Shigeru Ban e il legno: l'Aspen Art Museum | Architetto.info

Shigeru Ban e il legno: l’Aspen Art Museum

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Localizzato all’incrocio tra South Spring Street e East Hyman Avenue, il nuovo Aspen Art Museum (Aam) è il primo edificio completato negli Stati Uniti dall’architetto Premio Pritzker 2014 Shigeru Ban dopo il prestigioso riconoscimento.

Aperto ad agosto, il nuovo museo sostituisce il precedente, più piccolo, dopo che nel 2008 una selezione effettuata tra 36 studi internazionali aveva portato alla scelta e all’incarico dell’architetto giapponese. Realizza 3.100 mq espositivi per un costo totale di 45 milioni di dollari.

Distribuito su quattro livelli impostati su una struttura portante metallica, il primo sotterraneo e l’ultimo terrazzato, è progettato per creare ambienti il più possibile liberi da colonne e partizioni, flessibili e funzionali alle necessità di un museo privo di una collezione permanente. In tutto sei gallerie la più ampia delle quali ha ospitato, dall’apertura fino al 5 ottobre, un’esposizione con i modelli in scala reale di alcune delle numerose tipologie di architetture per l’emergenza progettate da Ban negli ultimi vent’anni, dalle case in tubi di cartone progettate per il post terremoto di Kobe alle tende per l’Alto Commissariati delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Shigeru Ban: humanitarian architecture). A questo si affiancano le necessarie aree di servizio per uffici, spazi per corsi e progetti educativi, magazzini, bookshop e caffetteria.

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Esternamente, l’edificio si presenta come una doppia scatola realizzata in tre materiali differenti: legno, vetro e metallo. La prima, interna, è il corpo vero e proprio del museo, un parallelepipedo bianco e molto vetrato verso le strade. La seconda, all’interno della quale è inserito il museo, è un involucro costituito da grandi elementi scuri intrecciati che, suggerendo una superficie di vimini, realizza una pelle continua ma al contempo leggera e permeabile a protezione delle facciate interne e si unisce alla particolare copertura che ricopre la metà della terrazza superiore.

I percorsi interni sono impostati da Ban in modo tale che il punto di partenza per la visita al museo sia proprio lo spazio superiore, dove sono collocati biglietteria e foyer ma anche caffetteria e un giardino di sculture di pietra la cui visita permette anche di ammirare il panorama delle montagne circostanti. Alla terrazza si accede attraverso un ascensore angolare oppure attraverso una grande scala che, con pedate e alzate continue in cemento impostate su una struttura metallica bianca, taglia diagonalmente tutto il fronte orientale.

 

© Michael Moran / OTTO

 

 

Cinque sono i punti focali attorno ai quali l’architetto ha voluto costruire il suo progetto: l’involucro esterno, la grande scala di accesso, la copertura della terrazza all’ultimo piano, l’ascensore angolare e i lucernari calpestabili inseriti nella pavimentazione del tetto.

Principale elemento di riconoscibilità del nuovo edificio, l’involucro esterno è realizzato direttamente in cantiere intrecciando e imbullonando lunghe strisce di pannelli multistrato misti resina-impiallacciato (forniti da Prodema) con finitura legno okoumé trattato per l’uso esterno. Sostenuta da una sottostruttura metallica, è composta da elementi di differenti larghezze posti a diverse distanze fra loro che movimentano le facciate dall’alto in basso e procedendo verso l’angolo.

 

© madison mcgraw/bfanyc.com

 

 

La scala di accesso, oltre che mezzo distributivo che consente l’ingresso a tutti i livelli del museo, è un doppio elemento di cerniera tra l’involucro esterno e il volume interno. Parte all’interno del volume del museo (per un terzo della larghezza complessiva) e parte fra questo e la pelle esterna (per i restanti due terzi), diventa all’occorrenza ulteriore spazio espositivo.

 

 

© david x prutting/bfanyc.com

 

Il terrazzo all’ultimo piano è coperto per metà della sua superficie da una particolare struttura tridimensionale realizzata in elementi massicci di legno chiaro che, contenuta superiormente e inferiormente all’interno di due griglie a maglia quadrata, rivisita in modo elegante le tradizionali piastre spaziali reticolari smussandone gli angoli e creando all’interno l’effetto di ondulati elementi continui. Effetto rinforzato dalla totale assenza di giunti visibili: gli elementi sono infatti incastrati tra loro e bloccati da viti e bulloni nascosti. Tutta la struttura è sostenuta da esili pilastri metallici dipinti di bianco.

 

 

 

L’ascensore angolare, anche detto “Moving Glass Room”, è un elemento totalmente vetrato posizionato nell’angolo nord-est, in corrispondenza dell’incrocio delle strade, e consente a tutti, non solo ai visitatori del museo, un accesso all’unica terrazza aperta pubblica di tutta Aspen (consentito anche dalla parte esterna della scala).

Gli spazi interni, che per la loro funzione non necessitano di eccessiva luce, sono infine illuminati da una serie di lucernari posti sul pavimento della terrazza e all’interno della copertura in legno.

 

© Michael Moran / OTTO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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