Soumaya Museum, Mexico City | Architetto.info

Soumaya Museum, Mexico City

wpid-5755_home.jpg
image_pdf

Il Museo Soumaya, edificio ad uso misto attualmente in costruzione a Città del Messico, sarà il secondo museo aperto da Carlos Slim, businessman e magnate messicano, e ospiterà la collezione di opere d’arte di Auguste Rodin di proprietà di Slim, la più grande esistente al di fuori della Francia, oltre a un grande numero di collezioni suddivise tra spazi permanenti e temporanei. Il progetto è dello studio messicano dell’architetto Fernando Romero.

Il Museo Soumaya si trova in una ex zona industriale, risalente al 1940 che oggi
presenta un altissimo potenziale commerciale. Il museo infatti gioca un ruolo chiave nella riconversione della zona: come un programma culturale per eccellenza, agisce come uno start-up nella trasformazione della percezione urbana. Inoltre, il suo status istituzionale genera nello spazio pubblico attività non commerciali e le alimenta quello sviluppo urbano necessario alla densificazione del nuovo quartiere. Al fine di creare una nuova identità del sito, l’edificio deve infatti acquisire una forte presenza urbana. Per questo il museo Soumaya è stato concepito come un edificio scultoreo unico e contemporaneo. La sua morfologia avanguardistica definisce un nuovo paradigma nella storia del Messico che si colloca appieno nell’architettura internazionale.

Dall’esterno l’edificio ha una forma organica e asimmetrica che viene percepita in modo diverso da ogni visitatore, e che riflette la varietà delle collezioni custodite all’interno. Anzi, tra le opere che saranno esposte, oltre alla seconda più grande collezione al mondo di sculture di Rodin, ci saranno diversi autori di arte medievale e rinascimentale, così come pittori impressionisti. Questa collezione eterogenea sarà ospitata in uno spazio espositivo permanente che si sviluppa su sei livelli, che corrispondono circa a 6.000 m². L’edificio comprende anche un auditorium da 350 posti, una biblioteca, uffici, un ristorante, un immancabile negozio di souvenir e una loung luogo di sosta, accoglienza, riposo e incontro.

Il guscio dell’edificio è costituito da 28 colonne curve in acciaio e di diverso diametro, ognuna con la propria geometria e forma, offrendo al visitatore un percorso sia esterno che interno all’edificio non lineare ma lievemente curvo e asimmetrico. A ogni solaio del pavimento sette travi ad anello forniscono un sistema che aggancia la struttura e ne garantisce la stabilità. All’ultimo piano lo spazio del museo è più generoso, e il tetto è sospeso da uno sbalzo imponente che permette alla luce diurna naturale di fluire liberamente, al contrario dell’involucro dell’edificio che è quasi opaco, e che offre poche e scarse aperture verso l’esterno. Questo gesto può essere interpretato come l’intenzione di creare un ricovero e una protezione per le collezioni d’arte. La facciata, assai opaca, è realizzata in moduli esagonali in alluminio che permettono di ottimizzare la conservazione e la durata dell’intero edificio, e di garantire una facile manutenzione nel tempo del museo.

{GALLERY}

Copyright © - Riproduzione riservata
Soumaya Museum, Mexico City Architetto.info