Snøhetta per l’high tech: il Centre International de l’Art Pariétal Montignac-Lascaux | Architetto.info

Snøhetta per l’high tech: il Centre International de l’Art Pariétal Montignac-Lascaux

Wi-fi, digitale, realtà aumentata e ricostruzioni in scala reale dell’intero sito Unesco completano un progetto che cerca di sopperire con il contenitore e le sue dotazioni all’inaccessibilità di un delicatissimo contenuto

© Snohetta
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Il nuovo Centre International de l’Art Pariétal Montignac-Lascaux (Ciap) firmato dai norvegesi Snøhetta con i francesi SRA Architectes è stato inaugurato a Montignac-sur-Vézère il 10 dicembre 2016 alla presenza del presidente François Hollande ed è aperto al pubblico dal 15. Aggiunge un importante tassello al progetto complessivo del sito archeologico scoperto nel 1940 dichiarato patrimonio mondiale dall’Unesco nel 1979.

Situate nella Francia sud-occidentale, nel dipartimento della Dordogna, le Grotte di Lascaux sono una delle attrazioni turistiche più importanti del paese transalpino e, come “Cappella Sistina dell’era paleolitica”, sono tra i siti fondamentali a scala mondiale per l’arte di quella parte di storia dell’umanità. Aperte al grande turismo nel secondo dopoguerra, nel 1963 vennero chiuse al pubblico e partì un restauro dei danni, seppur involontari, provocati dalla presenza di migliaia di visitatori. Il lungo progetto, oggi giunto alla sua quarta fase, per un sito archeologico accessibile, attento alla fondamentale conservazione di un patrimonio unico e comunicato inizia a prendere forma nel 1983, quando apre le porte al pubblico Lascaux 2 che, nel sottosuolo a 200 m dalle Grotte originarie, riproduce a scala reale sul supporto di un guscio di cemento i modelli della Sala dei Tori e della Galleria dipinta, raccontando contemporaneamente la storia del sito e le sue tecniche pittoriche.

Dopo essere stato più volte attaccato e ripulito da infestazioni fungine, il delicato sito viene definitivamente chiuso al pubblico nel 2008. Nel 2012 è stata realizzata Lascaux 3, una mostra itinerante che ha attraversato Europa, Nord America e Asia e che riproduce quanto non riprodotto in Lascaux 2, la Navata e il Pozzo.

Il nuovo Centro di Snøhetta e SRA Architectes apre ufficialmente la stagione di Lascaux 4. Si colloca ai piedi della collina ed è frutto di un concorso di progettazione lanciato nel 2013 dal Conseil Général de la Dordogne. Partendo dalle necessità di preservazione totale delle Grotte e delle pitture murali e di renderle contemporaneamente e totalmente visibili per il pubblico, il nuovo Ciap occupa la base della collina e realizza i suoi 8.635 mq dentro un’area complessiva di 11.400 mq. Architettura ipogea che si mimetizza diventando parte del paesaggio antropizzato attorno a Montignac, s’inserisce fra la collina e i campi coltivati come una faglia, un’apertura orizzontale nel terreno. Dentro, uno spazio per un percorso su due livelli ha lunghezza e larghezza massime di 150 e 70 m e si sviluppa all’intero di un contenitore unitario il cui pressoché unico materiale, il cemento a vista, fa da sfondo agli allestimenti.

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L’ingresso rivolto verso l’abitato di Montignac e posizionato dietro un’ampia e traslucida vetrata fa da punto di partenza delle visite. Da qui, dopo lo sbarco di un ascensore sul tetto-belvedere esterno, una multimediale introduzione al cuore del museo, il sito archeologico, precede la realizzazione della riproduzione totale e a scala reale delle Grotte e delle loro pitture rupestri, usciti dalle quali lo spazio del Jarden de la grotte media con la fase successiva, e tutta ipogea, del percorso di visita.
Dedicato alla comprensione di Lascaux, è composto da uno spazio occupato dalla mostra permanente sul sito e sulle sue pitture, l’Atelier, e da uno dedicato ad ospitare mostre temporanee. In mezzo, una successione di aree e spazi raccontano della progressiva scoperta delle pitture murali dal XIX secolo fino ai giorni nostri (le théâtre de l’art pariétal) e permettono di rivivere e approfondire l’esperienza delle grotte grazie alle ricostruzioni 3d visibili e alla realtà virtuale all’interno di un teatro.

Wi-fi, realtà aumentata e virtuale, gallerie digitali, dettagliate ricostruzioni 3d e reali in scala 1:1 in cui si è cercato di riprodurre anche la temperatura, l’odore di umido e la sonorità che le grotte avevano nel 1940 e l’utilizzo della stampa 3d, gli allestimenti dello studio specializzato britannico Casson Mann contribuiscono a proporre al visitatore un’esperienza fortemente multimediale e cercano, soprattutto, di sopperire con il contenitore e le sue dotazioni all’assenza di un contenuto troppo delicato.
La piena operatività del Centre International de l’Art Pariétal Montignac-Lascaux ha “declassato” anche Lascaux 2 che, in attesa di entrare a fare parte dell’elenco dei monumenti di Francia, è oggi destinato ad usi didattici.

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Tutto il progetto del nuovo Ciap è costato complessivamente 66 milioni di euro, messi a disposizione dal Dipartimento di Dordogna (28,85 milioni), dalla Regione Nuova Aquitania (16,6), dallo Stato francese (4) e da sponsorizzazioni private.
Se già con Lascaux 2, che riproduceva solo il 40% delle pitture e delle grotte, il sito archeologico è stato fra i più visitati al mondo, è prevedibile che la riproduzione high tech di tutte le grotte prosegua e incrementi il successo (il direttore Guillaume Colombo si aspetta 400.000 visitatori all’anno), permettendo di salvaguardare gli originali.

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