Progettare l’accessibilità nello sport: Lo Spirito di Stella è il catamarano per tutti | Architetto.info

Progettare l’accessibilità nello sport: Lo Spirito di Stella è il catamarano per tutti

Parte del progetto Wow - Wheels on Waves, il catamarano lo Spirito di Stella è il primo esempio virtuoso di Design for all e progettazione funzionale all'abbattimento di barriere architettoniche nello sport

Design for all: il catamarano accessibile firmato Schüco Italia
Design for all: il catamarano accessibile firmato Schüco Italia
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Pensare l’architettura di domani non significa solo rispetto per l’ambiente, efficienza energetica, nuove tecnologie e materiali, ma anche e soprattutto consentire a tutti, nessuno escluso, di poter usufruire e godere degli spazi costruiti.
L’abbattimento delle barriere architettoniche – ma prima di tutto di quelle mentali – è il principio alla base del Design for All, o Universal Design, un nuovo modo di concepire il design in funzione delle esigenze e delle specificità di ciascun individuo.
Si tratta di pensare l’umanità come lontana dal concetto di standard, ma ricca nella sua varietà e diversità. Tali diversità, nel Design for All, non sono altro che peculiarità da valorizzare e ricchezza da esaltare, contro ogni discriminazione.

Progettare l’accessibilità significa cambiare la visione del costruire per un’integrazione reale

Il tema dell’abbattimento delle barriere architettoniche, negli ultimi anni portato avanti da associazioni, enti, professionisti, soggetti interessati, necessita di essere sempre più approfondito e concretizzato, essendo ancora lunga e irta la strada verso la completa risoluzione del problema, nonostante la promulgazione di normative e leggi ad hoc.
Il fatto che, ancora oggi, esistano delle architetture o delle infrastrutture accessibili solo ad alcuni è una grave realtà sintomo di una sbagliata elaborazione dei progetti, poco attenta e poco sensibile nei riguardi delle difficoltà motorie o sensoriali di molte persone costrette troppo spesso a dover rinunciare ad attività di vario tipo e all’utilizzo di mezzi di trasporto, fino alle abitazioni e alle aree pubbliche non idonee e attrezzate. Nei riguardi di tali situazioni, estremamente limitanti, l’ingegneria, il design, l’architettura del futuro devono studiare adeguate strategie e soluzioni progettuali, di pari passo ad una intensa opera di sensibilizzazione culturale.

Il Design for All si confronta con le situazioni reali, proponendo la creazione di spazi per tutti, non idealizzati, non solo belli esteticamente, ma funzionali e soprattutto sostenibili. Le persone con disabilità, gli anziani, i bambini, così come le altre, devono poter utilizzare ambienti alla loro portata, in cui sia facile muoversi e in cui sentirsi pienamente accolti. Ma accessibilità non significa soltanto progettare in modo da garantire la fruizione ottimale di edifici, parchi, luoghi pubblici da parte di tutti, ma significa anche creare un clima di serenità e benessere che incida sullo stato emotivo di ciascuno. Per questo il Design for All si definisce inclusivo e al contempo olistico, poiché rivolto in primis al miglioramento globale della qualità della vita.

La progettazione per tutti, inoltre, abbraccia ogni aspetto del costruito: dalle case ai parchi, dalle piazze ai mezzi di trasporto, fino ai siti archeologici – basti pensare a Pompei – e monumentali, alle opere d’arte, ai musei.

L’ingegneria e l’architettura possono mettersi al servizio di questo approccio, studiando e ideando sistemi e soluzioni per disegnare un mondo migliore, abbattendo le disuguaglianze e ascoltando le persone, ciascuna con le proprie caratteristiche fisiche e psichiche.

Design for All e sport: ‘Lo Spirito di Stella’, il catamarano accessibile a tutti, e la partnership con Schüco Italia

Sono tanti i progetti che negli ultimi anni sono stati sviluppati per la realizzazione e la trasformazione di città, edifici, aree pubbliche, tenendo conto del loro livello di accessibilità.
Nel mondo dello sport, soprattutto, non mancano esempi virtuosi a cui fare riferimento, come il progetto  ‘Wow – Wheels on Waves’  dell’associazione onlus ‘Lo Spirito di Stella’, che ha da poco acquisito un partner d’eccezione, Schüco Italia, azienda leader nel settore delle finestre, delle porte e delle facciate in alluminio.

Navigando a vele spiegate sulle onde del Mar Mediterraneo, il catamarano, chiamato proprio ‘Lo Spirito di Stella’ dal nome del suo skipper Andrea Stella, su sedia a rotelle, diventa simbolo di libertà e movimento, l’esempio tangibile di come il design possa e debba tener conto delle esigenze di tutti, realizzando opere inclusive e sostenibili da un punto di vista sociale, incentivando la partecipazione dell’intera comunità e aiutando le persone con disabilità a vedere riconosciuti i propri diritti. Infatti, ‘Lo Spirito di Stella’ il cui protagonista è il primo catamarano al mondo accessibile a tutti, sul quale tutti possono salire a bordo, a prescindere dalle proprie abilità motorie o sensoriali, dall’età e dalla condizione sociale.
Già nel 2017 il catamarano portò il suo messaggio di uguaglianza a molte persone, partendo da Miami, passando per New York e giungendo infine a Roma, per consegnare al Papa la ‘Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità’. Nell’edizione 2018 il viaggio prevede 15 diverse tappe, stavolta tutte italiane.

Quasi come in una staffetta, ‘Lo spirito di Stella’ regala un’esperienza unica nel suo genere, comprensiva di lezioni teoriche e pratiche e preziosi momenti di condivisione.
Non bisogna scendere dalla sedia a rotelle per salirvi a bordo, è facile e comodo muoversi all’interno – nei bagni e in tutti gli altri spazi – e, soprattutto, si è autonomi: tale aspetto influenza positivamente i passeggeri, che si sentono finalmente liberi e al sicuro al contempo.

È stato proprio Andrea Stella ad effettuare le dovute ricerche per creare la giusta accessibilità e funzionalità degli ambienti interni. Ad esempio, tutte le larghezze sono di 71 cm, essendo una carrozzina larga al massimo 68-69 cm, e tra dinette e pozzetto è stata posizionata una pedana mobile per superare il problema del differenziale tra la parte centrale e la parte a poppa.

È dunque possibile, e auspicabile – questo il messaggio che il Design for All vuole comunicare – ideare e realizzare qualsiasi cosa, uno spazio, un oggetto, un mezzo che consenta a tutti di spostarsi, divertirsi, fare sport, imparare, sorridere.
Per saperne di più sull’Universal Design, leggi qui.

“Abbiamo aderito con entusiasmo al progetto WOW – spiega Roberto Brovazzo, Direttore Generale di Schüco Italia – per le sue finalità divulgative e di sensibilizzazione anche nei confronti dei nostri Partner e progettisti. L’iniziativa è un invito ad ampliare la visione della progettazione, perché pone la questione delle barriere architettoniche in termini propositivi, al fine di sensibilizzare il pubblico e gli addetti ai lavori allo sviluppo di soluzioni e spazi accessibili, non solo utilizzabili da chiunque, ma anche accoglienti e facili da usare. Rendere un ambiente ‘universale’ significa renderlo confortevole, sicuro e qualitativamente migliore per tutti i potenziali utilizzatori, indipendentemente dall’età, dal sesso, dal background culturale e dalle capacità fisiche e sensoriali. Obiettivo che Schüco Italia ha portato anche nel mondo del serramento, con lo sviluppo di tecnologie meccatroniche ed accorgimenti tecnici che facilitano non solo l’apertura e la movimentazione degli infissi in alluminio (attraverso automazioni e ridotti sforzi di manovra per ante di grandi dimensioni), ma che facilitano anche gli spostamenti sia da un ambiente all’altro della casa, grazie alle soglie piatte, sia verso l’esterno, grazie al controllo digitale degli accessi. La progettazione accessibile, infatti, è un argomento che deve essere trattato su ampia scala: interessa sicuramenti gli spazi urbani, gli ambienti pubblici e i mezzi di trasporto, ma più in generale tutti gli edifici, non ultimi quelli domestici”.

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