paramento esterno e segnano il piano di facciata con sottili linee d’ombra. La qualità materica e cromatica delle tessiture murarie è evidenziata anche dal sapiente disegno della cornice di coronamento (mattoni disposti di coltello e sporgenti) e dell’attacco a terra (corsi arretrati) del volume della scuola, oltre che dalla “classica” soluzione d’angolo.

Fonte: Igor Maglica, architetto libero professionista,pubblicato su “Costruire in Laterizio”, n. 118

 

 

 

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