SelgasCano per Second Home Lisboa: il secondo ufficio più bello del mondo? | Architetto.info

SelgasCano per Second Home Lisboa: il secondo ufficio più bello del mondo?

Dopo Londra, aperta a Lisbona la seconda sede della società britannica, uno spazio coworking per start up innovative di 12.000 mq, luminoso, colorato e punteggiato da oltre 1.000 piante

© Iwan Baan
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Dopo la progettazione dei fortunati (e celebrati dalla critica e dalla stampa di settore) spazi coworking londinesi, SelgasCano consolida la collaborazione con l’innovativa società londinese Second Home: a firma dello studio spagnolo di Josè Selgas e Lucía Cano è infatti stato aperto Second Home Lisboa, la seconda sede della società (entro il 2017 ne apriranno altre due, a Holland Park e London Fields) e la prima al di fuori dei confini britannici.

I nuovi uffici portoghesi, impostati su un modello già collaudato nell’East London arrivato dopo la realizzazione della loro versione del Serpentine Pavilion (2015) che ha dato loro visibilità internazionale, occupano un totale di 12.000 mq e nascono per dare uno spazio di lavoro alle nuove forme di lavoro “nomade” e alle start up creative e innovative attrezzato e flessibile, connesso, friendly, familiare e attento all’ambiente, ma anche luminoso, colorato e soprattutto bello da vedere. A partire dalla location: Second Home Lisboa si colloca infatti nel rinnovato complesso del Mercado do Ribeira, storico mercato cittadino ospitato da un caratteristico edificio eretto a fine Ottocento dalla facciata eclettica e l’interno in ferro e vetro che nel 2014 è stato trasformato, diventando un punto di attrazione diurno e serale per locali e turisti in cui è possibile acquistare generi alimentari, mangiare e trascorrere il tempo libero. E, da non molto, anche lavorare.

Il progetto Second Home nasce a Londra dai soci Sam Aldenton e Rohan Silva e, rivolgendosi a scelte start up attive in ambiti diversificati ma di livello medio-alto accuratamente selezionate, si affida allo studio spagnolo per la progettazione di spazi coworking colorati e che, rispecchiando anche la filosofia progettuale di SelgasCano, “The Architectural Review” ha definito “il miglior ufficio al mondo” e “Business Insider” il “posto più cool al mondo in cui lavorare”.

Il coworking lisbonese occupa l’ultimo piano della manica orientale del complesso del mercato, impostato attorno a da due ampi padiglioni, e si distribuisce dentro un lungo spazio a L chiuso da un tetto a due falde spezzate da altrettanti lunghi e alti lucernari, simmetrici e continui. L’ingresso, accessibile dall’ingresso centrale del mercato al di sotto della cupola, introduce al braccio più corto della L, dove il progetto posiziona un lounge bar con le rispettive aree di servizio, che la sera può animare tutto lo spazio con ospitando eventi e piccoli concerti, un’area biblioteca comune e quattro sale riunioni chiuse da pannelli vetrati a cui sono addossate le librerie. Il lato lungo della L, separato, è invece destinato agli uffici e organizza le postazioni di lavoro in mezzo a un unico e sinuoso grande tavolo chiaro, di 70×10 m di dimensioni complessive, realizzato su disegno di SelgasCano in cui 1.200 piante (dalla sicuramente laboriosa manutenzione) diventano, con i loro vasi, divisori degli spazi, assorbitori dei rumori, moderatori della diffusione della polvere e garanti della privacy, oltre che, di giorno, della qualità dell’aria.

La luce è un elemento fondamentale per (ogni) ambiente di lavoro e qui è abbondante dappertutto. Oltre ai lucernari, sui lati lunghi della manica sono infatti ricavate ampie aperture finestrate continue, aperte sull’esterno e affacciate sul chiuso del padiglione orientale del mercato, interrotte solo dai pilastri su cui si appoggiano le capriate metalliche che reggono la copertura, lasciate a vista come l’intradosso del tetto e la sua struttura. La luce naturale è esaltata o smorzata a seconda delle necessità dai colori di fondo di soffitti, muri e arredi: nella parte delle postazioni di lavoro è massima, riflessa dallo sfondo del bianco di murature e soffitti e non disturbata dalla colorazione delle capriate, dipinte di giallo, arancio e verde acqua, mentre è minore, smorzata dalle sfumature del blu intenso che colorano soffitti, muri e strutture, all’ingresso e nell’area del bar e delle sale riunioni, dove inserti in giallo e magenta richiamano i tre colori primari.

Il riscaldamento e il raffrescamento sono gestiti attraverso pannelli radianti a pavimento, mentre un sistema naturale di ventilazione, mutuato da quelli in uso nelle serre, aiuta a gestire il ricambio dell’aria, e la sua qualità.

Second Home Lisboa e i suoi spazi non sono solo un luogo in cui lavorare, ma un sistema integrato che dentro i suoi spazi mette a disposizione anche un programma di incontri utili allo sviluppo delle attività imprenditoriali, la biblioteca all’ingresso (con più di 2.000 volumi) e lezioni di yoga e pilates.

Leggi anche: Serpentine Pavillion 2015: la crisalide di SelgasCano

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