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Stadi: Iotti-Pavarani per l’Arena Garibaldi di Pisa

Lo studio emiliano si è aggiudicato il concorso di idee lanciato per la trasformazione di una struttura storica e centrale. La rigenerazione non consumerà nuovo suolo ma lascia aperti interrogativi sull’impatto urbano

© Iotti+Pavarani
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Gli stadi italiani si arricchiranno presto di un nuovo rinnovamento: si è infatti concluso con la vittoria del duo emiliano Iotti+Pavarani con Km 429 Architettura il concorso di idee lanciato dal Pisa Sporting Club per il tramite di Innovation Re per la riqualificazione dell’Arena Garibaldi di Pisa, intitolata alla memoria di Romeo Anconetani.

Il nuovo stadio della società calcistica, attualmente impegnata nel campionato di serie C, non sarà una struttura nuova, come in passato più volte discusso a livello cittadino, ma ripenserà quella esistente, che, di dimensioni medio-piccole anche se di grande scala se confrontata con il contesto urbano storico in cui si colloca, arriverà ad avere una capienza di 18.000 spettatori. Anche se il progetto non è stato ancora sviluppato nei dettagli, tutti i posti sono previsti al coperto e divisi in quattro settori. Saranno realizzate ex novo le curve nord e sud e la tribuna est, mentre si prevede la riqualificazione della tribuna principale e l’allineamento dell’altezza con le altezze degli edifici circostanti.

Sebbene in scala necessariamente minore, la proposta vincitrice prevede un adeguamento che, come per gli impianti più grandi e recenti realizzati all’estero e in Italia, affianca alla funzione e ai suoi spazi di servizio anche la realizzazione di nuovi spazi commerciali e per il tempo libero, insieme a un parcheggio per 400 posti auto negli spazi al di sotto delle nuove tribune.

La struttura attuale ha una lunga storia e il progetto si presenta particolarmente delicato soprattutto per il contesto all’interno del quale si colloca, il quartiere Porta a Lucca. Disposta in posizione estremamente vicina al centro città, a poche centinaia di metri dalla piazza dei Miracoli con Torre, Duomo e Battistero patrimonio dell’Umanità Unesco, l’arena è stata eretta a inizio XIX secolo per ospitare attività di diverso genere, tra cui le corse dei cavalli, manifestazioni e spettacoli. L’utilizzo calcistico arriva con il nuovo secolo e la nascita del Pisa Sporting Club, che dopo l’acquisizione nel 1919 inizia a usarlo come campo da gioco. È oggi una struttura di oltre 200 anni che, dopo numerosi interventi e manutenzioni effettuati negli anni per mantenere le strutture in efficienza, necessita di un’ampia riqualificazione.

La proposta di Iotti+Pavarani, per la realizzazione della quale verranno impegnati tra i 30 e i 40 milioni di euro, è stata valutata la migliore fra quelle presentate da un comitato tecnico comprendente i vertici del Pisa Sporting Club, l’amministratore delegato e il direttore tecnico di Innovation Re e i rappresentati dell’Ordine degli Architetti di Pisa e dell’Università di Pisa, che hanno apprezzato, tra l’altro, l’efficace inserimento dell’architettura nel contesto, per il quale sono state proposte adeguate opere di mitigazione e compensazione per l’inserimento paesaggistico.

La scelta finale chiude una procedura concorsuale che nei mesi scorsi aveva richiamato a Pisa grandi nomi dell’architettura contemporanea italiana e internazionale: oltre a Iotti+Pavarani (progettisti anche di uno stadio del Siena mai realizzato) con Km 429 Architettura, AMDL Michele De Lucchi in collaborazione con Afl Architects Mic, Rimond e Keo di Miano; i fiorentini Archea Associati; la multinazionale Gensler; Marazzi Architetti; Obr con Scau, Arup e Systematica; Populous, iperspecializzati nella progettazione di stadi e arene sportive.

Mentre da una parte è lodevole la volontà di investimento nel recupero e rigenerazione di una struttura già esistente, non pochi sono tuttavia i problemi che l’ammodernamento dell’Arena Garibaldi porta con sé, di carattere formale, ma soprattutto urbano e urbanistico. La conferma di una posizione così centrale, che per molto tempo si era pensato di spostare nella periferica Ospedaletto costruendo una struttura nuova, e un prevedibile incremento di afflussi e congestione non solo nei giorni delle partite pongono questioni che richiedono l’intervento della città, a cui spetta l’avvio di un ampio processo di revisione della viabilità, degli accessi all’area e dei flussi veicolari complessivi, come più volte sottolineato dall’Ordine degli Architetti.

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