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Torino fa scuola e guarda verso il futuro

Si è concluso il doppio concorso di progettazione promosso da Fondazione Agnelli e Compagnia di San Paolo che ha richiesto il ripensamento di due scuole medie, proponendo un modello innovativo e replicabile di processo e di intervento sul costruito

Il tetto-terrazza della scuola Pascoli
Il tetto-terrazza della scuola Pascoli
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I gruppi di progettazione guidati dai giovani Silvia Minutolo (1983) e Alberto Bottero (classe 1984) si sono aggiudicati i concorsi di progettazione “Torino fa scuola” lanciati da Fondazione Agnelli e Compagnia di San Paolo con il supporto e la collaborazione di Comune di Torino e Fondazione per la scuola con il doppio scopo di rinnovare due istituti cittadini, le scuole medie “Giovanni Pascoli” ed “Enrico Fermi”, attraverso la realizzazione di spazi e ambienti di apprendimento innovativi e definire un modello di processo di riqualificazione che fosse il più replicabile possibile.

“Torino fa scuola” è un doppio concorso innovativo almeno per tre ordini di motivi, a partire dallo strumento attraverso cui sono state gestite le sue varie fasi. Grazie all’accompagnamento della Fondazione per l’Architettura, si è avvalso della piattaforma Concorrimi che, elaborata dall’Ordine degli Architetti ppc di Milano e operativa a scala nazionale dalla prima metà del 2016, sta, tra gli altri, gestendo in modo trasparente anche il concorso di idee Scuole innovative, recentemente ripartito dopo un silenzio che non ha mancato di generare (giuste) polemiche.

Il secondo punto di novità è rappresentato dalla volontà di avviare attraverso lo strumento concorsuale interventi “pilota” diffusamente replicabili attraverso la scelta di riqualificare due scuole fra loro differenti ma esemplificative di altrettanti modelli, edilizi, di contesto cittadino e stati conservativi, a cui è riconducibile un’ampia parte di istituti scolastici, cittadini e nazionali. Ai limiti occidentali del centro storico, la “Giovanni Pascoli”, in via Duchessa Jolanda, è infatti un edificio storico e centrale, eretto nel 1890 e tutelato dalla Soprintendenza. Dall’altra parte della città, la “Enrico Fermi” è invece una struttura dalle caratteristiche medie costruita negli anni sessanta a servizio di un quartiere in forte espansione demografica, il Lingotto.

Il terzo elemento di novità riguarda il processo preliminare all’elaborazione e al lancio dei bandi, che per un anno ha visto gruppi di lavoro dei due istituti impegnati in un dialogo-affiancamento con due gruppi composti da pedagogisti e architetti (Beate Weyland e Sandy Attia per la Fermi e Mario Castoldi e Luisa Ingaramo per la Pascoli) mirato all’elaborazione di due diversi concetti pedagogici che sono poi stati alla base delle indicazioni dei bandi.

Lanciato a fine 2016, “Torino fa scuola” ha visto una partecipazione massiccia da tutta Italia (98 partecipanti per la scuola Pascoli e 177 per la Fermi) e due giurie di livello nazionale che, presiedute entrambe dal presidente di Compagnia di San Paolo Francesco Profumo, hanno compreso gli architetti Mario Cucinella, Cino Zucchi e Sandy Attia ma anche Benedetto Camerana, Michele Zini e Sebastiano Battiato e il critico Luca Molinari, che nei tempi più recenti a Torino è  stato anche presidente di giuria nella prima edizione del nuovo corso del Premio Architetture Rivelate.

Il progetto proposto per la scuola Pascoli (vinto dal gruppo composto da Silvia Minutolo, Marco Giai Via, Alessio Lamarca, Alberto Perino, Michal Adam Wasielewski, Claudio Tortone, Domenico Racca e Simonetta Lingua) suggerisce un approccio che media intervento e vincolo dentro un edificio dagli interni fortemente connotati. Convincente e vincente si è rivelata la complessiva apertura verso l’esterno dell’edificio che, passata attraverso il ripensamento di spazi quali l’ingresso, la palestra e la biblioteca e la creazione di nuove aree multifunzione, tutti accessibili al pubblico oltre l’orario scolastico, lo trasforma da solo luogo per l’insegnamento a centro civico.

Al piano terra, lo spostamento dell’ingresso ha permesso la creazione di un foyer informale e multiuso, mentre la palestra diventa uno spazio multifunzione per corsi di danza, yoga, aerobica, arti marziali, predisposto anche per trasformarsi in sala conferenze. Fra piano terra e primo piano è creato un nuovo soppalco che, affacciato sulla palestra e diviso da questa da una vetrata, si offre come sala lettura, sala relax o balconata a servizio dello spazio sottostante. La biblioteca, tradizionalmente luogo confinato con la sua sala lettura, si diffonde distribuendosi all’interno di corridoi che diventano anche luoghi per l’apprendimento in affiancamento ad aule che, non perdendo metrature e aperture verso l’esterno, riescono con gli arredi e la loro organizzazione a perdere la loro rigidità per seguire nuove modalità di insegnamento e apprendimento. La creazione di una terrazza verde sul tetto offre uno spazio mancante alla scuola inserita nel consolidato tessuto edilizio dell’area.

Il concorso per la scuola Fermi è invece stato vinto dal gruppo di Alberto Bottero, Simona Della Rocca, Maria Chiara Mondini, Andrea Galanti, Emanuela Saporito (promotrice, insieme a Elena Carmagnani di Studio999, del progetto OrtiAlti), Antonio Isoardi e Jacopo Toniolo. Anche questa proposta punta sull’apertura dell’istituto e dell’edificio verso l’esterno, materializzando con strumenti diversi e maggiormente consentiti da un edificio privo di un carattere storico da vincolare e dotato di un giardino esterno.

Il progetto ha lavorato primariamente sull’impostazione di un differente rapporto tra l’interno e un esterno ampliato e rivisto. Sposta, come alla Pascoli, l’attuale ingresso all’edificio ribaltandone l’organizzazione e permettendo un utilizzo rinnovato e più esteso del giardino, che in prossimità del nuovo accesso principale offre e uno spazio relax e un frutteto mentre la restante parte diventa funzionale all’attività didattica organizzandosi in ambiti tematici.

Oltre a cambiare utilizzo, l’area esterna si amplia: è infatti in previsione la realizzazione di una struttura metallica giustapposta alle facciate che crea ballatoi e balconi a servizio delle attività che si svolgono all’interno. Queste sono organizzate in cluster in cui si alternano aule (tutte uguali nelle dimensioni ma proponenti differenti sistemi di impostazione didattica attraverso gli arredi e la loro disposizione) e spazi di apprendimento informali tutti aperti su ballatoi che diventano un’estensione delle attività interne e sono dotati di verde con sistema di irrigazione automatico.

Importante caratteristica del progetto è l’attenzione agli aspetti ambientali ed energetici, che portano all’uso di sistemi passivi per la gestione delle condizioni climatiche interne.

Entrambe le proposte non sono destinate a rimanere sulla carta: già dall’estate i gruppi vincitori stanno infatti procedendo con l’approfondimento dei progetti, la cui realizzazione non impegnerà fondi pubblici (sarà finanziata da Fondazione Agnelli e Compagnia di San Paolo) ed è prevista in completamento per l’anno scolastico 2019/20.

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