Zaha Hadid 'piratata' in Cina | Architetto.info

Zaha Hadid ‘piratata’ in Cina

wpid-13761_nuovanarchi.jpg
image_pdf

Per il mondo dell’architettura il 2013 si è aperto con una notizia che ha rapidamente scatenato dibattiti anche oltre la cerchia degli addetti ai lavori. 

Come ha riportato il quotidiano tedesco Der Spiegel, il Wangjing Soho di Zaha Hadid, prima opera pechinese in assoluto dell’archistar di origini irachene, sarebbe stata ‘piratata‘. 

Nella città di Chongqing a sud ovest della Cina, sarebbe infatti in corso di costruzione un progetto chiamato Meiquan 22nd Century, che richiamerebbe in modo piuttosto inequivocabile la ‘forma a sassolini’ delle strutture previste dal progetto della Hadid.

È una situazione decisamente inedita nel panorama mondiale dell’architettura, anche perché mentre i lavori per il Wangjing Soho di Zaha Hadid dovrebbero terminare nel 2014, il progetto ‘copia’ di Chongqing starebbe procedendo a passo talmente spedito che potrebbe essere aperto prima dell’originale.

Fig.:  Un rendering del Meiquan 22nd Century in costruzione a Chongqing

A partire dalla Guangzhou Opera House del 2010, la Hadid è diventata molto richiesta in Cina, al punto che al momento è al lavoro su 11 progetti tutti sul territorio cinese. Cercando di spiegare l’insolita situazion Satoshi Ohashi, direttore del progetto del Wangjing Soho per lo studio Zaha Hadid Architects, ha dichiarato che “è possibile che i pirati di Chongqing abbiano ottenuto alcune copie digitali del rendering del progetto”, aggiungendo che “se a qualcuno Zaha piace davvero, probabilmente vedremo molti più esempi del suo design in Cina”. E a tal proposito Ohashi ha rimarcato di essere sicuro che “ci siano architetti già al lavoro su un’altra versione della Guangzhou Opera House”.

A livello legale la situazione è particolarmente complessa, in quanto non ci sarebbe in Cina una specifica legislazione che tuteli i diritti d’autore legati all’architettura. Intanto Chongqing Meiquan, responsabile del progetto-pirata, avrebbe rifiutato le accuse di plagio, sostenendo di non aver voluto copiare, ma ‘omaggiare’ la Hadid.

Copyright © - Riproduzione riservata
Zaha Hadid ‘piratata’ in Cina Architetto.info