Social housing, la nuova sede dell'Ipes di Bolzano | Architetto.info

Social housing, la nuova sede dell’Ipes di Bolzano

I francesi Dgt architects si sono aggiudicati il concorso per i nuovi uffici unificati dell'Ipes (Istituto per l'edilizia sociale) della Provincia di Bolzano

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L’Ipes (Istituto per l’edilizia sociale) della Provincia autonoma di Bolzano avrà presto una nuova sede nel capoluogo altoatesino firmata dallo studio parigino Dgt architects (Dan Dorell, Lina Ghotmeh and Tsuyoshi Tane). I francesi sono infatti i vincitori di un concorso a procedura ristretta bandito a fine 2013 dall’Ipes che aveva messo a gara 10 studi internazionali. Il bando si era reso necessario dopo la decisione di accorpare in un unico edificio gli uffici dell’Istituto, ancora suddivisi su tre sedi, e l’individuazione dell’area di intervento, un edificio di proprietà collocato tra via Milano e piazza Matteotti.

Il progetto vincitore alla fine della seconda fase concorsuale, che richiedeva la presentazione di una proposta preliminare, si chiama Urban Wood e amplierà l’esistente con un nuovo volume collocato su piazza Matteotti, creando una struttura di 8.500 mq complessivi che si avvarrà dell’appoggio dei local architects StudioMilch, degli ingegneri tedeschi Bollinger + Grohmann per la progettazione strutturale e di Technion srl per gli impianti.

Già recentemente in mostra a Salerno nell’esposizione Extreme Wood promossa da newitalianblood insieme ad altri nove progettisti tra cui gli altoatesini Modus e Rpbw, legno, vetro e zero emissioni sono le caratteristiche principali della nuova struttura, una “scatola di vetro” a quattro piani fuori terra con tre piani di parcheggio interrato.

© Dgt architects

La struttura portante è di impostazione semplice e si basa sulla composizione di un telaio di solai e pilastri a vista che, realizzati in legno chiusi da una trasparente doppia pelle vetrata, lasciano l’organizzazione interna il più libera e flessibile possibile.

© Dgt architects

Dal punto di vista energetico e delle prestazioni complessive del sistema edificio, l’obiettivo è la realizzazione di una struttura a zero emissioni di CO2. Non si prevede infatti di ricorrere all’utilizzo di combustibili fossili grazie alla produzione dell’energia necessaria al riscaldamento e al raffrescamento attraverso la geotermia e i pannelli solari, mentre un involucro attentamente progettato contribuirà ad abbassare il fabbisogno energetico.

© Dgt architects

Il progetto, candidato a diventare il primo edificio multipiano carbon-neutral in legno in Italia, si colloca pienamente all’interno della strategia cittadina di diventare la prima Smart City europea, grazie alla collaborazione tra istituzioni e privati: in prima fila Eurac, Comune di Bolzano, Ipes, Agenzia CasaClima e Società elettrica altoatesina.

L’autore


Laura Milan

Architetto e dottore di ricerca in Storia dell’architettura e dell’urbanistica, si laurea e si abilita all’esercizio della professione a Torino nel 2001. Iscritta all’Ordine degli architetti di Torino dal 2006, lavora per diversi studi professionali e per il Politecnico di Torino, come borsista e assegnista di ricerca. Ha seguito mostre internazionali e progetti su Carlo Mollino (mostre a Torino nel 2006 e Monaco di Baviera nel 2011 e ricerche per la Camera di Commercio di Torino nel 2008) e dal 2002 collabora con “Il Giornale dell’Architettura”, dove segue il settore dedicato alla formazione e all’esercizio della professione. Dal 2010 partecipa attivamente alle iniziative dell’Ordine degli architetti di Torino, come membro di due focus group (Professione creativa e qualità e promozione del progetto) e giurata nella nona e decima edizione del Premio architetture rivelate. Nel 2014 costituisce lo studio associato Comunicarch con Cristiana Chiorino e Giulietta Fassino.

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