Una facciata fotovoltaica per la nuova sede di MSF a Ginevra firmata da Steven Holl e Rüssli Architekten | Architetto.info

Una facciata fotovoltaica per la nuova sede di MSF a Ginevra firmata da Steven Holl e Rüssli Architekten

E' Colors of Humanity ed ospiterà entro il 2021 gli uffici internazionali e la sezione nazionale di Medici Senza Frontiere, Premio Nobel per la Pace 1999. La sua facciata fotovoltaica, progettata da Transsolar, coprirà il 72% del fabbisogno di energia elettrica

© Steven Holl Architects
© Steven Holl Architects
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L’ormai sempre più famosa organizzazione umanitaria internazionale Médecins Sans Frontières (MSF) avrà una nuova sede svizzera firmata da Steven Holl. Con “Colors of Humanity” lo studio dell’architetto nordamericano si è infatti aggiudicato insieme agli svizzeri Rüssli Architekten, basati a Lucerna, il concorso internazionale di progettazione lanciato per la realizzazione dei nuovi uffici internazionali di Ginevra, imponendosi su proposte presentate, tra gli altri, da Sauerbruch Hutton, Emilio Tuñon Arquitectos e Ruckstuhl Architekten o Pool Architekten con Mak Architecture.

La proposta vincitrice realizzerà nuovi spazi per 10.000 mq (incrementabili a 15.000), in cui si sposteranno gli uffici della sede centrale di MSF, ma anche quelli della sezione nazionale svizzera e in cui lavoreranno oltre 250 persone. Si collocherà in prossimità del quartier generale delle Nazioni Unite e delle sedi delle principali istituzioni internazionali insediate in Svizzera e sostituirà i due edifici, non più sufficienti, che attualmente permettono lo svolgimento delle attività, uno di proprietà lungo rue del Lausanne e uno in affitto. Con un cantiere previsto in partenza per la prima parte del 2019 e in completamento nel 2021, la realizzazione di “Colors of Humanity” impegnerà una cifra stimata di 45 milioni di franchi, pari a circa 38,5 milioni di euro, provenienti in parte da finanziatori privati e in parte dalla stessa associazione, e occuperà un lotto di terreno messo a disposizione dal Cantone di Ginevra con cui è stata siglata una convenzione.

“Colors of Humanity” è stato considerato la migliore rappresentazione della filosofia di un’associazione che nel 1999 è stata insignita del Premio Nobel per la Pace ed è attualmente presente in 23 paesi, dove 6.500 persone sono impegnate in oltre 60 progetti di cura e assistenza sanitaria delle persone coordinati dai centri operativi localizzati, oltre a Ginevra, a Bruxelles, Parigi, Amsterdam e Barcellona. Prefigura un edificio flessibile e modulare che, impostato sulla composizione e sovrapposizione di volumi cubici, vuole restituire nell’architettura i principi fondativi che guidano la committenza fin dall’esterno, dove i differenti colori sono rappresentativi della varietà dell’umanità.

Anche se il progetto deve essere ancora definito nei suoi dettagli, sarà estremamente attento agli aspetti tecnologici, energetici e della sostenibilità, affidati alla consolidata esperienza di Transsolar, coinvolti, solo per citare gli interventi più recenti, anche nella progettazione dell’Elbphilarmonie di Amburgo di Herzog & de Meuron e della Seine Musicale di Boulogne-Billancourt firmata da Shigeru Ban. Alla società tedesca si deve l’ideazione e la progettazione di un elemento peculiare sia nella definizione dell’architettura che nella trasmissione del particolare messaggio che MSF vuole veicolare, il suo multicolore sistema di facciata con celle fotovoltaiche integrate.

Utilizzabile anche come mezzo di comunicazione, interverrà nella gestione energetica e nel garantire la funzionalità degli interni in modi differenti. Da una parte il livello di trasparenza pari al 40% dei pannelli ridurrà l’ingresso di radiazione solare, che verrà parzialmente schermata dal vetro, e permetterà la vista dell’esterno. Dall’altra, le celle fotovoltaiche produrranno energia elettrica da fonte rinnovabile che, insieme ai moduli previsti anche su una copertura con giardino, alimenterà le richieste dell’edificio coprendole fino al 72%, secondo calcoli di massima finora quantificati e considerando anche il sistema GeniLac, che da oltre dieci anni contribuisce a fornire energia rinnovabile al quartiere delle Nazioni sfruttando le acque del lago Lemano.

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