Un campus nei campi, verso la felicità.. | Architetto.info

Un campus nei campi, verso la felicità..

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L’architetto e designer italiano Aldo Cibic, invitato a partecipare alla 12° Biennale di Architettura di Venezia dal titolo “people meet in architecture” a cura di Kazuyo Sejima, ha presentato un progetto dai toni naive, dal titolo “rethinking happiness”, “ripensamento della felicità” potremmo dire. Ed è un progetto di ricerca sulle nuove possibili comunità.

Si compone di 4 grandi modelli in mostra che presentano 4 differenti progetti, ricoprendo in totale una superficie di 40mq:

1. un campus in un campo – Venezia agro -techno valle
2. rurale urbanistica – Shanghai
3. nuove comunità, nuove polarità – una cittadina ai piedi delle Alpi
4. superbazaar – alla periferia di Milano

Lo stesso Cibic usa queste parole come presentazione del progetto: “molti dei temi, problematiche e punti critici su cui dobbiamo lavorare sono lì davanti ai nostri occhi, ogni giorno. Solo per citarne alcuni, si va dai problemi connessi alla sicurezza (personale, nutrizionale, energetica, economica), ai temi
del paesaggio
(vegetazione, natura, agricoltura, ma anche le periferie urbane e industriali), al problema dei rifiuti e, a monte, i temi del riciclo e i modelli di consumo, così come le situazioni di emergenza in relazione ai giovani e agli anziani.
Ci sono anche i nodi critici che possono essere trasformati in opportunità: un caso emblematico, e imbarazzante per l’Italia, ha a che fare con la relativa incapacità del nostro Paese di incoraggiare il turismo, in un Paese con una tale ricchezza potenziale di inesplorato, dove una grande quantità di lavoro può essere fatta per ripensare modelli di sviluppo in modo più efficace”.

Quello che presentiamo qui corredato di immagini è “Venezia agro – techno valle”, collocato idealmente sulla laguna di Venezia che offre paesaggi incredibili e una grande biodiversità vegetale e animale. Si basa sull’ipotesi di un gruppo di persone che lavora sullo start-up di aziende agricole innovative pilotate con le nuove tecnologie, e che decide di utilizzare una vasta proprietà agricola circondata dalle acque. Una città in cui circa 250 giovani possono vivere e lavorare. Questo porta alla possibilità di sviluppare un nuovo modello di campus, in una situazione nutrizionale e di autosufficienza energetica: l’agricoltura, gli orti, il turismo e la tecnologia possono così coesistere nello stesso ambiente.
Il progetto si basa su questi elementi:

1. boat house hotel
2. piscina
3. piazza principale, centro Casone, ristorante all’aperto , sale meeting
4. pallavolo e pallacanestro
5. l’orto grande
6. residenza
7. laboratorio
8. campeggio e bungalow
9. acqua silos
10. frutteto centro congressi
11. agriturismo e logistica
12. agriturismo bed & breakfast casa

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