Stefano Boeri firma il Cubo di Blloku per Tirana | Architetto.info

Stefano Boeri firma il Cubo di Blloku per Tirana

Stefano Boeri realizzerà un dinamico centro polifunzionale di 6.000 mq, il Cubo di Blloku, confermando la presenza in Albania dello studio milanese, autore anche del piano urbano Tirana 2030

© Stefano Boeri Architetti
© Stefano Boeri Architetti
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Il Cubo di Blloku, edificio che prende il nome dal centrale e un tempo inaccessibile quartiere di Tirana in cui avevano residenza l’ex dittatore Enver Hoxha e gli esponenti dell’Ufficio Politico del partito durante gli anni del comunismo, è il nuovo centro polifunzionale che lo studio di Stefano Boeri sta progettando per la capitale albanese. Commissionato da Invest Society, sorgerà nel pieno di un quartiere completamente rinnovato che è oggi uno dei i simboli della trasformazione di un intero paese con i suoi ristoranti e bar e la sua vivace vita culturale e notturna.

Il Cubo di Blloku realizzerà 6.000 mq di nuovi uffici e spazi commerciali all’interno di un volume semplice, un cubo, impostato su una pianta quadrata di 30 m di lato ed elevato per sette livelli fuori terra. Sul tetto, piano, il volume di un ristorante con terrazza panoramica aperta sulla città chiude cinque livelli di uffici e due di retail collocati nei piani inferiori. L’ingresso si trova in posizione d’angolo, accentuato da un taglio diagonale del volume che si ribalta verticalmente su un trasparente piano terra completamente chiuso da pannelli vetrati.

L’involucro è l’elemento più caratteristico dell’edificio, superficie ininterrotta e cangiante che ne riveste tutto l’esterno senza interruzioni. Sarà costituito da una doppia pelle. Il primo livello, che chiude gli interni garantendo luce e isolamento acustico e termico, è costituito da un curtain wall continuo di vetro che acquista un ruolo importante nella sua gestione energetica. Il secondo è invece caratterizzato da una facciata continua traforata in alluminio anodizzato: è composto da una serie di pannelli modulari quadrati di lato pari a 110 cm chiusi per metà da quattro triangoli tridimensionali saldati a una struttura portante. La diversa inclinazione degli elementi, insieme alla loro disposizione variabile all’interno dei moduli, creano una facciata vivace e dinamica che cambia tra il giorno e la notte.

La commessa per questo nuovo centro polifunzionale rinnova la presenza dello studio milanese in Albania confermando il momento di crescita di una nazione che, dopo avere reagito ai cambiamenti conseguenti al crollo del regime comunista che all’inizio degli anni novanta portarono anche in Italia decine di migliaia di persone, sta attirando investimenti riflessi anche in una vivacità architettonica attrattiva di molti grandi nomi dell’architettura internazionale.

A Tirana, Stefano Boeri Architetti è impegnato nella realizzazione di un polo scolastico che, frutto della vittoria di un concorso internazionale di progettazione, non si propone solo come spazio formativo ma come nuovo spazio multifunzionale aperto tutto il giorno. Il complesso s’inserisce all’interno del masterplan impostato nel 2015 dallo studio del britannico Peter Grimshaw per il ridisegno e lo sviluppo dell’area a nord ovest della capitale. Lo studio è attivo nella capitale albanese a scala edilizia ma anche sul più complesso fronte della progettazione urbana: è infatti autore, insieme a UNLAB e IND, di Tirana 2030, piano per la città che ne propone la trasformazione agendo attraverso 13 progetti strategici sparsi sul territorio, lo sviluppo di 10 temi e l’impostazione di una carta di regole e di cui il progetto del centro di Blloku è punto di partenza.

La capitale albanese vede in questo momento attivi anche Bjarke Ingels e lo studio MVDRV. L’architetto danese ogni anno in odor di Pritzker è infatti impegnato con il suo studio nel progetto del nuovo Teatro Nazionale dell’Albania, che nel cuore della capitale sostituirà l’edificio esistente risalente agli anni trenta, mentre gli olandesi hanno da poco presentato la loro proposta di rifunzionalizzazione dell’ex Enver Hoxha Museum, iconico edificio piramidale oggi abbandonato eretto negli anni ottanta con funzioni espositive e poi utilizzato come base NATO durante la guerra del Kosovo: verrà trasformato in un centro formativo rivolto ai giovani.

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