Wienerberger Brick Award 2018: la Casa sul Rio dei Mulini è fra i finalisti | Architetto.info

Wienerberger Brick Award 2018: la Casa sul Rio dei Mulini è fra i finalisti

L'edificio italiano Casa sul Rio dei Mulini (Haus am Mühlbach) firmato dallo studio altoatesino Pedevilla Architects è entrato nella shortlist dei 50 finalisti del Wienerberger Brick Award 2018

© Gustav Willeit
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Un solo edificio italiano è entrato nella shortlist del Wienerberger Brick Award 2018: la Haus am Mühlbach (Casa sul Rio dei Mulini) che lo studio altoatesino Pedevilla Architects ha completato a Campo Tures (Bolzano). La selezione, da poco diffusa, conclude un processo che ha valutato oltre 600 partecipazioni provenienti da 44 paesi del mondo.

Il premio nasce nel 2004 promosso dall’austriaca Wienerberger, fra i più grandi e storici produttori di laterizio al mondo, e riconosce ogni due anni le realizzazioni internazionali che hanno fatto un uso del laterizio significativo, diffuso o particolarmente innovativo. È arrivato alla sua ottava edizione, che, come di consueto, si concluderà a maggio a Vienna.

Negli anni più recenti è la prima volta che l’Italia, paese che vede la presenza del gruppo Wienerberger nei quattro stabilimenti di Feltre (Belluno), Gattinara (Vercelli), Bubano (Bologna) e Terni, arriva alla selezione finale con un solo edificio: nel 2012 erano infatti entrati nella shortlist cinque progetti (il Palermo Airport Retail di Traverso-Vighy Architetti; l’ex Fornace Morandi di Padova di Bruno Stocco; l’edificio in via Zenale a Milano di Filippo Taidelli progettista anche del recentemente completato campus della Humanitas University; il Museo Benozzo Gozzoli di Castelfiorentino di Massimo Mariani Studio e i padiglioni progettati da Mario Occhiuto per l’area delle Urban Best Practises all’Expo di Shanghai), che si erano ridotti a due nel 2014 (la Cantina Antinori di Bargino di Archea Associati e lo studio d’artista a Manoppello/Pescara di Studio zero 85 con Sergio Sarra) e nel 2016 (il recupero di un fienile a Sommacampagna di Bricolo Falsarella Associati e la Casa G a Como di Lorenzo Guzzini).

L’edizione 2018 del premio suddivide i progetti selezionati in cinque categorie: Feeling at home (piccoli progetti residenziali), Living together (progetti residenziali di dimensioni maggiori), Working together (edifici commerciali e industriali), Sharing public spaces (scuole, centri culturali e sanitari, spazi pubblici e infrastrutture), Building outside the box (per nuove modalità di utilizzo dei laterizi). Ognuna avrà un suo vincitore, a cui spetterà anche un premio in denaro di 5.000 euro, con il vincitore finale, che oltre al Grand Prize riceverà anche 7.000 euro, scelto tra i cinque di categoria da una giuria composta da affermati progettisti provenienti da tutta Europa comprendente il britannico Jonathan Sergison (Sergison Bates Architects), il francese Marc Mimram, Stephan Ferenczy (BEHF Corporate Architects, Austria), la tedesca Anna Kaestle (Duplex Architekten) e dal rumeno Vladimir Arsene (Westfourth Architecture).

La shortlist 2018 comprende 50 finalisti, fra cui interventi come la Crystal House di Amsterdam, realizzata con una facciata di mattoni a vista di vetro su progetto di MVRDV (categoria Building outside the box), e la Kannikegarden, il nuovo centro civico realizzato ex novo da Lundgaard & Tranberg Arkitekter nel centro storico medievale patrimonio dell’Umanità Unesco della danese Ribe già finalista del Mies van der Rohe (categoria Sharing public spaces), accanto a progetti che rielaborano la tradizione con la modellazione 3D, come le soluzioni di facciata di Cloaked in Bricks realizzate in Iran da Admun Studio, o contribuiscono a dare forma e sostanza a temi progettuali ancora difficili per la contemporaneità, come la realizzazione della Cappella di San Bernardo di La Playosa (Argentina) di Nicolás Campodonico Estudio (categoria Sharing public spaces).

La Casa sul Rio dei Molini di Alexander e Armin Pedevilla, titolari dello studio fondato nel 2005 a Brunico (Bolzano), è un piccolo edificio residenziale completato nel 2014 lungo il Rio Selva dei Molini, corso d’acqua da cui prende il nome. Imposta la residenza per un committente privato e la sua famiglia realizzando una casa a pianta pentagonale che si sviluppa su quatto livelli complessivi all’interno di un volume di poco più di 1.000 mc caratterizzato da scelte di razionalità e rigore, volumi puri chiusi da un tetto a falde, materiali spesso bruti ed essenzialità nell’impostazione di interni ed esterni.

L’intonaco chiaro caratterizza un edificio che, per l’importanza della particolare scelta per la finitura esterna, nel 2015 è stato anche candidato all’Ecola Award 2015, così come l’importanza dell’uso del laterizio ha portato l’inserimento nella shortlist del Wienerberger Brick Award 2018: tutto l’involucro è infatti costituito da muratura portante composta da muratura laterizia portante composta da blocchi rettificati di 50 cm di spessore forniti da Wienerberger (Porotherm PLAN 50 T – 0,09) che hanno garantito elevate prestazioni in termini energetici garantendogli la certificazione CasaClima B per il consumo energetico inferiore a 50 kWh/mq.

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