Una cappella californiana | Architetto.info

Una cappella californiana

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Collocata nella pittoresca contea di San Diego, USA; è la piccola e storica Cappella di San Bartolomeo, distrutta da un incendio che devastò la riserva indiana Rincon alla fine del 2007. Solo l’antico campanile con relativa campana appartenuti alla missione originale erano sopravvissuti, elementi che sono quindi diventati strumento di ancoraggio nella riprogettazione. Le esigenze della Comunità corrente sono cambiate notevolmente nel corso degli ultimi 100 anni. Il fuoco dell’incendio ha creato un “vuoto di ardesia” che ha fornito l’opportunità di espandere l’impianto in modo da raddoppiare la capacità di posti a sedere e l’aggiunta di uno spazio polifunzionale autonomo che assieme hanno creato e incorniciato un terzo spazio: un giardino di preghiera all’aperto.

Pur rispettando i costumi tradizionali, obiettivo del progetto non era ricreare letteralmente il passato. Pietra grezza e levigata per le pareti, tetto a farfalla, tutto in un ampio uso di materiali di provenienza locale che fornissero ai nativi americani simboli e metafore cattoliche. Un sistema solare fotovoltaico realizzato mediante sottile pellicola, vetrate che fanno penetrare luce zenitale e laterale, profonde fenditure delle pareti, acqua e un uso tenue dei colori inducono a un approccio alla vita terrena più lieve. Gli obiettivi di progettazione: Il nuovo design è stato concepito per riverente maglia insieme “passato” e confortevole tradizioni, pur riconoscendo e offrendo qualcosa di rilevante per le generazioni attuali e future.

In uno sforzo per riconnettersi con la tradizionale cultura indiana di vivere “più leggeri” sulla terra, è stata incorporata una serie di materiali verde, tecnologie efficienti e strategie sostenibili nella riprogettazione. L’edificio si consuma circa 26% in meno di energia e 35% in meno di acqua rispetto a una struttura a essa comparabile. Questo è stato realizzato utilizzando una combinazione di soluzioni a basso e ad alto contenuto tecnologico: un tetto “fuorimisura”, protetto da vetri, aperture e lucernari per l’illuminazione diurna naturale del fronte ovest e strategicamente collocato per incoraggiare la ventilazione incrociata. Ancora, un sistema PV a film sottile incorporato nel tetto, un pannello di controllo di illuminazione computerizzata, vetri ad elevate prestazioni termiche e schiuma isolante auto espandente che ha drasticamente migliorato l’efficienza di comfort e di energia termica del progetto. L’intero paesaggio altamente incorpora siccità tollerante specie che completano il complesso tema da costruzione.

La cappella utilizza una notevole quantità di materiali da costruzione recuperati dal sito; elemento simbolicamente più importante è il muro massiccio che fiancheggia il santuario, lungo 18 metri, alto 5,5 e spesso 60 cm. Altro elemento è il masso di 3 tonnellate che è stato predisposto come fonte battesimale e le spesse lastre di legno di quercia scolpito che legano l’intervento alla bellezza dell’ambiente naturale circostante, e soprattutto richiamano lo spirito del divino in modo molto concreto e tangibile, dando una forma al significato ancestrale della casa.

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