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Shigeru Ban realizzerà il suo primo edificio a Londra

Sarà un piccolo ma centralissimo edificio residenziale di 5 piani con struttura portante in X-LAM il primo edificio a Londra firmato da Shigeru Ban in collaborazione con i londinesi Waugh Thistleton, specialisti nelle strutture di legno

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Il Southwark Council ha dato l’assenso finale alla realizzazione del primo edificio che Shigeru Ban realizzaerà nel Regno Unito, a Londra. Si tratta di una piccola costruzione residenziale sviluppata insieme alla firma britannica Waugh Thistleton Architects e avrà una struttura portante realizzata totalmente in legno X-LAM.

Simile a una pagoda, come gli stessi progettisti definiscono l’edificio alto e stretto che sorgerà in un’area prestigiosa e centralissima della City, occupa parte del Potters Field Park, un piccolo ma importante spazio verde che, tra il Tamigi e Tooley Street, lambisce anche il London City Hall di Norman Foster.

L’incarico è arrivato a Ban e allo studio di Andrew Waugh e Anthony Thistleton nel 2015 dopo che l’investitore John Curran era entrato in possesso di un lotto dalle dimensioni ridotte, 220 mq, acquisito dal Borough of Southwark e precedentemente occupato da una scuola. Il progetto sviluppato imposta un edificio alto 21,5 m che si eleva, con un involucro quasi completamente vetrato, per cinque piani fuori terra. Avrà una destinazione d’uso mista residenziale e terziaria, destinando quattro piani all’abitazione e il piano terra a uffici.

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La pianta è trapezoidale: posizionando lungo uno dei lati più corti il blocco di collegamenti verticali, composto da un ascensore e una scala, la superficie libera di ogni livello al di sopra del terreno è destinata a una funzione abitativa diversa e distribuisce tre camere da letto, una cucina e un’area giorno, uno per piano. Sul tetto, piano, prevede di realizzare una terrazza che sarà coperta da una caratteristica copertura ondulata, sorretta da una struttura mista di legno e metallo e con gli elementi schermanti costituiti da membrane traslucide.

La struttura portante dell’edificio è prevista completamente in pannelli di legno, nel cui utilizzo sia l’architetto giapponese che lo studio britannico sono specialisti riconosciuti internazionalmente.

Da una parte, Ban (vincitore nel 2014 del premio Pritzker) è oggi, quasi senza dubbio, l’architetto internazionale che utilizzando il legno riesce a coniugare la tecnica, realizzando strutture portanti spettacolari e sperimentali, con una raffinata poesia. Tra le sue realizzazioni più recenti, i sette piani fuori terra della sede degli uffici Tamedia a Zurigo, dove uno scheletro portante prefabbricato con giunti che non hanno richiesto colla né elementi metallici è completamente realizzato in legno di abete lasciato a vista dalla trasparenza dell’involucro. Ma anche l’Aspen Art Museum, con il suo tetto-terrazzo per metà coperto da una struttura tridimensionale di legno massiccio e la pelle esterna costituita da strisce intrecciate di pannelli  finiti in legno okoumé, e la Seine Musicale realizzata con Jean de Gastines sull’Île Seguin di Parigi, con il suo iconico auditorium dal volume ellissoide fatto di Glulam e vetro.

Dall’altra, Waugh Thistleton Architects sono uno studio fondato nel 1997 a Londra che fin dagli inizi ha impostato un’attività fortemente orientata alle tematiche della sostenibilità, sempre caratterizzata da una ricerca sull’uso del legno e dei suoi utilizzi nell’architettura contemporanea. Sono oggi fra i massimi esperti di X-LAM, tecnologia che, fra molte realizzazioni, ha recentemente permesso loro di completare a Londra uno degli edifici più grandi al mondo in legno sorretto da strutture X-LAM, il complesso residenziale di Dalston Works.

L’approvazione di questo piccolo progetto arriva dopo un processo decisionale non privo di intoppi, con i dubbi sollevati da molte associazioni  e organizzazioni (tra cui il Potters Fields Park Management Trust e il Team London Bridge), critiche soprattutto verso il cambio di destinazione d’uso (e di proprietà) di un’area pubblica all’interno di un parco pubblico, ma alla fine il prevedibile basso impatto, ambientale e visivo, di una piccola opera di legno sembrano, per adesso, avere avuto la meglio.

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