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PROGETTI E IDEE AL PUNTO GIUSTO

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Proprio perché la figura di Cesare M. Casati (nato a Milano nel 1936) è ancora attivissima tanto sul fronte progettuale che su quello teorico, ci piace riordinarne i tratti. A tutt’oggi dirige un’illustre rivista di architettura (L’Arca) fondata nel 1986, all’apice della stagione post-moderna. Con quel gesto editoriale, ricco di proposte avveniristiche, Casati riporta coraggiosamente l’attenzione della cultura architettonica sul valore progressista e sperimentale del progetto, in chiara controtendenza rispetto al filone storicistico.
Una posizione non casuale e sostanzialmente fedele all’atteggiamento che lo stesso professionista ha distillato una quindicina di anni prima. Dopo la collaborazione con Gio Ponti, Casati diviene uno dei protagonisti più acclamati della new wave architettonica. Con gli interni della Radio Televisione del Lussemburgo a Parigi e della discoteca dell’Hotel Grifone di Bolzano si afferma come grande protagonista della scena radicale.
Con la fondazione de L’Arca, la sua attività professionale non si è affatto fermata, ma rifugge gli esibizionismi tipici della civiltà della comunicazione. Casati preferisce contribuire alla narrazione della contemporaneità (quasi una seconda Modernità) attraverso il lavoro dei colleghi di tutto il mondo.
Abbiamo campionato l’avventura di Cesare Maria mediante alcuni prodotti d’arredo concepiti tra gli anni ’60 e ’70. Due lampade (Pelota e Pillola) avvicinano Casati (che all’epoca firmava i progetti con Emanuele Ponzio) al filone Pop. Altri modelli, come le poltrone (alcune disegnate con Vincenzo Hybsch), rivelano una adesione al linguaggio spaziale che caratterizzava anche la ricerca di Joe Colombo: mente quest’ultimo proponeva Elda, Casati lanciava Alda.{GALLERY}

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