Stefano Boeri presenta l’ampliamento del Policlinico di Milano | Architetto.info

Stefano Boeri presenta l’ampliamento del Policlinico di Milano

170.000 mq nel pieno centro della città, avrà un parco sopraelevato di 6.900 mq a servizio dell’ospedale e della città. Sarà in gran parte finanziato da un fondo di Social Housing costituito ad hoc dalla Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico e gestito da Polaris sgr

© Stefano Boeri Architetti
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Il progetto dell’ampliamento dell’ospedale Policlinico di Milano è stato ufficialmente presentato da Stefano Boeri alla Clinica Mangiagalli. Con questo nuovo e importante intervento, che dovrebbe essere completato entro il 2022, la città meneghina si conferma, ancora una volta, la più attiva d’Italia nella promozione e gestione di interventi di trasformazione del territorio che continuano a richiamare grandi nomi dell’architettura. Tra questi, particolarmente attivo è il prossimo curatore del padiglione italiano alla Biennale di architettura di Venezia Mario Cucinella, che, guardando all’ambito dell’edilizia sanitaria, è l’affidatario del progetto per il nuovo polo chirurgico e delle urgenze del San Raffaele.

L’ampliamento è il risultato del concorso di progettazione per la “Riqualificazione dell’area Ospedale Maggiore Policlinico, Mangiagalli e Regina Elena di Milano” vinto dall’ATI guidata da Techint (con SBA, Camillo Botticini, Giulia De Appolonia, C+S Associati, Labics, Trt, Btc e Land) nel 2008, che ha avuto un nuovo impulso a partire dall’inizio del 2016 per l’insediamento della nuova presidenza della proprietà, la Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico.

L’obiettivo è di avviare il cantiere delle nuove strutture, i cui scavi sono già partiti,  entro il 2018.

Il progetto presentato imposta tre nuovi volumi che si inseriranno all’interno del prezioso tessuto urbano del pieno centro di Milano, nell’area che dal 1456 è occupata dall’ospedale più antico della città fondato da Francesco Sforza. Si ritaglia fra i padiglioni Nuovo Guardia, Devoto, Marangoni, Sacco, Mangiagalli, De Marchi e Zonda a sostituzione di non poche strutture vecchie e non più funzionali che sono state già demolite per gli effetti dell’accordo di programma sottoscritto nel 2000 tra Ministero della Salute, Regione Lombardia e Comune di Milano, che sancì il rinnovo del complesso delimitato tra le vie Francesco Sforza, San Barnaba, Commenda e Lamarmora impostando al contempo l’operazione come una demolizione e ricostruzione che riutilizza un’area centralissima di 22.000 mq.

L’ampliamento del Policlinico realizzerà 170.000 mq totali inseriti in due blocchi di sette piani e una piattaforma comune di tre che, ricoprendo la base del lotto, li collega. Il blocco sud sarà dedicato alle aree medica (per pazienti cronici e fragili e la gestione delle malattie rare) e chirurgica (in cui grande spazio sarà dato ai trapianti e alla chirurgia superspecialistica), mentre quello nord sarà destinato all’area materno-infantile con un pronto soccorso ostetrico-ginecologico e un pronto soccorso pediatrico e, nei piani superiori, i rispettivi reparti per la gestione dei ricoveri. Il corpo di collegamento centrale sarà a servizio dell’ospedale, con spazi per le indagini diagnostiche, 21 sale operatorie, sale per il parto, una sala convegni, un bar con ristorante self-service e gli spazi tecnici, ma anche uno spazio permeabile aperto alla città, con negozi, spazi espositivi e gallerie pedonali.

Al di sotto, un parcheggio interrato per 700 auto completa il complesso.

La novità più grande per la particolare tipologia di edificio è costituita dai 6.900 mq di parco pensile (il Giardino Alto) che rivestiranno completamente il tetto della piastra di collegamento, trasposizione “ospedaliera” delle teorie urbanistiche di Stefano Boeri che, partite da Milano con il Bosco Verticale ed esportate con crescente successo internazionale, stanno cercando di aumentare gradualmente la porzione di verde delle città agendo direttamente sul nuovo costruito. Sarà un contemporaneo luogo per la cura, in cui ci saranno aree per percorsi di riabilitazione e terapia e un orto officinale pensato in prossimità dell’accesso dal blocco nord, ma anche un luogo aperto al pubblico con spazi attrezzati per il tempo libero e la cultura nella cui gestione e animazione sono già stati coinvolti vicini enti e istituzioni, come l’Università Statale, la biblioteca Sormani, il Museo del Bambino, la Società Umanitaria e il conservatorio Giuseppe Verdi.

Al passo con i tempi è anche il meccanismo di finanziamento di una struttura che un tempo sarebbe stata finanziata dal pubblico per porzioni ben maggiori del costo finale di realizzazione. L’investimento complessivo previsto è valutato in 236 milioni di euro, solo 36 dei quali saranno messi a disposizione dal Ministero della Salute e altri 30 dalla Regione Lombardia. I restanti saranno privati e proverranno da un autofinanziamento della stessa Fondazione che verrà dai proventi di un’operazione di valorizzazione del vasto patrimonio di sua proprietà (che ammonta a 8.500 ettari di terreni e 1.300 unità immobiliari collocate prevalentemente all’interno della cerchia dei Navigli). Allo scopo, grazie al supporto di Finlombardia (società finanziaria in house della Regione), è stato istituito un fondo di Social Housing, integrato con il sistema di Cassa Depositi e Prestiti sgr e affidato alla gestione di Polaris sgr, che dovrebbe generare reddito dalle locazioni di stock di alloggi destinati alle fasce più deboli della popolazione, aiutando contemporaneamente a lenire situazioni di disagio abitativo.

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