Com'è Seine Musicale, il grande polo musicale di Shigeru Ban e Jean de Gastines | Architetto.info

Com’è Seine Musicale, il grande polo musicale di Shigeru Ban e Jean de Gastines

Il nuovo polo per la musica progettato con Jean de Gastines ha realizzato il primo tassello di una sofferta trasformazione impostata da un masterplan firmato da Jean Nouvel. È caratterizzato da un auditorium dall’iconico volume ellissoide di Glulam e vetro

© Laurent Blossier
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La Seine Musicale, realizzata su progetto di Shigeru Ban e Jean de Gastines per un investimento complessivo di 170 milioni di euro, è ufficialmente aperta nella parte orientale dell’Île Seguin.

Realizza un nuovo polo per la musica con sala concerti (che è stata inaugurata da una performance di Bob Dylan) e un auditorium e fissa il primo importante tassello del difficile percorso di recupero di una parte di territorio urbano dall’importante passato industriale, che dall’inizio degli anni novanta attende l’avvio di un processo di rigenerazione urbana tra i più importanti e discussi a livello continentale.

Localizzata a sud ovest del centro di Parigi, in direzione della reggia di Versailles, l’Île Seguin prende il nome dal chimico Armand Seguin, che ne entra in possesso alla fine del XVIII secolo per sperimentarci nuovi processi di concia delle pelli e del cuoio. Dalla fine degli anni venti del Novecento, dopo essere stata acquistata da Louis Renault, vede nascere uno stabilimento che nei decenni successivi produce alcuni dei modelli più famosi della casa automobilistica francese. L’attività cessa definitivamente nel 1992, anno dopo il quale si apre un lungo periodo di difficoltà, con progetti impostati e poi abbandonati e l’imprenditore del lusso François Pinault intenzionato, ma senza successo, a fare diventare l’isola la sede di una Fondazione per cui poi verrà preferita Venezia, con Palazzo Grassi e una Punta della Dogana completamente rinnovata da Tadao Ando.

Il 2010 è l’anno di svolta. Prende avvio un processo, progettuale e costruttivo gestito da Bouygues Constrution, che in poco più di quattro anni porta l’apertura della Seine Musicale (il permesso di costruire è depositato nel 2013): il Conseil Départemental des Hauts de Seine acquista, per la simbolica cifra di 1 euro, un terzo dell’isola e dà vita a un partenariato con i privati di Tempo – Île Seguin, che compartecipano con 50 milioni di euro il costo complessivo dell’operazione coordinando progettazione e realizzazione. In cambio ottengono l’affidamento del polo e della sua gestione per trent’anni, al termine dei quali il complesso ritornerà al Dipartimento.

All’acquisizione segue l’impostazione di un masterplan per tutta l’isola affidato a Jean Nouvel, che nel complesso prevede la realizzazione di 255.000 mq di residenze, uffici, un hotel e spazi di servizio organizzati attorno a due poli destinati all’arte e alla musica. 84.000 sono i mq dedicati alla cultura.

Inserita in questo contesto, la Seine Musicale nasce su un’area di 2,35 ettari con una superficie di 36.500 mq, suddivisa tra una sala concerti con posti variabili dai 4.000 ai 6.000 e un auditorium da 1.150 posti, ideati dalla coppia di progettisti autori del Centro Pompidou di Metz. Il complesso è circondato da 7.500 mq di area verde disegnata dai paesaggisti Bassinet Turquin Paysage e richiama nella sua impostazione la prua di una nave, definita dall’acqua della Senna e da solidi setti in calcestruzzo armato, su cui svetta il traslucido volume ellissoide dell’auditorium.

La sala concerti, che con i suoi locali di servizio crea una cittadella della musica con studi prove e di registrazione e gli spazi dell’orchestra locale, è introdotta da un ingresso rivolto verso il centro dell’isola su cui svetta un imponente schermo LED di 800 mq di superficie, accanto al quale una successione di scale permette di accedere al un tetto giardino pedonale. Completamente chiusa verso l’esterno, ha un soffitto di 3.400 mq completamente rivestito da un mosaico di 7 milioni di piastrelle cangianti.

Iconico elemento a definizione dell’identità di un complesso che si è voluto simbolico sia di un’importante e attesa trasformazione urbana che di un ambizioso progetto culturale del Conseil départemental (il rafforzamento della Vallée de la culture), il volume dell’auditorium è racchiuso in un involucro di vetro e legno, materiale prediletto dall’architetto giapponese. La struttura di base impostato su una struttura a base esagonale costituita da 4.000 mq di vetro e più di 1.700 elementi di carpenteria di legno lamellare firbo-rinforzato (Glulam) di abete rosso e faggio progettati, forniti e montati dai tedeschi di Hess Timber.

Una grande vela alta 45 m e impostata su una struttura reticolare metallica è rivestita da oltre 800 mq di pannelli fotovoltaici. La struttura è in grado di muoversi attorno alla base dell’ellissoide alla velocità di 0,08 m/s per seguire il sole e massimizzare in questo modo lo sfruttamento di una fonte rinnovabile di approvvigionamento energetico.

Lo sforzo è stato ingente, il progetto di recupero importante, ma il bilancio effettivo dell’operazione è ancora aperto e tutto da vedersi nel tempo.

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