Un museo per il Compasso d'Oro: l'Arca del design | Architetto.info

Un museo per il Compasso d’Oro: l’Arca del design

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Sarà firmata da Ico Migliore, Mara Servetto e Italo Lupi la sede della Collezione storica del Compasso d’Oro. E’ stato infatti assegnato a loro il primo premio fra i tre selezionati partecipanti alla seconda fase della competizione indetta dall’Adi e dall’Ordine degli Architetti della provincia di Milano, per la quale si è seguito un modello di bando “pilota”, rivelatosi uno strumento molto efficiente per l’attenzione alla qualità e per la trasparenza delle operazioni.

L’edificio, situato nell’area milanese tra via Bramante e via Ceresio, è destinato a diventare dal 2015 la casa milanese del design, per accogliere tutti i professionisti della progettazione e gli appassionati di design, il nuovo spazio, infatti, ospiterà oltre alla Collezione storica, anche la nuova sede dell’Adi. Il museo pensato da Migliore, Servetto e Lupi è stato concepito, come essi stessi affermano, “come una sorta di Arca, dove conservare e far vivere tutte le specie di qualità del design italiano. Preservando la suggestiva navata storica della ex-centrale elettrica, l’intera Collezione popola le pareti con leggerezza di segno e forte sinergia tra luce naturale e artificiale”.

Lo spazio, infatti, era occupato originariamente da impianti per la trasformazione e la distribuzione dell’energia elettrica, che, secondo il progetto, sarà trasformata in una galleria multimediale e in un archivio aperto e di agevole consultazione per gli oltre trecento oggetti della collezione, con i relativi servizi al pubblico e gli spazi per la conservazione. Inoltre, gli architetti hanno progettato un database collegato con il sistema espositivo che permetterà ai visitatori, dalle postazioni integrate nei tavoli centrali della sala, di selezionare e illuminare singoli oggetti o gruppi omogenei per epoca, tipologia e importanza storica, presentando la documentazione relativa sui display degli stessi tavoli. 

Presieduta da Cino Zucchi e composta da Luisa Bocchietto, Giovanni Cutolo, Michele De Lucchi, Arturo Dell’Acqua Bellavitis, Mario Mastropietro ed Enrico Morteo, la giuria è stata unanime nel conferire il primo posto al progetto dei tre architetti, in quanto “risponde al tema con un’idea sintetica di grande forza. Un chiaro concetto espositivo di “archivio attivo” valorizza l’intera collezione, nella sua presenza fisica e nella possibilità di scegliere diversi approfondimenti tematici agli oggetti stessi e alla loro storia progettuale. Il progetto sfrutta al massimo le potenzialità dello spazio esistente, rispettandone l’impianto architettonico riletto in funzione del programma dato, anche in rapporto alla distinzione tra collezione permanente ed eventi allestitivi temporanei”.

Si sono classificati al secondo posto gli architetti dello studio Zup di Perugia, i quali, come dichiara la giuria, hanno interpretato “lo spazio espositivo facendo dialogare gli oggetti con lo spettatore mediante tavoli-pedana riconfigurabili in diverse forme, e una particolare attenzione alla comunicazione del museo verso la strada interna del complesso.” Al terzo posto, infine, si è posizionato il progetto dello studio Bam! di Torino, ai quali è stato riconosciuto il merito di elaborare “le intuizioni spaziali della prima fase con chiarezza e coerenza, introducendo un elemento dinamico nella sezione dell’edificio che mette in collegamento i vari livelli con una visione scenografica dello spazio”.

Con la ristrutturazione dell’area che ospiterà la sede della Collezione storica, l’amministrazione comunale milanese darà vita a un nuovo polo culturale in un’area industriale dismessa. “Grazie a questo progetto – dichiara l’assessore alle Politiche del lavoro, ricerca, università, moda e design Cristina Tajani – Milano avrà un luogo che permetterà a studenti, architetti e semplici appassionati di tutto il mondo di ammirare, conoscere   e scoprire la grande tradizione del disegno industriale italiano grazie a una collezione di oggetti e prodotti unici che hanno segnato e influenzato lo stile unico del Made in Italy, capace di coniugare innovazione, ricerca e gusto”. 

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