Il Serpentine Pavilion 2018 sarà della messicana Frida Escobedo | Architetto.info

Il Serpentine Pavilion 2018 sarà della messicana Frida Escobedo

Diciottesimo progettista a essere incaricato dell’ormai prestigiosa commessa del Serpentine Pavilion, è anche la più giovane nella storia quasi ventennale del padiglione estivo realizzato ogni anno nei Kensington Gardens

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Frida Escobedo è stata incaricata di progettare il Serpentine Pavillion 2018. La giovane architetta messicana, nata nel 1979 a Città del Messico, iscrive così il suo nome nel sempre più prestigioso elenco degli architetti di fama internazionale che dal 2000 hanno sviluppato la loro proposta per l’espansione estiva dell’omonima galleria di arte moderna, ottenendo quella che è ormai diventata una sorta di consacrazione internazionale.

Nel mondo dell’architettura di oggi, questa nomina acquista valore sotto molti punti di vista. La Escobedo è infatti la seconda donna a cui è stato chiesto di elaborare la sua personale visione di un padiglione temporaneo che quest’anno, in cui altre due donne, Yvonne Farrell e Shelley McNamara, curano la Biennale di Architettura di Venezia, verrà aperto il 15 giugno nei Kensington Gardens. Il Serpentine Pavilion arriva in Messico dopo avere toccato il Burkina Faso con il progetto 2017 affidato a Diébédo Francis Kéré e quasi 20 anni di incarichi ai più importanti nomi maschili dell’architettura mondiale, da Peter Zumthor ad Alejandro Aravena, da Rem Koolhaas a Oscar Niemeyer, da Jean Nouvel a Bjarke Ingels: escludendo i sodalizi SANAA e Selgas Cano, il compito è toccato a una donna solo una volta, nel 2000 con Zaha Hadid che ha inaugurato la serie progettando il primo.

La Escobedo è anche il più giovane professionista incaricato e la sua provenienza, il Messico, rivolge l’attenzione verso un paese che ha prodotto grandi esempi di architettura che sono sempre stati troppo poco sotto i riflettori dei media internazionali.

Definito dal The Guardian un esempio di “architettura domestica messicana con un carattere distintamente britannico”, il padiglione pensato da Frida Escobedo per la galleria attualmente diretta dallo svizzero Hans Ulrich Obrist, di cui come di consueto in questo periodo vengono diffuse le prime immagini, prende le forme di un insieme in cui due volumi rettangolari chiusi da tetti a falde si chiudono verso l’esterno aprendosi verso una corte interna in cui è realizzato uno specchio d’acqua triangolare.

Con i muri esterni allineati con la Serpentine Gallery e le strutture interne in linea con la giacitura del meridiano di Greenwich, sceglie di utilizzare un elemento edilizio piuttosto comune nel Regno Unito per realizzare quelle che diventano delle grandi celosías a chiusura degli spazi interni: l’involucro è infatti progettato per essere costituito dalla sovrapposizione di strati successivi di coppi di cemento grigio scuro che, sfalsati, ripropongono in modo creativo i frangisole diffusi in tutto il mondo latino e creano suggestivi effetti visivi e luminosi.

Ancora relativamente lontana dal palcoscenico dall’architettura internazionale, la Escobedo è titolare di uno studio con sede a Città del Messico ed è estremamente attiva negli ambiti di biennali e triennali di architettura. Nel 2012 ha partecipato al padiglione messicano della Biennale di Architettura di Venezia diretta da David Chipperfield, dove è stata esposta la sua galleria Tallera Siqueiros, premiato intervento che trasforma uno studio d’artista a Cuernavaca avvolgendo l’edificio originario con una grande celosía esterna composta di elementi traforati di cemento. Partecipa alla Triennale di Architettura di Lisbona nel 2013, con la realizzazione di un palcoscenico civico a inclinazione variabile e piano di legno, e alla Biennale di Chicago nel 2015, anno in cui progetta anche un padiglione estivo per la corte interna del Victoria & Albert Museum di Londra.

Destinato come di consueto ad ospitare mostre d’arte e di architettura ed eventi, il Serpentine Pavilion 2018 avrà un’area bar a servizio del pubblico e sarà aperto fino al 7 ottobre.

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