Societa' tra professionisti: "Governo vari con urgenza il provvedimento" | Architetto.info

Societa’ tra professionisti: “Governo vari con urgenza il provvedimento”

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“Sono anni che chiediamo e attendiamo che i liberi professionisti possano formare apposite società, come avviene nel resto d’Europa, ma da troppi mesi ormai il provvedimento che da attuazione alle Società tra professionisti giace in un cassetto ministeriale, immaginiamo per la tenace opposizione dei colleghi del Consiglio nazionale forense, opposizione che però ora, dopo il varo della loro  Riforma, non ha più alcun motivo d’essere”.

Così Leopoldo Freyrie, presidente del Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori (Cnappc) in una lettera inviata al presidente del Consiglio Mario Monti, al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Antonio Catricalà e ai ministri della Giustizia e dello Sviluppo economico Paola Severino e Corrado Passera, affinché, prima delle elezioni, il Governo vari, in attuazioni delle leggi vigenti, il regolamento che consenta di avviare le Società tra professionisti.

“Ogni ulteriore ritardo – continua la lettera – sarebbe non solo ingiustificabile ma anche dannoso per oltre un milione di professionisti italiani, in particolare per i giovani che, anche grazie ai provvedimenti da voi stessi adottati, come quelli inerenti le ‘start up’ e le ‘società a 1 euro’, si troverebbe, invece, nelle condizioni per un migliore accesso al lavoro, integrando le competenze e mettendo assieme le risorse”.

“Lo stesso riguardo alla possibilità di accesso dei professionisti italiani alle Reti d’Impresa, che l’Agenzia delle Entrate impropriamente nega agli iscritti agli Albi –  contro la lettera e lo spirito delle norme comunitarie, in contraddizione con la possibilità in essere da decenni – professionisti che, in questa situazione, non possono far parte dei Geie, Gruppo europeo di interesse economico”.

“I doveri di attuazione della Riforma – si legge ancora nella lettera – sono una nostra responsabilità in quanto  organi ausiliari dello Stato, e ne siamo consapevoli così come lo siamo per quanto concerne la vostra responsabilità riguardo all’attuazione di leggi e di  norme comunitarie in vigore”.

“Mirare poi, – conclude il Cnappc – con azioni burocratiche ad hoc, a impedire ai professionisti di fruire degli stessi vantaggi fiscali delle imprese, appare evidentemente in contraddizione con la volontà di rilanciare lo sviluppo e di creare, nell’interesse generale, nuove opportunità di lavoro”.

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