Tokyo 2020, le archistar contro lo stadio di Zaha Hadid | Architetto.info

Tokyo 2020, le archistar contro lo stadio di Zaha Hadid

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Il nuovo Stadio nazionale del Giappone, che ospiterà i giochi olimpici e paraolimpici di Tokyo nel 2020, è da qualche giorno nell’occhio del ciclone del panorama internazionale dell’architettura. Il progetto dell’archistar Zaha Hadid, che dovrebbe rimpiazzare l’ormai vetusto Kasumigaoka National Stadium of Tokyo, è stato fortemente criticato da un vero e proprio ‘parterre’ di star dell’architettura nipponica.

Fautore principale della protesta è l’85 enne architetto Fumihiko Maki, vincitore del Premio Pritzker nel 1993, che ha organizzato nei giorni scorsi un simposio – trasmesso anche in streaming online – intitolato “Ripensare il New National Olympic Stadium”. L’incontro ha coinvolto nomi del calibro di Toyo Ito, Sou Fujimoto, Kengo Kuma e Riken Yamamoto.

Le archistar giapponesi criticano l’ampiezza dello stadio da 80 mila posti, pari a 290.000 metri quadrati, giudicata eccessiva rispetto al contesto urbano in cui sarà inserito. Un’area in generale dal grande valore storico-architettonico-urbanistico, nei pressi del recinto Gaien, che include anche il vecchio stadio olimpico, progettato da Kenzo Tange nel 1964, e la Meiji Memorial Picture Gallery e il Meiji Memorial, in omaggio all’imperatore Meiji, che favorì la modernizzazione del Giappone.

“Non sto combattendo contro Zaha”, ha precisato Maki. “Il concorso è stato rigoroso e non è nostra intenzione capovolgere tutta la situazione. Ma il progetto potrebbe essere migliorato”.

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