Tadao Ando in Messico per la fondazione Casa Wabi | Architetto.info

Tadao Ando in Messico per la fondazione Casa Wabi

Progettato da Tadao Ando, il campus della fondazione Casa Wabi sorge su un terreno deserto del Messico e ospita un centro educativo

Sei villette indipendenti sono riservate al soggiorno degli artisti © Fernanda Romandia
Sei villette indipendenti sono riservate al soggiorno degli artisti © Fernanda Romandia
image_pdf

Il campus della fondazione Casa Wabi, situato nel sud del Messico, rappresenta un centro multidisciplinare per gli artisti e una struttura educativa per la comunità locale. Progettato dall’architetto giapponese Tadao Ando, il villaggio si integra nel paesaggio naturale circostante con molta semplicità e rispetta i valori trascendentali dell’ideatore della fondazione no-profit, l’artista di origini messicane Bosco Sodi.

Il complesso sorge infatti su un terreno deserto, in una posizione privilegiata tra le montagne della Sierra Madre del Sur e l’Oceano Pacifico, vicino alla località di Puerto Escondido, nello stato di Oaxaca. Immaginando l’ambiente come un luogo di riposo secondo la filosofia giapponese Zen, Bosco Sodi non poteva affidarsi ad architetto migliore di Ando. Anche il nome stesso della fondazione deriva dall’ideale giapponese del Wabi-Sabi, che esalta la bellezza insita nelle imperfezioni della vita.

Il progetto ruota attorno alla presenza di un muro in cemento, lungo circa 300 metri, che taglia le dune in direzione parallela al mare. La sua estensione sottolinea infatti l’orizzonte dell’oceano e richiama le cime delle montagne; è interrotto solamente da qualche apertura che permette di passare da una parte all’altra. Strutture puntuali sono posizionate a destra e sinistra della barriera secondo una logica precisa e includono: sei residenze d’artista indipendenti, due studi comuni, una galleria espositiva, una sala proiezioni, una sala polivalente, un osservatorio, un giardino botanico e più aree ricreative.

Il cemento brutalista caratteristico dell’architettura di Tadao Ando © Studio Zabé

Il cemento brutalista caratteristico dell’architettura di Tadao Ando © Studio Zabé

Verso la spiaggia si affacciano gli spazi privati, come le sei villette indipendenti che ospitano ciclicamente gli artisti che desiderano sviluppare il proprio processo creativo (scrittori, musicisti, attori, ballerini, creatori d’arte..). Possono soggiornare gratuitamente per un periodo flessibile che varia dai 15 giorni ai 3 mesi e seguire un programma basato sulla collaborazione con gli altri artisti e sul coinvolgimento della comunità locale. Durante la loro permanenza i residenti sono invitati a tenere un diario delle loro esperienze in un formato artistico a loro scelta, affinché queste testimonianze entrino a far parte dell’archivio di Casa Wabi. La direttrice della fondazione Patricia Martin ha infatti stabilito una programmazione che riunisce i temi di arte contemporanea, natura e comunità, con l’obiettivo di stimolare la popolazione povera dell’Oaxaca attraverso le arti (workshop, proiezione di film, attività creative, dibattiti..).

Anche l’edificio centrale fronteggia il mare ed è pensato come uno spazio libero e aperto al servizio di tutti, un’area lounge con diverse sedute per un ogni tipo di comfort. Si affaccia verso una piscina, posizionata su una piattaforma lunga e stretta che porta direttamente alla spiaggia, dove è possibile rilassarsi sotto una semplice pensilina in cemento.
Verso le montagne trovano invece posto gli studi comuni progettati come aree di meditazione, la galleria d’arte con annesso studio privato di Bosco Sodi e gli ambienti di servizio.
Il giardino, ampio circa 26 ettari, stabilisce una connessione dinamica tra gli artisti ed è organizzato sia come un giardino botanico sia come uno spazio espositivo all’aperto per le opere d’arte. Il progetto paesaggistico è stato seguito dall’architetto messicano Alberto Kalach.

Foto 2. All’interno di una residenza © Nicholas Alan Cope

Foto 2. All’interno di una residenza © Nicholas Alan Cope

Infine il tema della ricerca materica riveste un ruolo importante. Tadao Ando ha saputo combinare le tecniche e i materiali moderni con gli elementi tipici dell’architettura messicana. La poetica del cemento brutalista caratteristica della sua architettura, è infatti accostata alla tradizione dei padiglioni locali chiamati “palapa”, con lati aperti e tetti in paglia ottenuti dall’essicazione delle foglie di palma. Le porte sono in legno e così anche gli arredi, progettati da Ando e realizzati in Messico.

Copyright © - Riproduzione riservata
L'autore
Tadao Ando in Messico per la fondazione Casa Wabi Architetto.info