Tre Premi Pritzker più uno per il 7132 Hotel di Vals | Architetto.info

Tre Premi Pritzker più uno per il 7132 Hotel di Vals

In attesa della riapertura completa, prevista per l’estate, il cinque stelle collegato alle terme offre stanze allestite da Peter Zumthor, Thom Mayne, Tadao Ando e Kengo Kuma

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Peter Zumthor, Thom Mayne, Tadao Ando e Kengo Kuma (tutti Premi Pritzker eccetto, per ora, Kengo Kuma) per il progetto “House of Architects”: sono i nomi dei quattro architetti di fama internazionale che hanno elaborato le loro, personalissime, versioni di una stanza per il 7132 Hotel di Vals, piccola località elvetica del Cantone dei Grigioni rinomata (anche se un po’ in crisi per il calo del turismo) per il maestoso paesaggio ma soprattutto per le sue acque termali.

Le sue pregiate fonti di acqua calda minerale sono oggi accessibili attraverso il più famoso intervento realizzato dallo schivo Peter Zumthor: l’edificio delle terme completato nel 1996. Completamente rivestito di lastre di quarzite e incastonato nel pendio della montagna, è oggi stato dichiarato edificio di importanza nazionale ed è per questo tutelato dallo stato.

Di proprietà municipale dal 1983, le terme e l’albergo soprastante, risalente agli anni settanta, sono stati acquisiti dall’imprenditore grigionese Remo Stoffel nel 2012 per farli diventare la meta per un turismo di livello elevato e visitatori dalla grande disponibilità economica. Discusso self made man nativo di Vals e managing director dell’immobiliare Priora (anche promotrice del “bosco verticale” costruito a Wabern da Buchner Bründler), Stoffel ha per questo messo in cantiere diversi progetti, impostando una strategia basata sul richiamo del binomio lusso – grandi nomi dell’architettura internazionale, riassunta nel motto “The art of Alpine Luxury” che accoglie svettante nella home page del sito dell’albergo.

Le azioni avviate si sono mosse lungo due direzioni. Da una parte, la progressiva ristrutturazione dell’esistente (contestuale a un contestato aumento del costo dell’ingresso complesso termale), dall’altra, il coinvolgimento di Thom Mayne e Tadao Ando in due progetti di cui non sono noti i futuri: la realizzazione di un nuovo hotel vicino alle terme (in una controversa torre di vetro di 82 piani alta quasi 400 m frutto di un concorso nel 2015 la cui giuria si era dissociata dalla scelta finale effettuata dal promotore) e la creazione di un parco di 40.000 mq lungo lo stretto fondovalle.

Dentro l’albergo, che ha cambiato il suo nome prendendo spunto dal codice di avviamento postale di Vals e previsto in riapertura completa entro l’estate, la House of Architects è il risultato di “variazioni su un tema” commissionate a Zumthor, Mayne, Ando e Kuma, a cui è stata chiesta la personale riprogettazione di stanze standard in planimetria, stretta e allungata, e dimensione piuttosto piccola, 20 mq. Il risultato sono cinque diverse interpretazioni che rivisitano la natura di un luogo fortemente caratterizzato dal verde, dalla pietra e dal legno e la restituiscono filtrata dalla mano di abili progettisti.

Il legno è il materiale su cui gioca Kengo Kuma, a cui sono anche affidate le suite da quasi 100 mq dell’ultimo piano. Progettista dalla spiccata sensibilità costruttiva e autore di raffinatissimi edifici che sfruttano elegantemente le possibilità offerte da un materiale comune alla tradizione svizzera e a quella giapponese, accoglie l’ospite in “bozzoli” dalle superfici arrotondate e dalle pareti completamente rivestite di listelli di legno di quercia inclinati e parzialmente sovrapposti, che creano superfici continue impercettibilmente partite da divisori di cristallo.

Il rigoroso Peter Zumthor riprende una tecnica decorativa tradizionale tipica italiana, lo stucco lustro, e la utilizza sulle pareti e sui soffitti di un’ambientazione dalla forte e scura atmosfera, i cui affacci sull’esterno sono schermati da tendaggi realizzati in raffinata seta Habotai.

Thom Mayne, progettista anche della nuova lobby di ingresso, ha invece giocato su due materiali: il legno e la pietra. Due sono infatti le proposte per il tema, sviluppato impostando all’interno di stanze completamente rivestite di lastre di quarzite locale (posata in differenti formati e venature) o di pannelli di legno di quercia, l’inaspettato, avveniristico e colorato volume curvo e trasparente che contiene la doccia.

La spazialità interna delle case da tè giapponesi sono infine state l’ispirazione per il lavoro compiuto da Tadao Ando, che ha impostato spazi tagliati e obliqui definiti dall’unione di cristallo sabbiato e trasparente e pannellature di legno di quercia.

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