Steven Holl firma a Londra il Maggie’s Centre di Barts | Architetto.info

Steven Holl firma a Londra il Maggie’s Centre di Barts

Il terzo Maggie's Centre londinese è da poco operativo nei pressi del St. Bartholomew’s Hospital, fondato nel XII secolo ed uno dei più antichi della città. I dettagli del nuovo progetto firmato da Holl

© Iwan Baan
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Il progetto nato a supporto dei pazienti di oncologia e delle loro famiglie avviato nel 1995 da Charles Jencks e sua moglie Maggie Keswick Jencks, che ha portato alla nascita di una charity e alla realizzazione di 22 centri sparsi in tutta la Gran Bretagna, a Hong Kong e, dal 2016, Tokyo, si arricchisce di una nuova e prestigiosa firma. L’architetto statunitense Steven Holl, per la critica ogni anno in lizza per un premio Pritzker che tarda ad arrivare, ha infatti progettato il nuovo centro londinese, il terzo realizzato nella capitale, da poco operativo nei pressi del St. Bartholomew’s Hospital che, fondato nel XII secolo, è uno dei più antichi della città.

Il Maggie’s Centre di Bart: struttura dell’edificio

Il Maggie’s Centre di Bart nasce, sviluppandosi in verticale, in un contesto urbano connotato e delicato dove crea un complesso composto da una parte di nuova realizzazione, che prende il posto di una costruzione eretta negli anni sessanta, oggi demolita e sostituita da un piccolo volume chiaro e traslucido dagli spigoli arrotondati e il tetto piano, e di un edificio risalente al XVII secolo, a cui il nuovo inserto si appoggia e con cui si collega internamente.

Il complesso, il cui completamento arriva al termine di un difficile percorso durato sette anni, si sviluppa su tre piani fuori terra e un interrato, destinando l’aggiunta al posizionamento dei collegamenti verticali principali (un blocco scala con ascensore che servono la parte inserita nella preesistenza) e la realizzazione di una seconda scala, aperta e monumentale, a completa disposizione del nuovo. Posiziona al piano terreno l’ingresso principale, che conduce attraverso due porte alle due distinte parti del centro, e uno secondario in posizione opposta, un’area cucina e uno spazio per il relax. Ai piani superiori distribuisce una piccola biblioteca e uffici (primo piano) e uno spazio per attività di gruppo che si affaccia su un’ampia terrazza aperta (secondo piano).

L’edificio nasce da un nucleo interno che, delimitato da un volume di legno di bambù, contiene una scala e l’ascensore, ed è racchiuso da un involucro sostenuto da uno scheletro in cemento armato dagli elementi portanti a sezione variabile a cui si appoggiano pannelli di vetro bianco su cui si distribuiscono inserti colorati. Il disegno della facciata, elemento continuo che avvolge letteralmente l’interno, è definito orizzontalmente dal ripetersi di una serie di barre metalliche orizzontali parallele spaziate di 90 cm che in corrispondenza della scala si curvano e ne seguono l’andamento inclinato.

Maggie’s Centre: nascita e sviluppo del progetto di charity

Il progetto che determina la realizzazione dei Maggie’s Centre si sviluppa nella seconda metà degli anni novanta per volontà dell’architetto, storico e critico dell’architettura britannico Charles Jencks per celebrare la memoria di Maggie Keswick Jencks, scomparsa nel 1995 per le conseguenze di un tumore al seno. Grazie ai fondi e ai sostegni che l’omonima charity riesce a raccogliere, ha iniziato a costruire edifici con l’obiettivo di affiancare e sostenere i malati e le loro famiglie in un difficile percorso, localizzandoli nei pressi dei più importanti ospedali oncologici del paese.

Attentamente progettati, attraverso la leva dell’architettura vogliono favorire lo sviluppo di nuovi approcci di cura e l’ideazione di edifici sempre più innovativi e attenti ai bisogni delle persone, motivo per cui moltissimi dei centri finora realizzati sono stati firmati dai più grandi nomi del panorama mondiale, il cui richiamo mediatico ha contribuito ad alimentare il meccanismo di raccolta fondi: dopo il primo edificio, progettato da Richard Murphy nei pressi del Western General Hospital di Edimburgo (aperto nel novembre 1996 e ampliato già nel 2001), sono stati coinvolti nell’ambizioso progetto Frank O. Gehry (Dundee, 2003, e Hong Kong, 2013), Zaha Hadid (Kirkcaldy, 2006), Kisho Kurokawa (Swansea, 2007), Rogers Stirk Harbour+Partners (Londra, 2008, autori di un edificio che nel 2009 è stato premiato con lo Stirling Prize), Rem Koolhaas (Glasgow, 2011), Snøhetta (Aberdeen, 2013), Foster and Partners (Manchester, 2016) e Nikken Sekkei (Tokyo, 2016).

Il successo dell’operazione continua a trovare conferme: completato il centro di Holl, sono già avviati altri due interventi, a Liverpool e Clatterbridge.

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